Irlanda, l'isola di smeraldo

Storia, leggende e natura sono l'essenza dell'isola che Oscar Wilde definì "bellezza selvaggia"

  • di curiosona
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 3
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Quest’anno in Irlanda ricorre il centenario della Rivolta di Pasqua, Easter Rising, del 1916 che diede il via alla guerra d’indipendenza dall’Inghilterra soffocata nel sangue dall’esercito britannico. Qualche anno dopo esplose la guerra civile che lasciò la parte settentrionale dell’Isola, Ulster, sotto la Gran Bretagna, mentre nel 1922 nasceva lo Stato libero d’Irlanda nel sud. Con un volo low-cost da Bergamo atterriamo a Dublino, prima tappa del nostro viaggio. Abbiamo già prenotato l’auto che troviamo all’aeroporto e che ci accompagnerà per tutto il tour. In internet abbiamo scelto l’hotel in città con parcheggio, dove pernotteremo due notti. Con noi c’è un caro amico che ama questo tipo di viaggi in libertà senza alcuna destinazione prefissata. Ovviamente abbiamo definito un itinerario di massima inserendo i luoghi più interessanti.

Da Dublino scenderemo lungo la costa orientale verso sud per vedere le coste rocciose intagliate da baie, risaliremo la costa occidentale affacciata sull’Atlantico, attraverseremo le contee di Sligo e Donegal a nordovest, entreremo nell’Ulster per visitare Belfast, la capitale, e ritorneremo a Dublino.

Noi passeremo due giorni a Dublino, capitale ricca di storia e di cultura, situata alla foce del fiume Liffey. Subito il cielo ci ricorda la famosa canzone di Fiorella Mannoia (Il cielo d’Irlanda): nuvole e luce sfumata trasformano i colori in bianco/nero, il vento corre veloce e la temperatura sui 19° non scende mai sotto i 13° in estate. Ci dicono che anche in inverno non scende mai sotto i 4/5 gradi e non nevica mai. Prendiamo la Luas, la metropolitana di superficie che collega la città da nord a sud. Iniziamo il giro della Dublino storica col Trinity College, università irlandese fatta costruire da Elisabetta I nel 1592 per gli studenti dell’aristocrazia anglicana. La facciata è imponente e all’interno bei cortili con ampi spazi verdi accolgono il teatro, la Cappella e il Refettorio. In queste aule hanno studiato personaggi famosi come Jonathan Swift, Oscar Wilde e Samuel Beckett. Basti pensare che la biblioteca custodisce oltre 200.000 antichi volumi scientifici, tra i quali il prezioso manoscritto miniato di Kells, realizzato dai monaci irlandesi nell’ottocento, che contiene la traduzione in latino dei Quattro Vangeli. Ci colpisce la dimensione della Long Room, una galleria di lettura lunga 70 m. con soffitto a volta in legno. L’ingresso è a pagamento, ma ne vale sicuramente la pena perché si entra in un tempio della cultura mondiale.

Vicino troviamo la Saint Patrick’s Cathedral, imponente Chiesa Protestante Anglicana in stile gotico e simbolo della città. Costruita nel luogo dove San Patrizio, patrono d’Irlanda, avrebbe battezzato i primi cristiani convertiti, ha imponenti monumenti funebri, numerose cappelle e un bel coro ligneo.

Poco distante dal centro visitiamo l’attrazione turistica più nota della città: la Guinness Storehouse, per un viaggio nel tempo alla scoperta della storia iniziata oltre 250 anni fa e dell’arte della fabbricazione della bevanda simbolo d’Irlanda, “black stuff”, oro nero, come la chiamano gli irlandesi. E’ un’esperienza diversa e molto interessante per comprendere l’amore che gli isolani hanno per questa fabbrica e ancora di più per la “porter” (birra scura), bevanda nazionale che si deve servire con una schiuma cremosa molto consistente. Il caratteristico gusto, simile al caffè, è dato dall’orzo che viene tostato prima di utilizzarlo. Incluso nel biglietto d’ingresso c’è la consumazione di una pinta di birra Guinness che si consuma al settimo piano, al Gravity Bar, che offre anche la veduta panoramica a 360° sulla città. Al quinto piano è allestito un ristorante valido per uno snack veloce

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