Barcellona con gli occhi di un bambino

Si conosce ormai tutto della bellissima città catalana, e stavolta vorrei raccontarvela attraverso le emozioni di mio figlio Leonardo

  • di alvinktm
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 3
    Spesa: Fino a 500 euro

Una serie di scale mobili consentono di raggiungere senza fatica il Palazzo Nazionale. La lunga facciata dall'architettura classica slanciata da cupole e lanterne sulla loro sommità, colonne e capitelli, archi e frontoni, offre una location ideale per il Museo Nazionale d'arte catalana e ben si sposa con l'ambiente circostante.

Dietro il vasto impianto dell'edificio continua il Montjuic disseminato di giardini e interessanti edifici come la futuristica Torre di Calatrava (destinata alle telecomunicazioni), lo Stadio Olimpico (edificato nel 1927 ma utilizzato soltanto per le Olimpiadi estive del 1992 in seguito a un cospicuo lavoro di ristrutturazione), il Palazzo Sant Jordi adatto ad ospitare qualsiasi tipo di evento essendo la struttura coperta più estesa della città e la più flessibile, e la Fondazione Mirò.

L'edificio simbolo del Montjuic rimane il Castello eretto sulla sua sommità, in cima a quel fianco roccioso della collina a picco sull'immenso porto di Barcellona. Dalle mura della fortezza lo sguardo si perde nell'immensità del mare e scopre sia la 'porzione' marittima-commerciale della capitale catalana, sia il centro cittadino con le guglie della Sagrada Familia e della Cattedrale; sfugge poi sino alla corona di colline della Serra de Collserola fra cui spicca quella del Tibidabo con la ben riconoscibile sagoma appuntita della Basilica del Sagrat Cor De Jesus.

La prima fortificazione risale al 1640 sotto forma di torre di riferimento per le navi in avvicinamento al porto; nel 1694 la costruzione fu ampliata divenendo una fortezza ma è nel 1753 che l'ingegnere militare Juan Martin Zeremono lo trasformò in un vero e proprio edificio di difesa e autosufficiente grazie alle cisterne d'acqua, i servizi, le cucine. I lavori durarono fino al 1779 e lo resero come lo si vede oggi, e il 6 maggio 1960 venne ceduto alle autorità cittadine le quali decisero di allestirci il Museo Militare.

Un ponte levatoio consente l'accesso al corpo di guardia e una volta penetrate le possenti mure in pietra ci si ritrova a camminare fra i quattro Bastioni (uno per ogni angolo del forte) e a scoprire la piazza d'armi protetta dal porticato sopra il quale si erge la torre di osservazione.

A essere sincera la struttura in sé non è nulla di particolare, il valore aggiunto del luogo è la meravigliosa vista, anche se Leonardo ha apprezzato di più rincorrere i gabbiani che volteggiavano sopra la sua testa cullati dal vento. Pure i container colorati stipati sulle piattaforme di cemento fronte mare appena sbarcati dalle enormi navi portacontainer, ben visibili dalle mura del castello, sono stati un'attrattiva per nostro figlio: probabilmente li ha scambiati per i mattoncini dei lego...

Per informazioni su orari e prezzi consultate il sito: https://www.castillomontjuic.com/en/

Le numerose attrazioni del Montjuic sono raggiungibili con la funicolare, la teleferica, l'autobus oppure, come abbiamo fatto noi, camminando lungo i numerosi sentieri, il modo più faticoso ma di certo il migliore per carpirne l'anima.

SECONDO GIORNO: RAMBLA, CATTEDRALE, MUSEO MARITTIMO E CASE DI GAUDI'

Finalmente è giunto il momento di calpestare la famosissima Rambla. Si tratta della strada più famosa di tutta la Spagna e unisce Plaça de Catalunya al porto, dove si staglia il Monumento di Colombo. In cima a una colonna in ferro, poggiante su un poderoso piedistallo marmoreo ricco di sculture, svetta la statua del noto navigatore genovese il cui complesso monumentale raggiunge la considerevole altezza di 60 metri. Fu inaugurata il primo giugno del 1888 in occasione dell'Esposizione Universale di Barcellona tenutasi proprio quell'anno e ai suoi piedi fanno la guardia 8 leoni dallo sguardo minaccioso, 4 in piedi e 4 sdraiati, sui quali è d'obbligo salire per regalarsi una selfie ricordo. Leonardo non si è lasciato intimorire dai grossi felini anzi, li ha accarezzati divertito, forse confondendoli con dei cagnoloni, e ovviamente ha preteso la proprio fotografia in groppa a un paio di loro

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