La mia Barcellona (e dintorni)

Nella città firmata da Gaudì per vedere la festa annuale più importante

  • di valmio
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 1
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Parto da Venezia con un volo Rynair. L’aereo è pieno, soprattutto di spagnoli che rientrano. Volo in perfetto orario. Arrivo a Barcellona ed è una splendida giornata di sole. Recupero la mia valigia, esco dall’aeroporto e con molta facilità trovo la corriera dell’Aerobus. € 5,90 e in trenta minuti sono direttamente in centro. Prima dell’ultima curva vedo già la scritta Rambla. Un turbinio di gente, qui è dove io ho preso l’ostello. Scendo all’ultima fermata (3°), in Plaza Catalunya cuore della città. Nella parte centrale della piazza delle lastre di pietra formano una stella che, si dice sia il centro esatto della capitale catalana. Aria di libertà dopo i primi passi. Oggi è domenica. Tutti sono di “corsa”; chissà cosa cercano di raggiungere o quale meta-evento li attende. Per sicurezza chiedo a dei poliziotti la mia via… sono sulla strada giusta. Facilmente arrivo a piedi all’Hostel Ideal Youth, in una laterale delle Ramblas. Suono il campanello. Escono dei ragazzi, qualcuno saluta, qualcun altro no, io mi dirigo verso la reception. Fino a qui, forse la parte più difficile, è andata benissimo. Tutte perfette coincidenze. Il ragazzo alla reception mi spiega, da delle info e consegna le chiavi. Salgo. Bagno, deposito la valigia ed esco subito con la mia macchina fotografica. Fuori c’è il mondo in movimento. Attraverso las Ramblas, il cuore pulsante della città. Questo viale alberato lungo più di un chilometro, inizia da Placa Catalunia ed arriva fino alla statua di Colombo. Las Ramblas si divide in sei sezioni: Canaletes, Estudis, Flores ma più nota come Sant Josep, Capuxins o del Centre, Santa Monica ed infine Rambra de Mar, la passerella in legno ondulata che passa sopra l’acqua fino l’inizio del Maremagnum. A destra e a sinistra vive la Barcellona vecchia: Barrio Gotico e Barrio Chino, una ragnatela di stradine dal sapore antico. Scendo all’altezza del Mc Donald’s, vado verso Plaza Jame (municipio) e mi dirigo al Museo Picasso. Oggi, dopo le 15, ingresso gratuito. È uno dei più visitati della città, in effetti lo trovo chiuso per tutto esaurito. Non importa, ho una settimana a mia disposizione per andare ad ammirare queste opere. Prima di partire ho iniziato a leggere il libro, molto intrigante, “La Cattedrale del Mare”, e siccome si trova nelle vicinanze, mi dirigo alla Basilica S. Maria del Mar. Riconosciuta come la chiesa dei marinai, è stata costruita nel XIV secolo dagli abitanti del quartiere La Ribera, con i soldi che avevano guadagnato con il commercio all’estero. Imponente e sobria questa chiesa gotica con tre facciate e due torri esagonali, è la preferita dalle coppie per unirsi in matrimonio. Vado verso il mare, al Port Vell (porto vecchio): grattacieli e moderne strutture. Zona ristrutturata in occasione delle Olimpiadi ’92, ora molto animata con bar e grandi centri commerciali. Proseguo nel lungomare della Barceloneta, una volta abitato esclusivamente da marinai e pescatori, ora uno dei quartieri più frizzanti e caratteristici della città; i vicoli pieni di bar, ristoranti di pesce, palazzine e case colorate, dalle finestre e balconi penzolano vestiti e panni di ogni genere come nelle nostre città del sud, la chiesa barocca di Saint Miquel del Port, la spiaggia le fa da cornice. Per me una delle zone tra le più affascinanti. Oggi c’è anche un mercatino. Mi tuffo in mezzo a questi piccoli stand con vestiti anni 60-70. C’è un gran entusiasmo di chi vende e dall’alta parte la contentezza di chi fa l’affare, e ha trovato l’oggetto del “desiderio” a un ottimo prezzo, quasi regalato. Lascio a malincuore questo angolo d’affari e prendo il lungomare.

Passo sotto il granchio gigante e arrivo fino alla Vila Olìmpica. Sopra il tetto c’è la silhouette di una balena dorata, è visibile anche da molto lontano. Nel lungomare: punti d’acqua, fontanelle da bere, bagni e docce in spiaggia libera

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