Barcellona olé

Qualche giorno alla scoperta della città

  • di MARISOL
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 3
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Dopo vari anni, finalmente torniamo a Barcellona. Era una meta che avevamo nel cuore perchè eravamo già venuti in questa città durante uno dei vari scali di una bellissima crociera nel Mediterraneo. Naturalmente avevamo effettuato l'escursione in città, ma come sempre accade in questi casi la visita era stata piuttosto breve anche se intensa. Dunque quest'anno siamo riusciti a tornare per completare buona parte delle lacune che ci portavamo dentro. La partenza è fissata per lunedì 14 novembre e puntualissimo l'aereo giunge a Barcellona. Piove un po', ma pazienza, siamo pronti ad affrontare anche la pioggia. Un comodo taxi ci porta a destinazione, all'hotel “Barcelona House”, proprio a due passi dalla Rambla. Non a caso la scelta è stata mirata per poterci spostare con comodità avendo la fermata della metro vicinissima. La camera è soddisfacente, ampia e pulita; dopo aver sistemato i bagagli decidiamo di uscire subito per una prima passeggiata. La Rambla è piuttosto affollata, anche se piove. A sinistra scendiamo verso il mare, a destra si va verso Piazza Catalunya, ed optiamo per quest'ultima destinazione. Subito ci colpisce la Casa Cuadros, sulla cui facciata spicca un dragone e numerosi ombrelli, poiché si trattava proprio di un negozio di ombrelli di fine '800. Ora gli ombrelli sono solo un ricordo di bei tempi andati perchè adesso c'è una banca. Dato il tempo inclemente, decidiamo di visitare la Boucheria, un tipico mercato a metà della rambla affollatissimo di turisti e locali. E' il più grande mercato della città e della Spagna: chioschi di ogni genere occupano tutti gli angoli con la merce disposta in un ordine artistico, veramente unico, con i colori che sembrano uscire da un quadro dipinto da un pittore estroso. Arriviamo a Piazza Catalunya, una piazza bellissima punto di ritrovo con fontane, statue e monumenti. Verso sera piove ancora, così ci fermiamo a mangiare in un simpatico localino sulla Rambla. Chiediamo la paella, anche se sappiamo che non è tipica di questa zona, ma è preparata per i turisti che comunque la gustano con piacere. La stanchezza del viaggio si fa sentire, quindi rientriamo presto.

La mattina non piove, anche se il cielo è ancora coperto. Una corsa in metro ed arriviamo a Passeig de Gràcia. La metro si rivelerà un comodissimo mezzo per spostarci in tutta la città, con un abbonamento per 5 giorni ad un prezzo contenuto. Il passeig è un viale tra i più belli della città, con numerosi negozi firmati, “tapas bar”, caffè e uffici prestigiosi. Incontriamo subito la Casa Lleo Morera, con i balconi arabescati. Peccato non sia possibile visitarla perchè è proprietà privata. Più avanti ecco la Casa Amatller, dei primi del '900, in stile Gotico, dove sono radunati numerosi turisti per le foto solo alla facciata, poiché è proprietà privata anche questa. Ma il bello deve ancora arrivare con la Casa Battlò. C'è già una lunga fila in attesa per entrare, perchè per fortuna qui sarà possibile gustare gli interni. Proseguiamo: appena un po' più avanti, dall'altra parte della strada c'è Casa Milà, chiamata anche “La Pedreira”. Questa è un'opera spettacolare di Gaudì. Ricordo che quando venimmo qui in crociera, vedemmo la casa solo da fuori, ma ora si presenta l'occasione per soddisfare la nostra curiosità ed entrare. La casa ha l'aspetto di una parete rocciosa ondulata, perchè questa è la caratteristica di Gaudì, l'assenza di linee rette e la morbidezza delle forme, come è in natura. L'architetto infatti baserà le sue opere sulle forme naturali, copiando molto spesso ciò che avviene in natura e proprio qui sta la sua genialità. Giungiamo sul tetto della Pedrera, un grande spazio percorribile con scalette e gradini, torrette e comignoli con la testa di guerriero. Piove forte adesso, ma ben coperti, non ci facciamo sfuggire l'occasione di fare foto ed affacciarci sul Passeig de Gràcia da quassù. Visitiamo il resto della casa. Il museo nel sottotetto, ospita alcune opere di arredamento di Gaudì, tra cui sedie dalla forma anatomica e maniglie appositamente plasmate sempre seguendo le caratteristiche anatomiche della mano, per una presa naturale. Tra l'altro sono anche belle! Le stanze sono ben arredate, con mobili d'epoca: ecco la stanza da letto, la cameretta dei bambini, la stireria, la stanza della cameriera, nonché uno splendido grammofono col suo trombone poggiato su una scrivania, lo studio con una macchina da scrivere ed un Telefono; ed ancora il bagno ed il guardaroba con un paio di vecchi sci poggiati da un lato. Anche la cucina conserva una bellissima stufa ed un acquaio in pietra. Per il pranzo ci fermiamo a gustare queste famose “tapas”. In effetti si tratta di piattini originali, che assaporiamo molto soddisfatti. Ritornando sui nostri passi, ci fermiamo a Casa Batllò. Entriamo ad ammirare quest'altra opera di Gaudì. Il primo piano, il cosiddetto piano nobile, ospita gli appartamenti della famiglia Batllò, mentre gli altri quattro piani con gli otto appartamenti, sono occupati da uffici. Al primo piano possiamo ammirare uno splendido caminetto nel salone che si afaccia sulla via principale, ma anche bellissimi mosaici studiati apposta per riflettere la luce. Il tetto è il dorso di un drago in Maiolica, mentre il cortile interno è anch'esso studiato per catturare al meglio la luce, con le maioliche che vanno sfumando dal blu con finestre grandi in basso, fino ai colori chiari e finestre più piccole in alto. Sta scendendo la sera. Prendiamo la metro e ci rechiamo a vedere la Torre Agbar, un grattacielo di recente inaugurazione, nel 2005 precisamente, costruito per riqualificare una zona importante della città, Piazza de Les Glories Catalanes. La Torre, alta 144 metri è occupata da uffici per cui solo la hall è a disposizione dei turisti. E' particolarmente bella e spicca nel cielo con i suoi colori che vanno dal rosso fino a sfumare nell'azzurro violaceo. Non vorremmo mai rientrare, perché la città la sera è molto animata, ma domani abbiamo tante altre cose da fare

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