Indonesia: l'incontro dei vulcani con il mare

Trekking sui vulcani di Java e relax sulle spiaggie di Bali, la perfetta combinazione per la vacanza completa

  • di mangad77
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Da dove cominciare? Ma certo, dal Messico! Tutto l'autunno avevamo in testa solo il Messico, 10-12 giorni di puro relax in uno di questi all inclusive in Cancun stesi al sole con in mano un cocktail e nessun pensiero per la testa. Ma piu' cercavamo hotel o voli nella miriade di quelli offerti e meno eravamo convinti di questa scelta. Fino a che ad ottobre un nostro amico che era giusto tornato da un viaggio in Nepal ha forse riacceso l'entusiasmo che l'anno scorso ci aveva portato In Thailandia tra national park e isolette sperdute, ed eccomi così la sera stessa a cercare ancora un volo in direzione sud-est asiatico: una veloce ricerca per vedere le offerte sul Vietnam, ma come si chiama quel posto con tutti quei vulcani? Indonesia. Ok offerta clamorosa con volo emirates. Cosa facciamo là? Su turisti per caso, tutti parlano di questi templi; Burubudur e Prambanan. Suonano come due scioglilingue. Ok, poi? Monte Bromo? Mai sentito, ma le foto rendono l'idea. Un bel tour di 3 giorni mi sa che sarebbe l'ideale. E poi come al solito in tutti i nostri viaggi, dopo tanto trekking, il meritato riposo al mare, sull'isola di Bali. Giuro, questo itinerario l'abbiamo buttato giu' in non piu' di mezz'ora.

Dunque il volo l'abbiamo prenotato praticamente subito, capirai... volo emirates andata e ritorno con stop a Dubai per due persone... 1000 euro. E poi dicono che e' caro. Emirates per me e' il top per visitare il sud-est asiatico, voli confortevoli, puntuali, oso dire anche sicuri (almeno io cosi mi sento, quando volo emirates, sara' che hanno questi aerei di ultima generazione, enormi, grandissimi, ma i piloti li adagiano a terra come fossero giocattoli! Per me thumb Up!).

Siamo partiti da malpensa alle 14.30 e dopo il cambio a dubai nel pieno della notte siamo arrivati a giakarta alle 3 del pomeriggio. Sbrigate le pratiche di ingresso (con annessa tassa di 35 dollari a testa), abbiamo preso il free shuttle bus per andare al terminal 2 dell'aereoporto dove ci aspettava la nostra coincidenza , volo LION AIR per jogjakarta. Forse avremmo voluto visitarla giacarta, ma tutti la sconsigliavano, cosi l'abbiamo saltata anche noi per dirigerci a quella che viene considerata la capitale culturale dell'indonesia. Aerei tutti puntuali fino ad ora, siamo arrivati in hotel alle 20.30. Giusto il tempo di sistemare I bagagli, doccetta e via fuori per una cenetta romantica, macche'! Streetfood. Oddio, eravamo molto titubanti a sederci ad uno di questi ristorantini sulla strada con questi pentoloni, quando girovagando abbiamo incontrato il nostro amico “marcellus wallace” direttamnete dal pulp fiction indonesiano, meglio trattasi di “joseph”, un tipo che avevo adocchiato sull'aereo visto che stava parlando con altri della champions league, considerando che sull'aereo eravamo 5 occidentali in tutto, mi era rimasto impresso. Anche lui ci ha riconosciuto e ci ha invitato a mangiare con lui. Streetfood, dopotutto e' quello che mangiano loro e ora capisco perche' sono cosi magri e piccolini qua sull'isola di java. Ho preso un mezzo pollo che aveva più ossa che carne, lo cuociono nel latte di cocco e non posso dire che era male, perche' non voglio, ma devo dire son rimasto con la fame, mentre Agnese e' rimasta proprio con dolori intestinali.

Comunque la cena l'abbiamo svoltata con Joseph che ci ha raccontato del suo passato come calciatore professionistico nella lega indonesiana ed ora invece fa il procuratore sempre qua a java. Scambiatoci I dati di facebook e preso un appuntamento con lui per farci da cicerone a Bali dove anche lui era diretto la settimana prossima.

Finita la cena siamo tornati al nostro albergo. A Jogja c'e' solo l'imbarazzo della scelta per camere a buon prezzo, noi abbiamo scelto l'hotel Pyrenees che come posizione si e' dimostrato imbattibile essendo proprio sul malioboro che e' la strada principale della citta, a un tiro di schioppo anche da ristoranti recensiti sulla lonely planet per provare la cucina indonesiana (senno' c'e' sempre lo streetfood!!): l'hotel e' pulito, wi-fi eccellente, solo la colazione e' piuttosto scarsa per I nostri gusti, ma per 56 euro in totale per due notti, non ci sentiamo di levargli nessun punto.

Bella dormita, colazione e via ad esplorare la citta'. Piu' che altro siamo venuti qua per I templi, ma una mattinata di escursione sicuramente merita per vedere il KRATON, il palazzo del sultano che pero' impallidisce se ripenso al palazzo reale che ho visto l'anno scorso a bangkok e dopo al WATER PALACE, le piscine del sultano. Bei posti, ma nessuno dei due fara' sicuramente la mia top ten. Da raccontare pero' ho le storie di questi indonesiani che non dico cercano di truffarvi, ma sicuramente ci provano a darvi piccole fregature in tutti I modi: tipo il tassista che portandovi al kraton vi lascia davanti al negozio dell'amico venditore di batik, oppure vi lascia all'entrata secondaria del palazzo stesso per farvi pagare due volte (questa piccola truffa perche' poi si tratta di nemmeno 2 dollari e' descritta anche nella lonely planet), oppure vi capitera' di sentirvi seguiti e infatti vi seguono proprio come il tipo che al water palace ci seguiva e poi alla fine e' venuto a dirci che era della sicurezza e non c'era da preoccuparsi bastava dargli una mancia. Si va bene, ciao! Comunque cose di poco conto, gli indonesiani mi sono sembrati un bel popolo, allegro e helpful... peccato non parlano l'inglese, per gente abituata ad avere a che fare con I turisti, davvero hanno problemi seri con le lingue

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