Indonesia on the road

Il viaggio ci ha portati da Yogyakarta (Java) a Bali. Lungo la strada abbiamo visitato tantissimi posti fantastici

  • di Franz_Zena
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Periodo di viaggio: Agosto 2010

Prezzo: 1500 Euro

Giorni: 15

Il viaggio che sto per raccontarvi si è svolto più di un anno fa, ma non avendo avuto modo di pubblicare il diario di viaggio prima, lo faccio imperdonabilmente solo ora.

Tutto è iniziato quando il capo, in un assolato pomeriggio di metà luglio, mi dice “Fra, devi fare le ferie…” un attimo di pausa che è sembrato durare 45 minuti, passati tutti più o meno in apnea, per poi continuare “…ad Agosto”. Ecco, se mi avesse detto “Fra, devi… …scrivere un rapporto di 150 pagine” o “Fra, devi… …imparare il cinese per tradurmi il manuale del mio rasoio elettrico” sarebbe stato meglio. Io sono un fanatico delle vacanze in “Low Season”, e adoro viaggiare in primavera o autunno, e quindi, prendere le ferie ad agosto non è il mio massimo.

Così, questa volta con Lula, la mia compagna di viaggio, ho iniziato a pensare dove andare, una meta oltre confine, possibilmente dove la temperatura media non sia costantemente oltre i 40 gradi o dove non siano in corso uragani, tifoni, piogge monsoniche o guerre civili... alla fine abbiamo scelto l’Indonesia.

Abbiamo acquistato i voli, ci siamo procurati una Lonely e ci siamo messi a scegliere quali destinazioni visitare in quei 15 giorni indonesiani.

Una nota sui voli: quelli diretti, visto che non mancava molto alla partenza, avevano prezzi esagerati, così, risparmiando un bel po’, abbiamo preso un volo su Bangkok per poi proseguire in Indonesia. E qui inizia il nostro viaggio. Buona lettura!

Milano-Yogyakarta

Siamo partiti da Milano alle 17.00 del 18 Agosto 2010. Il volo ha lasciato Malpensa alla volta di Copenhagen. Qui, l’aeroporto, che mi aspettavo fosse uno scalo internazionale, magari intercontinentale, e quindi grosso e trafficato, si è rivelato un aeroporto in miniatura... un diorama! Per lunghi attimi ho avuto paura di romperlo ad infilarci gli zaini dentro. Scherzi a parte, l’aeroporto è piccolo, efficiente, pulito e tranquillo. Qui c’era un solo negozio che forniva un po’ tutto quello che si vende al Duty Free, ma il reparto “caffetteria” era demandato ad alcune vending machines. Quindi, dopo non aver preso caffè ed essendosi inventati svariati modi di ingannare il tempo, come gare di carrelli giù per i corridoi deserti, siamo partiti alla volta di Bangkok con volo SAS.

Il volo è stato piacevole e siamo atterrati in perfetto orario, ma poi abbiamo dovuto aspettare molto prima di prendere il volo successivo per Jakarta. Nel frattempo, mi sono goduto questi pochi attimi della mia adorata Thailandia. Una breve passeggiata fuori dall’aeroporto, un caffè al Black Canyon Coffee e poi, una volta fatto il check in, ci siamo concessi nella zona Duty Free un bel piatto di Pad Thai ai gamberetti con succo di Anguria.

Il volo della Air Asia è stato perfetto e preciso. Come da manuale, gli spuntini erano a pagamento, ma conoscendo già il mondo delle Low Cost, mi sono portato nello zaino degli snack. Arrivati a Jakarta abbiamo affrontato il primo assaggio di Indonesia. Infatti, pianificando il viaggio, avevamo deciso di evitare Jakarta e dirigerci subito a Yogyakarta, ma per farlo avremmo dovuto prendere un volo la mattina successiva. Visto che siamo sbarcati alle 23.45 circa ed il check-in sarebbe stato attorno le 4.30, abbiamo deciso di passare la notte in aeroporto.

Prima cosa, una volta presi i bagagli non abbiamo visto le indicazioni per il pagamento del visto, quindi siamo arrivati al controllo dei passaporti credendo di poterlo fare allo stesso bancone come succede in tanti altri paesi, ma siamo stati rispediti indietro a fare un’altra coda. Fatto il visto siamo stati trattenuti al controllo passaporti per un interrogatorio. Per me c’è stato l’insormontabile problema che il mio poliziotto era convinto che Genova e Ginevra fossero la stessa città ed io sarei dovuto essere svizzero, ma avevo, stranamente, un passaporto italiano, con una città svizzera sopra… Invece Lula, essendo lombarda è stata interrogata sulla futura campagna acquisti dell’Inter. Poliziotti annoiati che vogliono rifarsi sui turisti e turisti stanchi che vogliono uscire non è un bel mix...hanno messo a dura prova la nostra pazienza!

Se esiste una sola occasione per lasciare la prima impressione, bene, il popolo indonesiano se l’è bruciata!

Siamo stati ammessi in Indonesia all’alba delle 00.30 passate. A questo punto, scavalcando tassisti che dormivano in aeroporto, siamo usciti. E qui il delirio! Da una parte non trovavamo indicazioni sul nostro prossimo volo e nessuno era in grado di darci informazioni, dall’altra eravamo assediati da tassisti che ci strattonavano e gridavano incavolati per farci salire sule loro auto. Per fortuna abbiamo incontrato quella che sembrava la versione giovanile di Mr. Corrodile Dundee il quale era anche lui alla ricerca del gate di un volo che, per puro caso, avevo visto poco prima, mentre lui aveva visto il mio e mi ha detto che avrei dovuto lasciare questo terminal e andare al terminal 3, a distanza di passeggiata. A distanza di passeggiata? E’ un concetto un pò relativo… Del tipo: seconda stella a destra poi dritto fino al mattino (Peter Pan docet)? O del tipo: secondo incrocio, rampa a sinistra e dritto fino al cavalcavia dove lancerai lo zaino giù per un dirupo e quindi attraverserai un parcheggio? La risposta corretta è la B

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