Baku (2012-2016): il cambiamento della città dai mille volti

La capitale che cambia skyline giornalmente e che diverrà presto meta del turismo mondiale

  • di Marco Iaconetti
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 500 a 1000 euro

Il progetto più ambizioso, oltre al prolungamento dell’area portuale che addirittura arriverà a toccare ventiquattro chilometri di lunghezza, è però quello di realizzare sette montagne artificiali da porre in mezzo al mare, ricreando la stessa morfologia interna del paese, che darà un nuovo assetto naturalistico alla città, modificando di molto l’attuale skyline.

Baku sembra la città dove tutto è possibile, dove ogni sogno sembra possa essere realizzato con una naturalezza unica, soprattutto quando si è di fronte al nuovo Museo Aliyev, che ha una forma così stravagante che difficilmente può essere posta all’interno del nostro tessuto urbano. Sarà deformazione professionale, ma personalmente questo meraviglioso capolavoro di architettura contemporanea vale il prezzo del mio biglietto e il suo interno con le sue forme sinuose sembra proiettarti nello spazio senza fine, coadiuvato anche dalle mostre interinali che esibiscono un paese che rispetta il suo folklore ma anche teso verso nuovi orizzonti tecnologici.

La città ha più poli d’attrazione, turistico-ludico, museale, storico e sportivo che mi hanno fatto pensare che anche noi italiani, sempre così restii ai cambiamenti, possiamo trovare giovamento ad un trasferimento in un paese tanto ospitale ed aperto che cerca in tutti i modi di soddisfarti nel migliore dei modi.

Ancora molta gente ha qualche dubbio nel concedersi un viaggio nella bella Baku, ma dopo la F1, le cose sono cambiate notevolmente e tanti conoscenti esaltati dalla magnificenza della città mi ha cominciato a chiedere notizie più specifiche sul paese.

Baku ha fatto notevoli in avanti ed il turismo sembra aver avuto un nuovo giro di vite, tanto che si cominciano a vedere sempre più straniere e non i soliti e confinanti russi, perchè a mio avviso la perla del Caucaso irromperà nella nostra quotidianità divenendo uno scrigno per l'arte e la cultura e punto di riferimento per le future generazioni.

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