Baku (2012-2016): il cambiamento della città dai mille volti

La capitale che cambia skyline giornalmente e che diverrà presto meta del turismo mondiale

  • di Marco Iaconetti
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Baku già fantastica nel 2012, oggigiorno ha “ingranato” la quinta rifacendosi un look architettonico ancor più esaltante, realizzando, per le diverse manifestazione che l’attendono, mirabolanti costruzioni di grande pregio stilistico con diversi manufatti che vanno ad esaltare il suo passato, il suo presente ed il suo futuro, in primis l’esaltante aeroporto costruito in acciaio e vetro e che è un gran bel biglietto da visita per l’intero paese.

Adesso bisogna assolutamente aggiungere su quelle T-shirt, che vedo indossare dai tanti adolescenti, con su impresse le solite città: New York, Rome, Paris, Tokyo e Dubai… Baku. Parlerò, ad onor di cronaca, personalmente con qualche stilista.

Letteralmente significa “La città dove soffia il vento”, che ho sperato tanto ci fosse dato il notevole caldo, ed è intrisa di inquietanti e mitologiche storie che mi hanno subito suscitato tanto interesse da volerci tornare per una seconda volta. Vivono in simbiosi diverse anime architettoniche e religiose, che vanno dal mito di Zoroastro, su cui arde la leggenda del fuoco perenne, fino a quelle del retaggio islamico e la stupenda Old Town, posta tra una rigogliosa e colorata vegetazione è un esempio unico di come l’antico costruito si leghi al nuovo in un’armonia senza tempo.

Tornarci dopo quattro anni mi ha posto di fronte ai grandi progressi fatti dall’Azerbaijan, che grazie ad una mirata semplificazione burocratica è riuscita a realizzare importanti costruzioni, firmate dai più grandi archistar internazionali. La città ha cambiato volto e si è trasformata radicalmente nel giro di pochissimo tempo, tanto che da un rapido scambio di battute con lo studio di architettura Sinalco, sono riuscito a capire che la città vivrà un secondo sviluppo teso alla valorizzazione del costruito esistente.

Baku è il cuore pulsante di un paese che è vecchio ma che non invecchia, dove i diversi stili architettonici che vanno dal Neoclassico al Barocco, fino ad arrivare a delle finte darsene, nella nuova zona portuale, che sono ispirati addirittura alla nostra Piazza San Marco a Venezia vivono in forte empatia, creando zone sempre diverse tra loro. Una forte analogia con le genti che vi abitano e che vivono in pace professando un diverso credo, raro esempio di tolleranza. E’ stupendo, infatti, veder passeggiare qualche ragazza che indossa uno chador parlare amabilmente con qualche sua amica cristiana od ortodossa, sotto la Torre della Vergine, punto di riferimento delle mie inesauribili passeggiate, che di notte illuminata si specchia con le più moderne Flames Towers, in cui sui loro curtain walls scorrono le immagini delle più importanti manifestazioni, come il prossimo torneo di scacchi.

Il lungomare è il fulcro della città, vissuto a tutte le ore del giorno, con nuovi poli di attrazione e nuovi bracci dove attraccano lussuosi yatch di grande stazza. Inoltre nuovi grattacieli in vetro e dalle bizzarre forme si stanno edificando insieme ai tanti hotel, simbolo di un turismo sempre in espansione, vanno ad arricchire il tessuto urbano. Parallelamente alla passeggiata sono presenti diversi tipi di piantumazioni, con su scritti i nomi delle alberature, provenienti da tutte le parti del mondo, che servono per ripararsi dall’afa, arricchendo con la loro variegata natura la darsena

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