Bahamas, Abaco: una tra le perle incontaminate delle Out Islands

Un tuffo nel mare cristallino delle Bahamas tra spiagge bianchissime, lagune turchesi e la terza barriera corallina più vasta del mondo, dove avvistare gli squali è una garanzia

  • di Saretta080
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Un tuffo nel mare cristallino delle Bahamas, più precisamente ad Abaco, una tra le perle incontaminate dell’intero arcipelago. La nostra settimana nel paradiso esotico più incredibile in cui sia stata, tra spiagge bianchissime, lagune turchesi e la terza barriera corallina più vasta del mondo, dove avvistare gli squali è una garanzia.

Informazioni

Le Bahamas offrono un’ampia scelta tra le loro innumerevoli isole: se si ricerca un turismo più tradizionale, ci si può orientare su Nassau, Bimini e Grand Bahama, che garantiscono alti standard e comodità di ogni tipo; per un turismo invece più selvaggio e incontaminato meglio indirizzarsi sulle Out Islands, come Abaco, Exuma, Eleuthera, Long Island, più difficili da raggiungere, poco strutturate, ma proprio per questo massima espressione dell’esotismo.

Le Bahamas si raggiungono dalla Florida, in aereo da Miami o Fort Lauderdale o in traghetto solo da Fort Lauderdale. Ci sono voli diretti o con scalo (via Nassau e Grand Bahama) che sono piuttosto costosi. Se si decide di optare per il traghetto - relativamente più economico - bisogna informarsi in modo dettagliato, in quanto sarà necessario prevedere spostamenti via terra ed eventuali ulteriori barche più piccole, impiegando anche un’intera giornata per raggiungere le isole più lontane.

I mesi di luglio, agosto e settembre sono a rischio piogge e uragani, noi tuttavia siamo stati molto fortunati e ad agosto abbiamo trovato un tempo splendido, seppur con qualche temporale passeggero. Le temperature in estate sono elevate, con massime di 35° e molta umidità. L’acqua del mare è decisamente calda, 32°.

Fare immersioni nelle acque calde e cristalline delle Bahamas è spettacolare, la barriera corallina è varia, colorata, ricca di anfratti e grotte. Sono molto diffuse le immersioni sui relitti. Se si vuole provare l’adrenalinica esperienza della pasturazione degli squali, è necessario recarsi sulle isole più turistiche come Nassau e Grand Bahama; nelle Out Islands questa tipologia di turismo subacqueo non è praticata, tuttavia avvistare gli squali è altamente probabile in ogni immersione.

Le Bahamas hanno da sempre rappresentato nel mio immaginario le isole tropicali per eccellenza, i Caraibi più esclusivi e quindi economicamente inaccessibili.

Nonostante ciò abbiamo deciso di provare ad approcciare questo paradiso in modalità fai da te, cercando di non spendere un capitale e - aimè - non ci siamo riusciti.

Aspetto economico a parte, Abaco, l’isola da noi scelta, è senza dubbio il gioiello esotico dal mare più incredibile che io abbia mai visto, con spiagge da cartolina e nessun turista, a parte noi due.

E’ necessario documentarsi in modo approfondito prima di scegliere la propria isola, per evitare di ritrovarsi in una Las Vegas in mezzo al mare quando si ricercano solo relax e spiagge deserte, o viceversa, finire sperduti nel Mar dei Caraibi quando invece si vorrebbero tutti i comforts di una vacanza di lusso.

Noi desideravamo un’isola poco frequentata, incontaminata e con la possibilità di fare immersioni: Abaco ha rispecchiato perfettamente le nostre esigenze.

Abaco, Exuma, Eleuthera, Long Island e San Salvador sono le principali Out Islands delle Bahamas, per chi sogna l’isolamento assoluto su spiagge chilometriche bianchissime.

Nassau, Grand Bahama e Bimini sono invece le isole più turistiche, facilmente raggiungibili dalla Florida anche in traghetto e proprio per questo prese di mira dagli americani che vi si recano anche solo per il week end.

I 5 giorni trascorsi ad Abaco rappresentano l’ultima parte della nostra vacanza negli Stati Uniti. Per raggiungere l’isola abbiamo affrontato un viaggio sfiancante durato 12 ore, nel vano tentativo di risparmiare rispetto al volo aereo. Il risparmio non è stato significativo, quindi a posteriori ritengo che convenga comunque prendere un volo da Miami o Fort Lauderdale.

Il nostro tragitto Florida - Abaco è stato un’avventura: siamo partiti da Fort Lauderdale (a nord di Miami) con un traghetto della Balearia Caribbean che in 3h30 ci ha portati a Freeport, Grand Bahama. In taxi abbiamo raggiunto la stazione di partenza dei pulmini locali, dei colectivi utilizzati dalla gente del posto per muoversi a Grand Bahama. Ci è toccata una lunga attesa, poiché il nostro pulmino, come tutti i colectivi del mondo, fino a che non è pieno non parte; attraversiamo l’isola da ovest ad est, schiacciati l’uno contro l’altro, con un caldo infernale e sotto lo sguardo curioso dei bahamiani nostri compagni di viaggio. Giunti a Mclean’s Town, porticciolo di partenza per Abaco, ci imbarchiamo su un piccola barca della Pinder’s Ferry Service capitanata da un buffo marinaio sdentato; solchiamo il tratto di mare che divide Grand Bahama da Abaco navigando in una laguna i cui colori diventano sempre più intensi e dove l’acqua è incredibilmente trasparente. Sbarchiamo a Crown Haven, Abaco, ma il nostro viaggio non è terminato.

Dobbiamo raggiungere il sud dell’isola dove si trova la casa che abbiamo affittato, a più di 100 km di distanza.

Il pulmino di cui avevo letto su internet, che ci avrebbe dovuti portare in città, in realtà pare non esista…prendere un taxi ci costerebbe un capitale e per un attimo ci sentiamo smarriti.

Ma in viaggio una soluzione la si trova e così, con un po’ di fortuna, un gentile bahamiano ci dà un passaggio fino a Marsh Harbour, dove facciamo scorte di cibo per i giorni successivi in un fornitissimo supermercato. Ci rimane da prendere un taxi per Casuarina Point, dove si trova la nostra deliziosa casetta di legno.

L’alternativa a tutto ciò sarebbe stata un comodo - ma costoso - volo che in un’ora ci avrebbe portati dalla Florida ad Abaco, ma vuoi mettere l’esperienza di raggiungere le Bahamas come i locali?! D’altronde il bello del viaggio è proprio questo: entrare a contatto con la realtà del posto e così, fieri della nostra avventura, siamo pronti a goderci i nostri 5 giorni in paradiso.

La casa che abbiamo affittato a Casuarina Point su Booking.com si trova a mezz’ora di macchina dal centro abitato più vicino, Marsh Harbour, città principale - e anche unica - dell’isola di Abaco.

Casuarina Point è un angolo di quiete, una strada sulla quale si affacciano le tipiche e colorate casette bahamiane in legno, molte di proprietà di ricchi americani che trascorrono parte dell’anno in questo paradiso tropicale.

La spiaggia è a pochi passi da casa nostra ed è il classico sogno esotico che ci si aspetta dai Caraibi: una distesa di finissima sabbia bianca di fronte ad una laguna turchese, una piscina naturale infinita i cui colori danno il meglio di sé con il trascorrere delle ore.

Essendo bassa stagione la maggior parte delle abitazioni sono chiuse e a Casuarina Point siamo solo noi, unici due turisti approdati in questo angolo di paradiso.

Le giornate trascorrono nell’appagamento più totale, tra lunghi bagni e passeggiate

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