Germania... a zonzo tra i lander occidentali

Un tour on the road nella Germania dell'ovest. Tra case a graticcio, castelli, fiumi e tanti bretzel

  • di madeinflorence
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

È la notte del 14 Agosto quando, tra un mugugno della mia compagna per la sveglia ad un’ora improba e i miei timori delle interminabili code che caratterizzano i weekend estivi, diamo inizio al nostro viaggio in direzione Germania. Con una decina di giorni a disposizione abbiamo tracciato un itinerario alla scoperta dei Länder occidentali: Baden Württemberg, Renania-Palatinato, Assia e Renania Settentrionale-Vestfalia.

La classica guida del Touring, una carta stradale e un provvidenziale navigatore costituiscono la nostra dotazione di viaggio. Presso l’Aci della nostra città abbiamo preventivamente acquistato il contrassegno obbligatorio per utilizzare le autostrade svizzere, che fa bella mostra di sé sul vetro della macchina. Il viaggio fila via liscio, nessuna coda alla barriera Como-Chiasso né alle frontiere; intorno alle 9.30 sconfiniamo in territorio tedesco. Prima tappa dell’itinerario è Titisee, dove un forte vento ci accoglie lungo le sponde di questo lago molto frequentato durante i fine settimana. Dopo aver lasciato l’auto nel parcheggio gratuito nei pressi della stazione, ci incamminiamo in una piacevole passeggiata lungolago, tra un’occhiata ai negozi di souvenir ed una sosta a quelli di addobbi natalizi che, sebbene fuori stagione, costituiscono un’attrattiva per l’inimmaginabile quantità e varietà di oggetti esposti. E’ ora di pranzo: uno spuntino veloce con prodotti tipici locali e poi di nuovo in macchina per raggiungere l’Hexenlochmühle, un vecchio mulino di legno oggi trasformato in ristorante. Il contesto è piacevole, con la struttura perfettamente conservata e adorna di fiori ma non c’è molto da vedere. Ci spostiamo una quindicina di km verso ovest, nel piccolo centro di Sankt Peter, dove è in corso una festa di paese. Canti e balli popolari animano la piazza principale su cui si erge la barocca chiesa parrocchiale di Pietro e Paolo. Meta scelta per il nostro primo pernottamento in terra straniera è Breisach am Rhein, dove alla Gästehaus Schillinger la cordiale padrona di casa ci offre una bella camera ad un prezzo irrisorio. La posizione al confine con la Francia, ha posto questo borgo per circa due secoli al centro delle mire del Regno di Francia e del Sacro Romano Impero che, con ripetute e feroci dispute, si sono contese il controllo di questa terra di frontiera. Sotto una leggera pioggerellina dedichiamo le ore che ci separano dalla cena alla scoperta del centro storico. Nella piazza Gutgesellentor, l’omonima porta nelle mura trecentesche dà accesso alla ripida strada che sale fino alla sommità della collina dove sorgono il Rathaüs e la cattedrale di St. Stephanus.

Fortunatamente al nostro risveglio la pioggia è cessata; un cielo plumbeo ci accompagna mentre ci addentriamo nel cuore della Foresta Nera. Friburgo, con la sua impronta di città universitaria particolarmente vivace e dinamica, conserva un piacevole centro storico a dispetto dei pesanti bombardamenti subiti durante la seconda guerra mondiale. Gli echi di tali distruzioni sono ancora visibili nei restauri, tutt’ora in corso, delle facciate esterne della cattedrale gotica. Il reticolo di piccoli canali d’acqua, utilizzato nel passato come riserva d’acqua per spegnere gli incendi nella città vecchia, rende estremamente caratteristico passeggiare per le vie del centro.

Furtwangen invece, patria dell’orologio a cucù, ad eccezione del museo dell’orologio non ha da offrire niente altro al visitatore. Ne approfittiamo per fare un po’ di spesa in un supermercato prima di raggiungere Triberg, punto di partenza di piacevoli itinerari nel bosco che conducono alle cascate del fiume Gutach. Se si rimane lungo la via principale del paese ci si può “perdere” dentro ai negozi stracolmi di souvenir e di orologi a cucù di tutti i tipi e dimensioni, prodotto artigianale tipico della zona.

Non lontano da qui, e più precisamente a Schonach, si trova l’orologio a cucù più grande del mondo. Delle dimensioni di una casa, il cucù risuona ogni mezz’ora quando un uccello di legno esce da una finestra. Spettacolo che si è rivelato insignificante per noi, pubblico ignaro in attesa del rintocco, seduti nel giardino antistante il cucù con in mano il biglietto di ingresso.

Gegenbach è presentata dal relativo sito del turismo come “una piccola città medioevale che ha molto da raccontare”. Definizione non fu mai più pertinente. Attraverso le mura si entra in questo piccolo gioiello di vicoli e splendidi palazzi colorati, adorni di fiori alle finestre. Siamo nel regno delle Fachwerkhäuser, ossia delle case con travature a traliccio, ampiamente diffuse nel paesaggio urbano della Germania. La piazza con il Rathaus da un lato e la Porta Superiore verso cui la strada si strozza ad imbuto dall’altro, delimitano un contesto perfettamente ordinato, elegante ed armonioso. Nei vicoli che si diramano in ogni verso dalla strada principale si respira una piacevole atmosfera e si scoprono angoli ricchi di storia e fascino. La statua del cavaliere di pietra, che sormonta la fontana della piazza del mercato, sembra sorvegliare gli splendori della città esibiti con orgoglio

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