Viaggio a Sao Miguel dos Açores

Breve e rilassante viaggio alla scoperta della maggiore delle Isole Azzorre, Sao Miguel!

  • di f.paesano
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Quanto ci incuriosiscono queste isole! Ne ho sempre sentito parlare da mia zia, frequentatrice, come di isole paradisiache. Non ci avevamo mai pensato, ma scartabellando tra le alternative, eccoci in partenza per Sao Miguel dos Açores!

Sabato 05 Luglio

Sveglia infausta alle 02:30 di notte. Il volo parte da Amsterdam (noi viviamo all’Aja, Olanda) alle 06:30 e, reduci da una brutta esperienza col treno notturno la volta precedente, per superprudenza partiamo con largo anticipo e decidiamo di prendere il treno delle 03:20. Il check-in scorre liscio e il volo parte puntuale. Facciamo scalo a Terceira prima di atterrare finalmente a Ponta Delgada, isola di Sao Miguel. L’aeroporto è piccolo e le valigie non tardano ad arrivare. Facciamo una lunga e snervante coda alla Hertz per ritirare la macchina prenotata da casa e nel frattempo andiamo all’ufficio turistico situato all’interno dell’aeroporto dove un ragazzo gentilissimo ci racconta le attrazioni dell’isola. Non vediamo l’ora di iniziare ad esplorarla!

Finalmente ritiriamo l’auto. E’ di una categoria inferiore rispetto alla prenotazione (Peugeot 107 anziché 207, ed è veramente molto piccola anche se per noi due va bene), ma ci omaggiano l’autista aggiuntivo, il navigatore (aggiornato in modo pessimo) e le tasse finali. Pazienza, va bene tutto, basta uscire da lì!

Sono circa le 12:00 e il tempo non è un granché. Non c’è sole ma per fortuna fa abbastanza caldo.

Il nostro hotel è sulla costa nord, a Capelas, una ventina di minuti da Ponta Delgada. Passiamo per il capoluogo, molto carino, e strada facendo facciamo una prima sosta al mercato. Qui compriamo un cestino di fragole deliziose, il famoso bolo levedo (una specie di focacetta tonda leggermente dolce e molto morbida che ricorda il pan brioche) e dei biscotti alla cannella. Tutti sono gentilissimi e, soddisfatti, ci rimettiamo in marcia diretti all’hotel Vale do Navio dove arriviamo poco dopo. L’hotel non è male, grande struttura moderna piena di nordici, ma non corrisponde esattamente alle aspettative e alle foto. La stanza è comunque abbastanza spaziosa e non manca nulla, anche se i letti sono singoli e separati.

Giusto il tempo di metterci i costumi e chiediamo indicazioni su come arrivare alle piscine naturali nell’oceano a Capelas. Strada facendo ci fermiamo ad un primo belvedere di roccia vulcanica nera che affaccia a picco sul mare, i colori sono molto suggestivi. Le piscine sono molto vicine in effetti, ma ci deludono un po’; l’acqua non sembra granché pulita e decidiamo di cercare di meglio. Proseguiamo lungo la costa nord dell’isola verso ovest, in direzione della cittadina di Ribeira Grande. Ci fermiamo brevemente all’enorme supermercato Continente Modelo per comprare bibite e qualche leccornia tipica (pasteis de nata) e infine troviamo la spiaggia di Santa Barbara, ampia spiaggia dalle rocce e dalla sabbia nere, con un bel bar e tanti bagnanti e surfisti. Ci accorgeremo che le spiagge dell’isola sono molto frequentate, soprattutto dalla popolazione locale.

Io cado in un coma profondo e dormo della grossa per un po’, mentre Fede fa un bagno e qualche foto. Quando finalmente mi sveglio andiamo insieme a provare l’acqua. E’ fresca e gradevole, non gelida come immaginavamo, e ovviamente, pulitissima.

Ci rimettiamo in macchina e ci infiliamo verso l’interno dell’isola, destinazione Caldeira Velha. Si tratta di un parco monumento naturale e regionale, all’interno del quale c’è una fumarola con acqua e fango che ribolle e puzza notevolmente di zolfo. Qui troviamo anche una piscina naturale alimentata da una cascata che ricorda le immagini dell’Eden e ci facciamo un bel bagno. L’acqua dovrebbe essere calda, ma tutt’altro

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