Terza tappa Vienna!!

Arriviamo a Sudbanhof il 13 luglio alle 15.02, il tempo di fare una piccola fila per acquistare il biglietto per i mezzi (in realtà decidiamo per la Vienna card, con una differenza di pochi euro possiamo avere delle agevolazioni nei ...

  • di pinkopanko
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Arriviamo a Sudbanhof il 13 luglio alle 15.02, il tempo di fare una piccola fila per acquistare il biglietto per i mezzi (in realtà decidiamo per la Vienna card, con una differenza di pochi euro possiamo avere delle agevolazioni nei siti turistici oltre all’utilizzo illimitato dei trasporti pubblici per 72 ore). Come dalle indicazioni che ci sono state fornite aspettiamo il tram 18 che non tarda ad arrivare. In più o meno15 minuti siamo in Schlachthausgasse e quindi subito in Schnirchgasse. Qui ci aspetta la padrona di casa con il marito. Ci accompagnano nell’appartamento, coloratissimo e davvero accogliente, dove la signora, in attesa di un bimbo che dovrebbe arrivare nei prossimi giorni, ci fa trovare una bottiglia di vino come gesto di benvenuto. Ci salutiamo dopo tutti i chiarimenti del caso, il tempo di sistemarci e rinfrescarci e siamo fuori. C’è una fermata della linea 3 della metro proprio dove abbiamo lasciato il tram, pochi minuti e arriviamo in Stephansplatz.. Casualmente prendiamo l’uscita che si trova proprio di fronte alla facciata dello Stephansdome e ci troviamo sovrastati dall’imponenza della struttura che ci lascia sbalorditi. Non sarà però possibile visitarlo perché troppo tardi, saremo qui l’indomani alle 09.00 in punto. Dato l’orario possiamo solo fare un giro per le strade del centro, verso l’Hofburg, attraversiamo fra l’altro Dorotheergasse e Graben mentre si fa buio. Cerchiamo un posto dove cenare che non sia una pizzeria o un locale tipico italiano, ma non è facilissimo. La nostra guida ci segnala il Bettelstudent in Johannesgasse, dove mangiamo all’esterno fra le piante. L’unico neo da segnalare sono le zanzare.

La mattina del 14 il nostro primo impegno è la visita dello Stephansdome. La piazza intorno alle nove del mattino fa uno strano effetto, è curioso vederla quasi vuota quando la sera prima c’era un gran via vai . La visita ci impegna per oltre un’ora e mezza, nonostante scegliamo di fare il giro più breve che riguarda soltanto gli splendidi interni della cattedrale. Subito dopo ci dirigiamo verso il complesso dell’Hofburg, dopo un breve giro per i cortili, con la Schweizertor, fino al Burggarten, ci mettiamo in fila per il biglietto d’ingresso agli appartamenti reali. La visita e lunga e si concluderà ben oltre l’ora di pranzo, ma non ci si accorge del tempo che passa meravigliandosi davanti alla quantità, alla ricchezza ed ai significati storici legati ai vari elementi che compongono la collezione delle porcellane e stoviglie. Particolarmente impressionanti, per la ricchezza delle decorazioni e le dimensioni, i centrotavola, che danno l’idea del lusso della corte asburgica. A questa parte della visita segue quella negli appartamenti reali dove vediamo le stanze degli imperatori con i loro arredi e decori. Chiaramente è molto accurata la zona degli appartamenti dell’Imperatrice Elisabetta con ritratti, oggetti personali e riproduzioni di abiti e gioielli indossati in momenti storici particolarmente importanti. Il pomeriggio visitiamo alcune zone della città partendo da quella dello Schottenring e Alsergrund. In particolare qui ci soffermiamo sul Freyung, il passaggio del Freyung e la Schottenkirche. Ci avviamo poi verso la zona del Neues Rathaus, col suo parco, del parlamento e del Burgtheater. Continuiamo verso l’Opera e siamo nuovamente nella zona più centrale dove ci fermiamo per cena in Gluckgasse, a “beisl” Reinthaler. Qui fra l’arto assaggiamo una simpatica frittata di gnocchi di pane. Per continuare con le mie osservazioni culinarie (ognuno ha il suo pallino) in questo viaggio ho sempre trovato, ovviamente, buone birre a buon prezzo, mentre l’acqua è sempre stata un po’ un problema. Costa sempre qualcosa in più di una bibita gasata e le quantità sono piccole, dai 300 cl in giù. Fortunatamente a Vienna hanno provveduto a mettere a disposizione dei passanti un distributore d’acqua, dove ci si può anche riempire una bottiglietta, che viene posizionato di volta in volta in diverse vie centrali. Un’altra cosa piacevole è stato il pane. Siamo impazziti per i panini con i semi (sesamo, papavero, girasole) e per quelli conditi con formaggio e pancetta, li abbiamo trovati un po’ dappertutto, sempre buoni, a Budapest in particolare si distinguono per l’impasto che ricorda una nostra focaccia.

La mattina del 15 ci si alza presto per andare al Palazzo di Schonbrunn. Scendiamo con la metro a Hietzing ed entriamo nei giardini dalla porta omonima. Ci lasciamo alle spalle la Serra delle palme e ci addentriamo negli splendidi giardini finché arriviamo davanti al palazzo dove i questi si aprono di fronte alla fontana di Nettuno. Visitiamo le splendide stanze a disposizione del pubblico dove passiamo buona parte della mattina. Da qui ci dirigiamo al Belvedere dove visitiamo i giardini ed il Belvedere superiore, con le collezioni in mostra, e dove tutti, ovviamente, ci troviamo di fronte al Bacio di Klimt. Nel pomeriggio decidiamo di visitare un altro dei luoghi simbolo di Vienna cioè il Prater con la ruota panoramica sulla quale non manchiamo di fare un giro dopo essere passati per il museo. Il panorama è davvero bello, sulla città ed il parco. Però devo dire che mi ha un po’ deluso con l’aria da parco divertimenti moderno. Non che mi aspettassi di trovare tutti in abiti ottocenteschi come nelle illustrazioni che cercano di dare un’immagine romantica della città, ma probabilmente mi sono creata aspettative eccessive. Ho pensato che sarebbe stata un’esperienza più poetica. Torniamo verso il centro e passiamo il pomeriggio a passeggio per le viuzze intorno a Stephanplatz verso Fleischmarkt e la Ruprechtskirche. Ceniamo nel beisl della prima sera, questa volta all’interno, sui tavoli alti che stanno sulle finestre aperte mentre fuori si scatena il diluvio. L’unica cosa che ci possiamo rimproverare è di non essere riusciti a dedicare almeno un altro giorno a questa città per fare tutto con più calma e godercela di più

Il 16 mattina si parte. Impieghiamo dieci minuti per arrivare a piedi in Erdbergstrasse dove alle 08.30 parte l’autobus che in poco più di un’ora ci lascerà in aeroporto a Bratislava. Nessun problema negli aeroporti, ed alle 21.30 siamo a Cagliari.

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