Vienna, Salisburgo e l’apoteosi dello stock

Esiste una teca in plexiglas, all’angolo fra due importanti vie proprio nel centro storico di Vienna, sotto cui è conservato un tronco d’albero, di oltre 500 anni, nel quale sono conficcati migliaia di chiodi. E’ il mistero dello “Stock-im-Eisen” che ...

  • di LunaB
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in gruppo
    Spesa: Fino a 500 euro
 
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Esiste una teca in plexiglas, all’angolo fra due importanti vie proprio nel centro storico di Vienna, sotto cui è conservato un tronco d’albero, di oltre 500 anni, nel quale sono conficcati migliaia di chiodi. E’ il mistero dello “Stock-im-Eisen” che dà il nome alla piazza antistante la Haas Haus, nella cui moderna facciata a vetri si rispecchia l’antica cattedrale di santo Stefano e fa quasi da (stranissimo!) mediatore fra questi due opposti architettonici. Un oggetto che suscita curiosità e sentimenti ambivalenti: un ciocco antico, interamente ricoperto di “bolle” di ferro, come in una virtuale orticaria che fa anche un po’ impressione. Per estensione: metafora concreta e tangibile di un’idea fissa, un pensiero ricorrente, un pungolo inesauribile che mi porto dietro pure in vacanza, pure a Vienna! Sarà anche per questo che mi incuriosisce così tanto? Pare che i fabbri in partenza da questa città usassero conficcare lì un chiodo a ricordo del loro passaggio. Ma è solo una leggenda e il reale significato di quel singolare tronco (sempre ammesso che ne abbia uno), resta un vero mistero! Tornerò più volte, durante il breve soggiorno in questa città, a guardarlo e a curiosare fra le sue pieghe, chiedendomi cosa rappresenti, associandolo al mio ormai affezionato pensiero molesto, e poi, volgendogli le spalle, a guardare quel contrasto inspiegabile del duomo che si specchia nell’edificio curvilineo...

PRIMO GIORNO: “LE SETTE CHIESE” La prima cosa che facciamo, una volta atterrati e recuperati i bagagli, è comprare la VIENNA CARD, direttamente al banco informazioni dell’aeroporto. Essendoci studiato per intero l’itinerario di 4 giorni, con l’obiettivo di martellare a tappeto ogni singolo angolo della città, ed essendoci informati soprattutto sui prezzi dei biglietti per tutti i musei e le mostre che –molto ottimisticamente- vorremmo visitare...Stabiliamo che quei 16,50 euro a testa saranno ben presto ammortizzati innanzitutto dai viaggi gratis su tutti i mezzi pubblici per i 3 giorni successivi (e pur essendo dei gran camminatori li useremo moltissimo, soprattutto per guadagnare tempo e far stare più cose possibili in una giornata!), poi dalle svariate riduzioni per le entrate. Probabilmente per le famiglie o i gruppi non conviene, essendo già previsti degli sconti per loro ma, come entità singole, l’abbiamo trovata molto vantaggiosa. L’unico mezzo che non rientra nella magica card è il treno veloce (CAT) che dall’aeroporto porta in centro città e noi...Decidiamo naturalmente di prendere proprio quello, alla modica cifra di 7,50 euro (il prezzo pieno sarebbe stato di 9. Se non proprio gratis, perlomeno si ha diritto a uno sconto!). In realtà ci sarebbero altre soluzioni più economiche: l’autobus o il treno normale delle ferrovie OBB, ma i maggiori vantaggi di questa scelta, che rinnoveremo al ritorno, li sperimenteremo proprio in questa seconda occasione, quando faremo il check-in direttamente alla stazione di Wien-Mitte, senza code, liberandoci subito subito dei bagagli e trovandoci già in mano la carta d’imbarco...Il che ci permetterà di sfruttare fino all’ultimo secondo di permanenza in terra austriaca e arrivare in aeroporto giusto una ventina di minuti prima dell’imbarco.

Contrariamente a ogni più funesta aspettativa, maturata sulla base delle previsioni meteo consultate in internet (...!), troviamo ad accoglierci uno splendido sole e un caldo davvero fuori dalla norma. Qui è primavera piena! E la nostra prima giornata a Vienna, dopo aver fatto tappa in hotel per depositare bagagli, giacche e sciarpe...La spendiamo gironzolando un po’ per il centro e facendo, letteralmente, il giro delle sette chiese.. Partiamo dal duomo di santo Stefano (STEPHANSDOM), quasi interamente impacchettato dalle impalcature per lavori di restauro: saliamo fino in cima a visitare la PUMMERIN (l’enorme campana ottenuta dalla fusione di 100 palle di cannone sparate dai turchi contro le mura viennesi durante l'assedio della città) e a gustarci un panorama bello e assolato, che lascia ben sperare anche per i prossimi giorni! Da quell’altezza adocchiamo svariati caffè dall’aria molto invitante e quando ridiscendiamo ne scegliamo uno a caso per spararci la prima fetta di torta che non sarà la stranota sacher ma un ottimo topfelstrudel (formaggio e uvetta) che, servito caldo e arricchito di una spolverata di zucchero vanigliato, appaga i sensi e spalanca le porte del piacere sublime...Imbocchiamo la via del Graben, dove ammiriamo la baroccheggiante Colonna della peste (PESTSAULE), quindi ci fermiamo a visitare la Chiesa di san Pietro (PETERSKIRCHE), l’edificio più antico della città, anche se completamente rimaneggiato nel 1700. Curiosa e molto bella nella sua pianta ovale ripresa dalla cupola, ricca di decori

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