Australia: outback on the road

In camper da Melbourne a Darwin, attraversando tutto il Red Centre, poi in volo fino a Cairns per un po’ di Queensland

  • di cimolais
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 2000 a 3000 euro

La prima tappa del nostro viaggio è l’Ocean Road, la magnifica strada costiera che corre lungo l’oceano per qualche centinaio di Km, con alcuni degli scorci più suggestivi dell’intero paese, a partire dai famosi 12 Apostoli. Ci muoviamo lungo l’autostrada fino a Geelong e poi a Torquay, la capitale mondiale (o quasi) del surf: qui si respira la cultura e il life style dell’autentico surfer in ogni angolo, le tavole compaiono ovunque e c’è dappertutto un sacco di gente che carica l’auto per andare sulla costa ad inseguire l’onda; sembra di essere sul set di Point Break, che non a caso è stato girato proprio qui, sulle magnifiche spiagge di questo tratto di costa.

A poca distanza da Torquay, l’Ocean Road raggiunge la costa ed inizia a snodarsi sinuosa in riva al mare su un saliscendi continuo tra insenature, scogliere a picco sul mare e spiagge di sabbia candida. Per un lungo tratto è costantemente affiancata da un sentiero costiero, accessibile in diversi punti, che permette comode e gratificanti escursioni con discese fino al mare: decidiamo di fermarci in un paio di punti nel Great Otway NP e da là partiamo per due belle passeggiate, fermandoci a guardare le decine di surfers nell’oceano che cavalcano onde di dimensioni pazzesche. Come giornata di apertura del viaggio, poteva andare peggio! All’imbrunire saliamo sul nostro camper e ci muoviamo lungo la costa fino a trovare un posticino tranquillo dove fermarci per la cena e la nanna, nei pressi di Apollo Bay.

8 MAGGIO: OCEAN ROAD- 12 APOSTLES NP- DUNKELD

Dopo una gran bella colazione sul Britzino in riva al mare, ci avviamo lungo l’Ocean Road e i suoi splendidi panorami fino al 12 Apostles NP, casa dei famosi faraglioni calcarei che si stagliano in mezzo al mare, e di altri luoghi noti come il London Bridge e la Loch Gorge. Il tempo non è dei migliori: cielo nuvoloso e qualche leggera pioggerella, con un vento che lascia presagire il mare in burrasca, cosa che si dimostra vera non appena giungiamo in prossimità del Parco Nazionale.

I punti di accesso al mare e i diversi scenic view lungo la strada sono collegati da comode passeggiate che si dipanano a partire dai diversi posteggi e dal visitor center. In una giornata come questa, con il mare in tempesta, vento e onde gigantesche che si abbattono sulle diverse concrezioni calcaree, si percepisce l’immane potenza dell’oceano e ci si sente “piccoli piccoli” nelle diverse insenature in cui le onde, senza preavviso, arrivano veloci costringendoci a rapide corse per evitare di finire a mollo. La forza degli elementi ha modellato e in qualche caso anche distrutto alcuni Apostoli e il London Bridge, che oggi non è più direttamente raggiungibile dalla terraferma proprio perché spezzato in due tronchi distinti. L’atmosfera è particolarmente affascinante e siamo soddisfatti di aver visto questa parte di costa con questo meteo.

Nel pomeriggio, dopo aver percorso buona parte dei sentieri a disposizione nelle diverse località del Parco, ci dirigiamo verso Port Campbell dove ci fermiamo per un rapido rifornimento e da là verso Warrnambool e Dunkeld, meta della serata, da cui domani partiremo per il Grampians NP.

Arriviamo a destinazione in serata, ci sistemiamo in un camping attrezzato visto il desiderio impellente di una gran bella doccia calda e prima di cena facciamo quattro passi attorno al campeggio: in pochi minuti, ci troviamo circondati da canguri che sbucano da ogni lato e facciamo i primi avvistamenti di una lunga serie. Ne vediamo una ventina in breve tempo, intenti a brucare e a saltellare a destra e sinistra, fino a ritrovarceli di fianco al camper in campeggio. Non rimane altro che tornarcene alla base per una buona cena e la nanna

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