A Sydney per la prima volta

Un salto in Oceania per riabbracciare mia figlia

  • di 44gatti
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 1
    Spesa: Da 2000 a 3000 euro
 

A dire la verità fino in fondo, non sono stata in Australia per divertirmi, anche se può sembrare strano. Mio principale scopo era quello di rivedere dopo parecchi mesi, Anna, mia figlia primogenita che da oltre tre anni vive e lavora a Sydney. Son partita da sola dunque, lasciando a casa mio marito e gli altri figli.

In tal modo ho potuto scoprire e visitare questa immensa città con lo sguardo più approfondito del semplice turista.

Ho scelto un volo della Emirates Airlines in partenza da Venezia, con cambio a Dubai. Peccato che il volo parta già con 45 min. di ritardo, che mantiene anche alla tappa intermedia. Ciò mi preoccupa alquanto perché il tempo per la coincidenza è appena di 1 h e 50 min. Infatti riesco a malapena ad imbarcarmi sul secondo aereo ma non riescono ad intercettare il mio bagaglio che pertanto, mi assicurano, arriverà col volo successivo. Informo Anna della situazione via sms. Dopo alcune ricerche mi risponde che all’arrivo in areoporto, vicino i rulli per il ritiro bagagli, dovrò compilare un modulo chiamato “Property Irregularity Report”, in questo modo mi porteranno la valigia direttamente a casa il giorno successivo senza spese aggiuntive. Non è certo la situazione ottimale, ma almeno mi evita, una volta arrivata a destinazione, di dover aspettare in aeroporto o di doverci ritornare perché il mio volo è l’ultimo della serata, prima che l’aeroporto chiuda per la notte.

Infine recupero nel corridoio, prima della dogana, una “Guide to Sydney” in più lingue, gratuita, che riporta nelle ultime pagine dei tagliandi sconto per i principali musei ed attrazioni in città.

Il cambio di fuso orario mi mette ko per tutta la mattina successiva, ma per il pomeriggio Anna mi ha prenotato un giro turistico a piedi nel centro di Sydney anche allo scopo di meglio orientarmi, e lo ha fatto con un’associazione “I’m free” (www.imfree.com.au) che, come dice il nome, è gratuita salvo mancia finale. La giovane guida indossa una maglietta verdina con la scritta “I’m free”. La spiegazione dei luoghi visitati, ovviamente, è solo in inglese e inglese spedito, non capirei, infatti nulla se Anna, accompagnandomi, non provvedesse alla traduzione.

Tuttavia è molto utile: ci manteniamo sulle strade principali, George Street, Elizabeth Str. e Mc Quaire Street, e attraversiamo il Quenn Victoria Building, Sydney Tower, Hyde Park, Barracks, Martin Place, per finire al Costums House (l’antica dogana, dove è visibile una riproduzione in scala del centro) e dopo Cicular Quay, dove attraccano i vaporetti, The Rocks. L’itinerario è sempre a piedi, tra grattacieli altissimi, e mi sento veramente una formichina. Per oggi non è andata male.

Il mattino successivo devo arrangiami da sola, perché Anna lavora.

Ma lei mi ha procurato fin da ieri l’abbonamento settimanale all’autobus, mi pare a 48 $ che copre anche una parte della metropolitana e dei treni. A proposito degli autobus, tuttavia, segnalo la cattiva abitudine della costante aria condizionata presente in tutti i mezzi pubblici. Tutte le volte che ci viaggio mi pare di passare dal freezer al forno in un batter d’occhio e ciò a volte mi esaspera causa la mia costante cervicale.

Visito la New Gallery of New South Wales: la pinacoteca che è gratis e che contiene qualche quadro con bei paesaggi australiani dell’800 e di arte moderna, che però non mi entusiasma. L’appuntamento con Anna è per l’una all’angolo di Hyde Park. Desidero visitare, al di là dell’Harbour Bridge, la casa di Mary McKillop, l’unica santa australiana. Nata a Melburne nel 1842 e morta a Sydney nel 1909 fu una specie di salesiana femminile, visto che si dedicò principalmente all’insegnamento gratuito dei bimbi indigenti di qualsiasi religione fossero, e pur colpita da un ictus che la inchiodò ad una sedia a rotelle, raggiunse anche la Nuova Zelanda. Accanto alla chiesa, che ne custodisce le spoglie, c’è anche un museo. Ho notato tra l’altro che qui in Australia il concetto di museo non è statico come da noi, ma molto dinamico e interattivo coinvolgendo così assai meglio il visitatore.

Concludiamo il pomeriggio con una vista all’acquario veramente bello che merita una visita. Lì sono esposti in grandi vasche una miriade di specie acquatiche, dagli squali, ai pesce pagliaccio, ai pesce sega, alle meduse e via dicendo. Si passa anche attraverso una galleria situata in una grande vasca, ed in tal modo passano accanto e sopra la testa, ogni specie acquatica.

GIOVEDì

Mia figlia ha ottenuto al lavoro 3 biglietti gratis per il Tarunga Zoo situato su una collinetta dall’altra parte della baia. Vi andiamo via mare col battello insieme ad una sua amica filippina. Lo zoo è molto ricco della fauna locale ma non mancano molte altre specie asiatiche: leopardi, elefanti, gorilla, ippopotami, oltre ai canguri, ai Koala, ai cacatua, al Diavolo della Tasmania. Anche qui, per soli 3 $ a testa otteniamo una guida, un “Voluntiueer” per la precisione, che ci accompagna e ci spiega le varietà faunistiche dello zoo, infine ci porta a due spettacoli con gli animali, uno con uccelli e l’altro con le foche. Questi spettacoli, non sono i soli, ma è tardi e dobbiamo andare. Nel pomeriggio raggiungiamo con bus la spiaggia di Bronte e poi a piedi, per un piacevole lungomare, quella di Bondi dove vediamo finalmente l’oceano con numerosi surfisti, provetti e non, che sguazzano in acqua come se ci fossero nati.

La cena, in un piccolo ma accogliente ristorante italiano di Bondi

  • 7232 Visualizzazioni
  • Stampa
  • Invia ad un amico

Commenti
  1. Nessun utente ha ancora commentato. Se sei un utente registrato puoi usare questo form per dire la tua!

Per scrivere su Turisti Per Caso devi prima registrarti!


Entra con il tuo account social