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Vado in Australia per un anno!

Come fare? Iniziamo dal Working Holiday Visa

 

Sul numero di marzo di Turistipercaso Magazine Patrizio ha intervistato due ragazzi, Cristian e Giacomo alle prese entrambi con un "viaggio-avventura" di un anno in Australia: Cristian è tornato da poco, Giacomo è appena partito. A Cristian -che sta facendo uno stage qui con noi in redazione- abbiamo chiesto di condividere con noi i suoi appunti pratico-organizzativi e i suoi ricordi di questa esperienza. Un po' per volta li pubblichiamo a vostro uso e consumo, iniziando oggi con la "prima puntata": il Visto! Giacomo, invece, ci da sue notizie in diretta attraverso il blog E-migrate 2.0, seguitelo!

L'unica luce attorno a noi era il nostro fuoco. Non si sentiva nessun altro rumore che lo scoppiettio dei rami secchi che bruciavano. L’odore di patate e salsicce ci faceva pregustare la cena. Attendavamo il momento in cui il loro sapore si sarebbe fuso con il retrogusto che lasciava in bocca il vino. Era un rosso della Barossa Valley, comprato al mercato di Adelaide la mattina stessa in un negozio accanto alla bottega del macellaio, nipote di italiani. Ci aveva fatto un buon prezzo per le salsicce perché “simmu paesà”. Non c’era alcuna luce, eppure si vedeva. Si potevano distinguere le forme degli alberi e le curve delle montagne del Flinders Rangers National Park. La porta sud dell’outback australiano. Rimasi spaesato fermandomi a guardare le stelle per la prima volta. Guardare. Osservare con attenzione. Il cielo notturno non era il medesimo che ero abituato a vedere in Europa. Le stelle erano diverse, o meglio, non erano le stesse stelle. Un conto è saperlo, e un conto è essere nella situazione. Disorientato e affascinato. Il mio compagno di viaggio mi indicò un insieme di punti luminosi e le unì in un disegno come nei giochi della Settimana Enigmistica. Il risultato fu la costellazione della Croce del Sud. Andrea era il mio guru. Aveva già viaggiato in Australia per un anno. Aveva viaggiato. Visto, provato e conosciuto. Aveva deciso di fermarsi qui e viverci. Avrebbe continuato a scoprire il mondo, ma l’Australia sarebbe diventata la piattaforma dalla quale decollare verso altre mete. E così andò. Mi spiegava quali stelle formassero il simbolo dell’emisfero australe come se mi stesse svelando un segreto. Un passaggio di testimone. Un’iniziazione. In realtà si stava comportando come è natura di chi gira il mondo con curiosità. Stava mettendo a disposizione la propria esperienza. Molto aveva ricevuto dagli incontri avvenuti sulla strada, e molto aveva imparato a rendere. Da quel momento sarei stato in grado a mia volta di mostrare ad altri come riconoscere la Croce del Sud.

Scambiarsi informazioni per i propri viaggi è una sorta di tradizione che ci si tramanda. Una cultura sviluppatasi tra ostelli, campeggi, stazioni ferroviarie, alberghi e ogni altro punto di incontro per turisti, viandanti, esploratori o nomadi che siano. I ragguagli possono svariare da un ambito ad un altro del tutto differente: dalla meravigliosità di un luogo da non perdere ad un cavillo burocratico del visto, dal cibo tipico da assaggiare a come far partire le lavatrici a gettone con i cotton fioc. Una volta entrati a far parte di questa comunità, si contribuisce continuamente al suo accrescimento assorbendo conoscenze e rilasciandole strizzando le proprie esperienze al momento opportuno

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