Un mese in Australia

Terra affascinante, dove tutto ti rimane nel cuore

  • di Maria.Bonanno
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Oltre 3000 euro
 
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A proposito di viaggi belli che non si possono dimenticare, sicuramente quello in Australia supera gli altri per distanza, infatti abbiamo impiegato venticinque ore di volo per raggiungerla. Siamo partiti il 15 Dicembre e, fra differenza di fuso orario e qualche ora di sosta all’aeroporto di Bangkok, siamo arrivati il 17. Stranamente a me il viaggio in aereo, in genere, non pesa più di tanto. Mi porto da leggere, libri e settimanali, mi guardo i film con i dialoghi in Italiano, mangio i pasti di bordo che non trovo neanche cattivi, bevo bibite varie, mi alzo spesso e con Giampaolo cammino nei corridoi, per favorire la circolazione del sangue nelle gambe. Il viaggio di andata è sempre bello in quanto ricco di aspettative. Quello del rientro è altrettanto bello, si torna a casa contenti e ricchi di conoscenze e di esperienze. Quello dell’Australia è durato un mese. C’è talmente tanto da vedere, per la vastità del territorio e la bellezza dei posti, che non volevamo impiegare meno tempo. Atterrammo a Melbourne, dove rimanemmo due giorni a girare da soli, in attesa di congiungerci al gruppo che arrivava dopo di noi. La temperatura era gradevole. Stava iniziando l’estate. La città splendida. Nella guida avevo letto che i turisti potevano girare con i bus rossi senza dover pagare. Si poteva scendere, visitare musei, centri commerciali, monumenti e si saliva su altri che portavano in giro in tutta la città e nei posti panoramici, per tutto il giorno, ininterrottamente. In nessun’altra città al mondo ci era capitato di non dover pagare. Ciò denota il grado di benessere. Di quella città mi ricordo la gita sulla Great Ocean Road sull’alta falesia della costa da cui si sono staccati degli enormi blocchi che chiamano i Dodici Apostoli in mezzo al mare. L’Australia è una nazione tanto grande, quanto ricca. Forse la cosa che scarseggia è l’acqua. Addirittura un litro di acqua minerale costa di più di un litro di benzina. Produce materie prime in enorme quantità ed è autosufficiente per tutti i prodotti energetici. Un giorno, in centro, nell’enorme ingresso di un grattacielo vedemmo un albero di Natale gigantesco. Volevo fotografarlo. Una signora si rivolse a me in Italiano, chiedendoci se volevamo una foto fatta da lei, con la mia macchina fotografica. Approfittammo della sua gradita offerta. Normalmente la fotografa sono sempre io, nelle foto c’è Giampaolo da solo, ed io quasi mai. Naturalmente, dopo, incominciai ad intervistarla, chiedendole per prima cosa, come mai parlasse così bene l’ Italiano. Mi disse che i suoi nonni erano originari dell’Abbruzzo. Lei amava molto l’Italia e la nostra lingua. Era in pausa pranzo e stava andando a prendere un caffè. Andammo insieme e gliel’ offrimmo. Lavorava in una filiale di banca che aveva sede in quel palazzo, al trentesimo piano. Aggiunse che era stata in vacanza l’anno prima a Roma, Firenze e Venezia. Non conosceva la Sardegna, ma aveva sentito dire che è molto bella e sperava di poterla visitare in futuro. Era una giovane donna sui trentacinque anni, con un tailleur grigio, camicia bianca e con belle scarpe col tacco alto. Ci era piaciuta molto, soprattutto per la spontaneità e la simpatia. Le chiesi se era già mamma e cambiò espressione. Aveva avuto diverse gravidanze che non era mai riuscita a portare a termine. Le augurai buona fortuna. Ci salutammo scambiandoci baci, come fossimo stati conoscenti, ritrovati in terra straniera. Spero che la cicogna in questi anni sia già andata a portare un bambino a quella bella giovane italo australiana ! Glielo auguro da migliaia di chilometri di distanza.

Quando le persone del nostro gruppo erano arrivate dall’Italia, dopo tante ore di volo, erano andate in camera a dormire. Di sera, al ristorante dell’hotel facemmo conoscenza e trovammo persone giovani che ci piacquero subito. Fra le coppie in viaggio di nozze ce n’era una che alloggiava nelle suite e aveva viaggiato in aereo in prima classe. Erano giovani, sui trent’ anni, e venivano da Ancona. Avevano un’agenzia di pompe funebri da generazioni. Non c’era mai stata crisi in quel settore. Furono presi in giro per tutto il viaggio. Comunque, anche loro facevano autoironia e si rendevano simpatici. Dopo Melbourne andammo ad Adelaide, un’altra città sul mare e da lì, con un breve volo, a Kangoroo Island. In quell’isola la cosa più normale che possa capitare è trovare canguri che saltano nei parchi, ai bordi delle strade e, di sera, all’imbrunire, nelle spiagge vedere migliaia di pinguini, di taglia piccola, uscire dal mare e tornare alle loro tane scavate nella sabbia, dove vanno a trascorrere la notte. I turisti debbono però fare silenzio, non fumare e non usare il flash delle macchine fotografiche. Inoltre nelle foreste di eucalipti sonnecchiano, abbracciati ai tronchi e incuneati nella biforcazione dei rami famiglie di Koala, minuscoli orsetti che si cibano unicamente di germogli teneri, unica loro fonte di sostentamento, rimanendo immobili per venti ore al giorno, gran parte delle quali dormendo.

La città più affascinante è stata Sydney, con parchi enormi pieni di alberi in fiore e di vegetazione stupenda. La sera andavamo a mangiare in bellissimi ristoranti con terrazze sul mare della baia. Il menu comprendeva soprattutto crostacei in quantità. Le aragoste sono abbondanti in quei mari e si trovano da mangiarne anche nei piccoli locali. L’unico che non approfittava di tanta bontà era Giampaolo che è allergico e mangiava solo pesci. Il giorno di Natale andammo a farci il bagno in una spiaggia famosa. Si chiama Bondi Beach. E’ bellissima e presa d’assalto da surfisti spericolati. Si fanno portare da onde impressionanti e stanno in piedi sull’acqua con le loro tavole, filando veloci in orizzontale, sotto la cresta. Quando finalmente l’onda si abbatte sulle loro teste, spariscono, per ritornare indietro a nuoto, sfidando la furia del mare.

Il giorno dopo Natale incominciavano i saldi di fine stagione. Davanti ai negozi lunghe file di persone aspettavano il turno per entrare a comprare, tutto scontato del 50%. Di pomeriggio andammo anche noi in un centro commerciale, pieno di addobbi natalizi e di bellissimi alberi di Natale in ogni angolo. Comprai magliette di ottima qualità e a buon prezzo. Sidney ha una bellissima baia dove c’è il Sidney Harbour Bridge, un ponte magnifico e il teatro dell’Opera House, un’icona per la città e per l’Australia intera. La sua caratteristica sono le vele che lo sovrastano e che di giorno risplendono al sole e di notte, illuminate da mille luci, si riflettono sul mare. I turisti affollano l’esterno dell’edificio per visitare la struttura e per godere del magnifico panorama. In televisione, tanti anni fa, avevo visto l’inaugurazione di quel teatro, alla presenza della Regina Elisabetta d’Inghilterra. Ricordo fuochi d’artificio stupendi a suon di musica della Nona Sinfonia di Beethoven

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Commenti
  1. verrocchio74
    , 8/5/2012 18:23
    io vorrei ndare a cercare lvoro a sydney.....com'e' la situazione lavorativa li? e' vero che se hai oltre 30anni il visto di 6mesi non viene rinnovato?

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