In australia non tornano indietro solo i boomerang

A TORNARE INDIETRO IN AUSTRALIA NON SONO SOLO I BOOMERANG Rieccomi qua seduto sul 747/400 della Cathay Pacific con il comandante che ci sta informando sulle condizioni meteo a terra, le hostess che stanno controllando se le cinture sono allacciate ...

  • di Matcorsa
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
 

A TORNARE INDIETRO IN AUSTRALIA NON SONO SOLO I BOOMERANG Rieccomi qua seduto sul 747/400 della Cathay Pacific con il comandante che ci sta informando sulle condizioni meteo a terra, le hostess che stanno controllando se le cinture sono allacciate e lo schienale correttamente sollevato e il tutto mentre stiamo sorvolando la miriade di luci dello skyline di Sydney all’alba. Sono infatti le sei di mattina e tra una decina di minuti atterreremo.

Come sono finito nuovamente in Australia? Semplice. Volevo dimostrare che a tornare indietro in Australia non sono solo i boomerang. E comunque con tre settimane di ferie a disposizione, un amico con anche lui tre settimane di ferie e che soprattutto con la fidanzata che non ne ha, il gioco è fatto.

Il fatto di mettere piede in terra vacanziera ti fa sentire felice, tanto da farti quasi scordare le lunghe ore di volo.

Eccoci arrivati finalmente. Usciamo dall’aeroporto e … fa freddo e piove. Dev’essere una costante tra me e Sydney. Tre anni fa l’ho lasciata con il brutto tempo e ora la ritrovo col brutto tempo. Fa niente. È bellissima lo stesso e anche con la pioggia ha il suo fascino.

Doccia veloce e giù in città in direzione Circular Quay sede dell’Opera House e dell’Harbour Bridge i simboli di Sydney.

Con calma percorriamo George Street, la lunghissima via che taglia in due la città, da sud a nord.

Qui, di fronte all’Opera House e con alle spalle l’Harbour Bridge, io e il mio amico restiamo in silenzio e dopo un po’ ci guardiamo. Non è la stessa cosa di tre anni fa. Allora il solo vedere l’Opera House ci aveva fatto venire la pelle d’oca dall’eccitazione. Ora non è così. Me lo aspettavo, sia chiaro, però pensavo fosse diverso. Felice, contento, emozionato ma … non come tre anni fa.

Comunque sempre spettacolare ed eccezionale e … unica, e siccome il cielo non si è ancora deciso a stabilizzarsi, entriamo al Queen Victoria Building, il centro commerciale più bello d’Australia.

Usciti dal centro, guardiamo l’orologio: è ancora troppo presto per andare a dormire per cui cosa facciamo? Proprio in questo momento sopra le nostre teste passa il monorail per cui ….. Prendiamo il monorail, la caratteristica monorotaia sopraelevata che corre attorno al centro cittadino e di cui facciamo ….. Cinque giri. Mi spiego meglio. Il biglietto vale una giornata intera per cui uno, una volta salito su può restarci per quanto tempo vuole. Questa però non era la nostra intenzione. Volevamo fare un giro solamente, solo che i fusi orari e la stanchezza ci ha fatto ….. Addormentare, per cui siamo scesi dopo diversi giri e svegliati delle risa degli altri turisti presenti, solleticati dal nostro russare.

Saliamo allora sull’edificio più alto della città e dell’Australia: la AMP tower, un pilone di cemento alla cui sommità c’è una specie di trottola gigante capovolta da dove godi una visuale della città a 360 gradi.

L’indomani facciamo colazione direttamente in hotel e usciamo, scoprendo ancora un cielo nuvoloso.

Prendiamo l’autobus per raggiungere la spiaggia di Bondi posta ad una decina di km dal centro cittadino, dove dopo una mezz’oretta, siamo con i piedi in spiaggia, di fronte all’oceano a guardare una banda di surfisti in erba indaffarati ad ascoltare dall’istruttore le regole per diventare, un domani, professionisti. Le onde adatte ci sono, anche se io stesso in acqua, oggi, non c’entrerei, vista la temperatura

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