Going to the Land Downunder

Jennifer ed Alessio Siamo partiti!Dopo 7 mesi di preparativi finalmente ce l'abbiamo fatta. Siamo sull’aereo che ci porterà dall’altra parte del mondo! Dopo 12 ore di volo abbiamo trovato il primo intoppo:dal monitor notiamo che il pilota cambia rotta.Subito dopo ...

  • di alessio78
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    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
 

Jennifer ed Alessio Siamo partiti!Dopo 7 mesi di preparativi finalmente ce l'abbiamo fatta. Siamo sull’aereo che ci porterà dall’altra parte del mondo! Dopo 12 ore di volo abbiamo trovato il primo intoppo:dal monitor notiamo che il pilota cambia rotta.Subito dopo ci annunciano che, a causa di un'emergenza medica,avremmo fatto scalo forzato a Bangkok.E così possiamo notare atterrando che in Tailandia ci sono estese enormi di risaie,niente pagode o palafitte ma solo alti grattacieli..Vista da qui la città si presenta molto diversa da ciò che ci si aspetterebbe. Jen é in ansia;questo scalo fará ritardare il nostro arrivo a Singapore,e di conseguenza anche quello a Sydney..Chi deve cambiare aereo rischia di perdere la coincidenza. Non abbiamo capito cosa ci attenderà ;sembra che l'aereo che ci porterà a Sydney sia questo,ma quando Jen chiede all'assistente di volo delucidazioni,lei risponde in tutta fretta che a Singapore tutti dovranno scendere,in ogni caso. Che sarà di noi e dei nostri bagagli? In realtà abbiamo molti meno motivi di preoccuparci di coloro che dovrebbero cambiare aereo,ma loro sembrano tutto sommato rilassati e fiduciosi..Saremo noi o saranno loro?..O sarà la naturale sfiducia italiana.Comunque restiamo fermi da mezz'ora e non si accenna a partire.

Siamo decollati, ma gli inconvenienti non sono finiti:dopo lo scalo tecnico di Singapore, dove scendiamo solo per un ulteriore controllo del bagaglio a mano e un rifornimento ripartiamo per Sydney, ma a causa di una fortissima nebbia siamo costretti a deviare per Melboune.Nebbia in Australia ma che succede?Com'è possibile? L'attesa e' snervate: siamo in viaggio da 26 ore e non siamo riusciti dormire molto finalmente alle 11 e 30 tocchiamo il suolo di Sydney, ad aspettarci ci sono la cugina (Luisa) e la zia di mia moglie,che si erano svegliate alle 4 e 30 per venirci a prendere all'ora del nostro presunto arrivo,le 5 e 10.

Raggiunta casa della zia ci facciamo una doccia e partiamo con Luisa “to hit the town”.

Per prima cosa prendiamo un ferry che dopo pochi minuti ci svela lentamente le icone della baia: l'Opera House e l'Harbour Bridge.

Lo spettacolo e' magnifico e, nonostante la stanchezza, non possiamo che rimanere entusiasti dal passaggio.Spesso abbiamo visto città costruite su anse di fiumi, ma mai su insenature dell’oceano.

Scendiamo a Circular Quey e Luisa ci porta a The Rocks, quartiere storico così denominato per le rocce che ne costituisco le fondamenta.Le case sono in tipico stile vittoriano ed il contrasto con lo skyline metropolitano è di grande effetto.Dopo aver visto il visitor centre,dove lavora Luisa diamo una veloce occhiata al Discover Museum, che raccoglie le testimonianze della storia del quartiere e facciamo poi una veloce capatina all' Argyle: un locale di nuova apertura dall'esterno ottocentesco e l'interno ultramoderno,ma con la struttura portante di travi in legno originali, davvero alternativo..Inoltre a tavoli non ci si siede, ci si sdraia Usciti corriamo alla Sydney Tower, la torre panoramica dalla quale speriamo di vedere il tramonto sulla città. Arriviamo in tempo e lo spettacolo e' mozzafiato, ma purtroppo la stanchezza inizia a farsi sentire ed ogni tanto le palpebre crollano e la testa ciondola, così torniamo a casa,dove ci aspetta una cena con gli zii ed i cugini.

Fortunatamente tutti capiscono i nostro sfinimento così alle 20 e 5 siamo già a dormire dopo 48 ore e mezza all'ultimo risveglio in un letto.

18-05-2007 Il mattino dopo siamo svegli alle 6 e 30 e la prima cosa che ci colpisce è il canto degli “uccellini”; qui non ci sono passeri, merli o cornacchie, bensì pappagalli di tutti i colori, che svolazzano allegramente da un albero all’altro in cerca di cibo

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