Atene, sì o no?

Un viaggio nella storia alla ricerca delle origini della democrazia e delle arti, ma anche accoglienza e buon cibo

  • di girovaga54
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Premesso che la preparazione di ogni viaggio contiene già in sé il desiderio di ampliare le proprie conoscenze, il nostro viaggio ad Atene era stato negli anni più volte proposto e poi sostituito con altra meta. Diciamola tutta: il “mio” viaggio ad Atene, perché mio marito ne avrebbe fatto volentieri a meno, influenzato notevolmente dai sostenitori della tesi “Atene è brutta”.

È vero, Atene non gode della fama di essere una città attraente dal punto di vista urbanistico e infatti non lo è. Ma il “mio” viaggio in generale non è mai un mero itinerario, quindi un percorso fisico attraverso i monumenti più celebri, ma è anche un viaggio interiore, alla scoperta dei sapori, degli odori, delle abitudini, delle luci e delle ombre per cercare di penetrare un po’ nell’animo del luogo. Per questo credo di rientrare a pieno titolo nella categoria del “viaggiatore” e non tanto in quella del “turista”. Tra i due termini c’è una bella differenza e quando preparo un nuovo viaggio il mio scopo è quello di inserire nell’itinerario qualcosa fuori dai normali circuiti turistici, anche se a volte può risultare un po’ faticoso.

Ma veniamo a noi. Partiamo per Atene con la consapevolezza che gli unici monumenti di questa immensa città sono le sue vestigia: l’Acropoli, un paio di altre aree archeologiche e alcuni musei di ottima fattura.

E qui è subito la prima grande contraddizione di Atene: essa vive del suo passato, tenacemente aggrappata a quella rupe che incombe dall’alto e sembra controllare ogni cosa, e pare che gli Ateniesi quasi subiscano ancora l’influenza del mito che aleggia come fosse cosa vera ed attuale. Atene negli anni ’60 del Novecento ha cancellato tutto ciò che era intervenuto dopo la cristallizzazione di quel mito: interi quartieri rasi al suolo e ricostruiti senza nessun criterio urbanistico. Duemila anni di vita quotidiana annientati e sostituiti: Atene distrugge tutto quello che reputa “estraneo” al suo sacro territorio, costruito e stratificato nei secoli da altri popoli che l’hanno abitata, simile ad una donna violentata che cerca di ritrovare la sua purezza.

Ci riesce però solo dal punto di vista urbanistico, perdendo quindi la sua identità, ma non ci riesce a mio avviso dal punto di vista culturale. Atene è e rimarrà sempre un misto di oriente e mediterraneità e lo vedi nel suo cibo, nel modo di vivere della sua gente, pudica per la situazione politica ed economica che sta vivendo eppure allegra, contagiosa quasi nella sua voglia di vivere all’aperto e sempre in compagnia. Atene non dorme mai e da ogni locale, pur piccolo, fuoriescono musica e canti ad ogni ora.

Quindi, al di là delle bellezze del Partenone che ha attirato costantemente il mio sguardo, soprattutto quando è illuminato di sera, Atene, città sicuramente non bella, è riuscita a coinvolgermi e farmi trovare qualcosa di positivo per cui valga la pena di visitarla.

Dopo tutto ciò, vi propongo il mio diario più che altro affinché possa essere utile con le informazioni pratiche che contiene.

Giovedì 17 Maggio

Partiamo dall’aeroporto di Roma Ciampino con il volo Ryanair FR 1198 delle ore 06:30 (una levataccia clamorosa!!!) ed atterriamo ad Atene in perfetto orario alle 09:15. Dall’aeroporto in città si arriva comodamente con i mezzi pubblici: il bus E95 che fa capolinea in Piazza Syntagma e la linea 3 della metro (linea blu). Noi optiamo per quest’ultima anche perché ferma in Piazza Monastiraki a pochi passi dal nostro alloggio. Il biglietto a/r è di € 20,00 che si riduce a € 14,00 se il ritorno è nei tre giorni dall’emissione

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