Atene, la metropoli fantasma

Eravamo stati avvisati del fatto che Atene è una città di rara bruttezza, ma noi, già appassionati di Grecia, non ce la siamo fatta sfuggire. Un viaggio fra Atene e la Grecia continentale sotto la pioggia

  • di Fearless
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 4
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Dopo diversi viaggi nella Grecia insulare, fra Cefalonia, Naxos, Mykonos, Delos, Rodi, Kos, Kalimnos e Creta, ho stabilito che non avrei potuto conoscere pienamente questa nazione senza prima vederne la capitale. La storica Atene, raccontata dai libri di storia nella sua epoca d'oro, che ha assunto nel corso dei secoli un aspetto completamente diverso.

24 marzo

Partenza nel primo pomeriggio del 24 marzo. Aereo Ryanair da Bergamo, che salutiamo col sole – sole che ritroveremo appena atterrati ad Atene. Viste le previsioni meteo estremamente pessimistiche per i giorni successivi, abbiamo deciso di approfittare del sole per vedere capo Sounio e il tempio di Poseidone, all'estremità meridionale dell'Attica. I 15°C e il vento insistente non ci hanno impedito la visita in questo luogo che è rimasto il mio preferito dell'intera vacanza. Il tempio, del quale non rimangono che rovine, si erge pur sempre maestoso sul promontorio che da una parte cala a picco sul mare, e dall'altra scende placidamente per qualche centinaio di metri, creando pendii erbosi. Abbiamo percorso i vari sentieri che ci hanno portato vicino al mare, dal quale abbiamo ammirato la disabitata isola di Makronisos al tramonto.

Verso le 19 siamo arrivati al nostro albergo, a due passi da Piazza Omonia. La zona ci ha accolto con i suoi austeri palazzi grigi e squadrati inframmezzati ad anonimi edifici dell'inizio del secolo scorso. Dopo una doccia e una cena in albergo (gustosa seppur limitata), abbiamo approfittato delle ultime ore senza pioggia e abbiamo camminato per un quarto d'ora fino a Syntagma, la piazza del Parlamento greco, dominata da un lato dal palazzo parlamentare e dall'altro dal superstore di elettronica Public. Dopo avere assistito divertiti al cambio della guardia, che consiste in una goffa camminata di una cinquantina di metri portata a termine in tempi biblici (della serie, fare un attentato al Parlamento ellenico dev'essere una passeggiata vista la celerità di queste guardie), siamo tornati in albergo per la nostra prima notte ad Atene.

25 marzo

Il giorno successivo era il giorno dell'indipendenza per la Grecia. Abbiamo dedicato la mattina alla visita del Museo Archeologico Nazionale, molto ben strutturato e dagli ampi spazi. Qui sono conservati i frontoni originali del Partenone, che si possono visitare ammirando al contempo l'imponente struttura nell'Acropoli dall'ampia vetrata. Usciti dal museo, ci siamo fiondati affamati nel ristorante Arkadia, consigliato da tripadvisor, situato in una via tranquilla a poche centinaia di metri. Il ristorante, dalle dimensioni ridotte, si divide in una sala principale e in un soppalco con quattro tavoli, dove abbiamo avuto la fortuna di mangiare specialità greche di ogni tipo. Abbiamo trovato ogni piatto squisito (consiglio in modo particolare qualunque tipo di polpetta) e, a differenza della feta, il conto non è stato per nulla salato.

Nel pomeriggio abbiamo camminato per mezz'ora fino a Syntagma, nella speranza di fare un po' di shopping. Non solo i negozi erano chiusi, ma non c'era un'anima viva in giro. Che cosa faranno mai gli ateniesi nel giorno della loro festa nazionale?! Delusi dalla poca vitalità del cuore della nuova Atene, ci siamo rimessi in cammino senza meta, fino a giungere alla collina di Filopappos. Si tratta di un enorme parco costeggiato da una parte da case tradizionali e taverne e dall'altro dal Partenone, di cui si può godere di una splendida vista sedendosi sulle scoscese rocce in cima alla collina. Da lì abbiamo ammirato la bellezza e la gloria di un'Atene antica, ma anche la decadenza e il degrado dell'Atene di oggi, che non è altro che un'accozzaglia di brutti edifici senza personalità, costruiti nel secondo dopoguerra senza un preciso piano urbanistico, a cui s'infrappongono verdi colline dalla cima rocciosa. Questi quartieri vengono usati "a rotazione": i palazzi di una certa zona vengono rinnovati, attraendo compratori e rendendola quindi un'area "chic", che viene abbandonata entro una ventina d'anni per una zona più nuova, e così via. Questo spiega il numero di edifici abbandonati ad Atene (ci sono aree addirittura in cui non vive nessuno!), tra i quali un palazzo di dieci piani davanti al nostro hotel

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Commenti
  1. Fearless
    , 24/4/2016 12:04
    Hai ragione, mi sono confuso! Più che esserci persi, data la giornata di pioggia avevamo deciso di stare in zona Acropoli.
  2. puccy
    , 23/4/2016 20:55
    Ciao .. il museo che avete visitato ad Atene è il Museo dell'Acropoli e non il Museo Archeologico Nazionale che, purtroppo, vi siete persi. Ma visto che siete appassionati di Grecia sarà per la prossima volta...

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