Mistica Armenia

Vallate fiorite, passi montani, nevai e torrenti impetuosi, monasteri nascosti, panorami grandiosi e un popolo orgoglioso e ospitale

  • di Grazia Pereno
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 10
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Venerdì 13 maggio 2016 partiamo alle 14:45 con volo Aeroflot via Mosca, aerei confortevoli e voli in orario perfetto.

sabato 14 maggio 2016

Arriviamo alle 02:25 all'aeroporto Zvarnots di Yerevan e incontriamo la guida dell'agenzia Avarayr contattata alcuni mesi fa. Si chiama Arminé: ha 27 anni, parla un ottimo italiano, è uno scricciolo di ragazza, carina, piena di vitalità e si rivelerà un'ottima guida. Qualche ora di riposo e alle 09:30 partiamo per la visita della città: con i suoi palazzi di tufo nero alternati a palazzoni ex-sovietici e dominata dalla immensa mole dell'Ararat a prima vista non sembra una bella città, ma si rivelerà ricca di tesori nascosti. Visitiamo il Museo Nazionale di Storia e scopriamo che l'Armenia è stata culla di civiltà antichissime, che secoli fa era almeno 10 volte più grande di quella attuale, si estendeva dal Mediterraneo al mar Nero e nel corso della storia è stata invasa da innumerevoli nemici. Scopriremo che queste persecuzioni hanno forgiato il carattere degli armeni e li hanno resi uniti e fieri. Nel museo è conservata la scarpa più antica del mondo che risale a 5500 anni fa. Dopo un pranzo in una bellissima taverna tipica, visitiamo il Matenadaran, la biblioteca dove sono conservati manoscritti e miniature di inestimabile valore, ma questa visita non ci entusiasma granché.Facciamo una visita al mercato settimanale del Vernissage, ma non è divertente comprare souvenirs il primo giorno di tour! Ceniamo in hotel e poi a nanna.

domenica 15 maggio 2016

Partiamo per un'escursione nei dintorni di Yerevan: scopriamo che appena finisce la città comincia una natura spettacolare: campi, frutteti e colline fiorite, villaggi con tetti in lamiera cosparsi di nidi di cicogne. A Zvarznots visitiamo quella che era la cattedrale più grande d'Armenia, purtroppo crollata per un terremoto: le rovine danno l'idea di un passato grandioso. Proseguiamo fino a Metsamor, un sito archeologico dove gli scavi hanno portato alla luce reperti di grande valore conservati nel piccolo museo. Molto curiosi i menhir di forma fallica situati nel prato vicino. Pochi kilometri ed eccoci a Echmiazin, il Vaticano armeno, santa sede del Catholicos, il papa della Chiesa armena. Il recinto delle chiese è moderno, ma la chiesa principale di san Gregorio Illuminatore è antica. All'interno assistiamo ad alcuni momenti della messa domenicale: ci sono cori che cantano benissimo e tra incensi, candele gialle e incenso ne ricaviamo un'impressione molto suggestiva. Torniamo a Yerevan a sera facciamo una passeggiata in centro: questa città comincia a piacerci.

lunedì 16 maggio 2016

Oggi partiamo verso nord per 4 giorni di tour nel quale faremo tutto il giro dell'Armenia, dai confini con la Georgia ai passi alpini che portano al Nagorno Karaback, ai confini con l'Iran. Il panorama è bellissimo: abbiamo fatto benissimo a venire in maggio perchè tutto è verde, fiorito e rigoglioso! A Sagmosavank incontriamo il primo di tanti monasteri: sono tutti molto simili, ma situati in luoghi assolutamente affascinanti, in un contesto naturale impagabile. Questo è su un prato di papaveri che termina con un precipizio di 100 metri, una falesia profondissima. Continuiamo verso nord fino al monumento al monaco Mershrop che inventò le lettere dell'alfabeto armeno: le lettere di pietra sono sparse intorno ad un laghetto alla falde del Caucaso Maggiore. Imbocchiamo la strada che si inerpica verso le montagne dell'Aragats: la neve è vicinissima e torrenti impetuosi scendono dai nevai, ma i prati sono completamente cosparsi di fiori gialli, mentre greggi di pecore dal vello foltissimo pascolano seguiti da pastori a cavallo. Dopo un'ora di curve arriviamo a 2400m al meraviglioso sito della fortezza di Amberd che dominava la via della seta.La fortezza è in rovina ma il luogo è assolutamente bello, fiorito di ciliegi selvatici

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