Le Madri Caucasiche

Viaggio in Georgia e Armenia

  • di gnappetto68
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

La voglia di continuare a visitare l'Asia Centrale, ci ha spinto quest'anno a scegliere come meta del viaggio due Stati caucasici, uno più conosciuto, l'Armenia, e l'altro decisamente meno, la Georgia. L'occasione arriva a febbraio quando per pura casualità, l'amica Emanuela dice a Stefano di aver intenzione di fare un viaggio in Armenia con il figlio Filippo. Essendo da sempre interessati a questa parte di mondo cogliamo la palla al balzo e, durante una cena a base di pollo al curry e torta all'ananas (deliziosa!), cominciamo tutti e quattro a fare programmi. Non avendo Manu e Fil molto tempo a disposizione optano per una settimana. Io e Stefano, invece, seguendo la nota filosofia “almeno ammortizziamo il volo aereo” decidiamo di allungare il viaggio di sette giorni. Poiché per visitare l'Armenia non serve moltissimo tempo, perchè non attaccarci la Georgia, stato confinante e facilmente raggiungibile? Detto fatto! Prenotiamo un volo “round trip” con Lufhtansa (Venezia-Tbilisi via Monaco e Yerevan-Venezia via Vienna, Euro 525,00 a testa incluse tasse) ed iniziamo a contattare agenzie locali per l'organizzazione dei servizi a terra. Dopo la solita scrematura (fondata più che altro sui preventivi e sulla...velocità di risposta alle mail) optiamo per la Hyur Service in Armenia e per l'Envoy Hostel in Georgia. Comincia un fitto scambio di corrispondenza tra me, Lyudmila (della Hyur) e Marine (dell'Envoy) per decidere posti da vedere, alberghi e appartamenti. Nel giro di un paio di mesi tutto è compiuto: io e Stefano passeremo una settimana in giro per la Georgia poi raggiungeremo via terra Yerevan dove ci incontreremo con Manu e Fil e insieme, facendo base in capitale, gireremo i numerosi siti turistici armeni. Il costo è decisamente interessante: per la Georgia spuntiamo poco più di 1.000,00 Euro in due (alberghi, autista, guida, macchina, entrate ai siti) mentre per l'Armenia l'appartamento per quattro e sette giorni di escursioni per il nostre gruppetto ci costa circa 1.200,00 Euro in totale. Soddisfatti dell'affare, non ci resta che attendere la partenza: fortunatamente anche l'Armenia, come la Georgia, ha deciso di togliere l'obbligo del visto, quindi non abbiamo grandi incombenti burocratici da fare se non apporre la noiosissima marca sul passaporto (continuo a chiedermi a che cosa serva....) e stipulare l'assicurazione di viaggio (Globy Rosso Allianz, circa 160 Euro in due) così come non dobbiamo preoccuparci di vaccinazioni essendo sufficiente una buona farmacia da viaggio. Caucaso, arriviamo!

1 Torta arance, noci e cardamomo al Cafè Gabriatze

Tbilisi – Mtskheta

14-15 Luglio. Alle 15.00 arriviamo in aeroporto con i nostri dinosauri al seguito (le samsonite così battezzate durante il viaggio in Giappone) e scopriamo che non esiste più il check in “umano” sostituito, devo dire con ottime prestazioni, dalle postazioni elettroniche di Lufhtansa presenti in gran numero. Con qualche difficoltà riesco a stampare tutte le carte d'imbarco e a spedire le valigie (fortunatamente ci siamo col peso, anche se per un pelo...). Il volo per Monaco è in ritardo ma come al solito durante la tratta recupera alla grande e quindi atterriamo allo scalo tedesco più che puntuali. Passiamo le tre ore che mancano al volo per Tbilisi in tutta tranquillità girovagando per il duty free, acquistando le sigarette, bevendo il cappuccino gentilmente offerto da Lufhtansa (ci sono decine di distributori automatici gratuiti in tutto l'hub), ascoltando un po' di musica. Finalmente imbarchiamo e dopo il decollo decidiamo di separarci visto che ci sono alcuni posti liberi: Stefano si pentirà della scelta visto che per tutto il volo avrà davanti a sé due piccoli rompiscatole che piangeranno ed urleranno a squarciagola. Per fortuna il volo è breve (più o meno tre ore e mezzo) e quindi quasi non ci accorgiamo di iniziare la discesa verso la capitale della Georgia. Memore dei tempi biblici necessari, l'anno scorso, per uscire dall'aeroporto di Tashkent in Uzbekistan, mi preparo ad una lunga attesa. Invece i bagagli arrivano in frettissima e altrettanto veloce è il controllo passaporti eseguito da una giovane poliziotta georgiana che ci mette il timbro d'entrata...sull'ultima pagina del passaporto!

Usciamo nella zona arrivi e, come al solito, nonostante siano le 3.15 di notte, un muro di gente ci si para davanti: cerchiamo l'omino con il cartello (Marine mi ha assicurato che sarebbe stato facilissimo individuarlo) scrutando i nomi scritti su ogni tipo di carta e finalmente lo troviamo, un ragazzo alto, con gli occhi semichiusi, che parla pochissimo e sembra decisamente una spia russa. Ci facciamo la solita sigaretta post volo e saliamo in una lussuosa Lexus che lentamente si avvia verso l'uscita del parcheggio. L'aria è fresca perciò niente condizionatore ma finestrini spalancati. La strada verso la città è semi deserta ma non altrettanto Tbilisi! La capitale della Georgia ci accoglie totalmente illuminata e piena di gente (che cavolo ci fanno questi in giro nel bel mezzo della notte?) soprattutto in Gorgasalis Moedani dove c'è il nostro albergo. L'agente segreto russo invece di fermarci in piazza dove ero convinto ci fosse l'entrata dell'Hotel Morgan, imbocca una ripida stradina e si ferma davanti ad una porta che dà direttamente sulla strada. Guardo Stefano e dico “Questa deve essere l'entrata di servizio. Probabilmente scaricherà qui le valigie...”. E invece sbagliavo, come sbagliavo. Saliti i due gradini ci troviamo in uno spazio angusto con un minuscolo bancone posto sotto una scala: incastrato (nel verso senso della parola) sotto questa scala c'è...il portiere di notte...non sappiamo se ridere o piangere. Congediamo il nostro autista che declina la mancia dicendo che non serve, che va bene così, che lui è già pagato, e risaliamo i due gradini. E ora? Il portiere ci chiede i passaporti e ci registra mentre nel frattempo dalla stretta scala scende quello che scopriremo essere il titolare dell'albergo che ci accoglie con mille sorrisi e ci fa vedere la stanza numero 1, che si trova fatti altri due scalini sulla sinistra. Praticamente l'albergo è tutto qua: due metri quadrati di ingresso (per non dire un metro …) e la nostra stanza. Congediamo il proprietario spingendolo letteralmente fuori dalla porta della camera dopo aver contrattato sull'orario della colazione: lui voleva farcela trovare per le undici ma noi gli diciamo che per le nove va più che bene. Al momento non diamo importanza al suo imbarazzo, lo capiremo la mattina dopo.... La camera è spaziosa ma non proprio pulita. Il bagno è in condizioni precarie (come il wc non ancorato al suolo...), le coperte un po' polverose, ma siamo talmente stanchi che spegniamo la luce, ci spogliamo e ci ficchiamo a letto. Ma il sonno fa fatica ad arrivare un po' per la stanchezza un po' per il casino che arriva da fuori visto che, essendo a piano terra, siamo a livello strada, molto frequentata anche se sono le quattro e mezza di mattina: gente che urla, ride, canta, macchine che strombazzano, insomma più che dentro una camera ci sembra di avere i letti direttamente al centro della piazza! Alla fine, forse per sfinimento, ci addormentiamo

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