Armenia: se la conosci, non la eviti

Il diario è semi-serio, lo premetto. Ciò che invece è assolutamente concreto e riscontrabile dalle foto è lo splendore di questa incantevole terra. Per me una sorpresa meravigliosa

  • di matteo doninelli
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 1
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

5 OTTOBRE (volo MILANO-KIEV-YEREVAN)

Questa mattina e' iniziato il mio nuovo viaggio in solitario. Come da personalissimo copione, non sono partito a caccia di confortevoli paradisi terrestri, bensi' elettrizzato dall'idea di scavare nell'animo e nei costumi di terre e popoli un po' bislacchi. Non posso chiaramente ancora esprimermi su cio' che mi aspetta nei prossimi giorni, ma tra un pisolo ed uno snack (visibilmente ad un battito di ciglia dalla decomposizione), mi sento gia' di condividere qualche impressione:

1) il vicino di posto sul volo verso lo scalo intermedio, aveva una fiatella umanamente irriproducibile, nemmeno mescolando degli elementi selezionati ad minkiam dalla tavola periodica

2) la consistenza della carta igienica dell'aeroporto di transito aveva la vellutata gradevolezza della pagliuzza che si utilizza per sgrassare le pirofile dopo che hanno ospitato il pesce piu' grasso dei mari del nord

3) i soventi olezzi sull'aeromobile, mi hanno dato la ragionevole certezza che su uno di quei cartelli scritti in un alfabeto a me sconosciuto, ci fosse un incitamento al pirito libero

4) la compagnia aerea che mi ha ospitato, vanta equipaggi che regalano gli stessi sorrisi e lo stesso buonumore che elargirebbe un francese appena sveglio a cui finisce della sabbia negli occhi. Per oggi e' tutto, a presto Amici!

6 OTTOBRE (ECHMIADZIN)

La giornata si apre con una non meno che pantagruelica colazione nel bed&breakfast che mi ospita. Essendo una struttura piuttosto essenziale, la proprietaria raggruppa tutti i clienti attorno allo stesso grande tavolo ovale. Cosi facendo, mi da' l'occasione di scoprire che non tutti i francesi amano il Brie, e che non tutti i belgi si nutrono di cavoletti di Bruxelles. Anzi, temendo una recrudescenza del celebre cannibalismo belga inaugurato da Eddie Merckx, scivolo lesto verso l'uscita. Tanto piu' che i belgi, col passare dei minuti, paiono allettati da un orefizio che poco ha da spartire col buco della ciambella della casa. Mi dirigo verso l'ufficio del Turismo da cui partira' la mia escursione odierna. Manco a dirlo, anche il pulmino e' un vero e proprio crogiuolo di razze. Ci sono francesi, inglesi, olandesi, tedeschi, russi, indiani, cinesi e persino brasiliani. A guidarlo e' un esile autista che sfoggia un poco rassicurante occhiale alla Filini. Per fortuna sale sul veicolo, last but not least, anche la guida locale, una ragazza giovane, trilingue e, particolare che mandera' in visibilio la rappresentanza brasiliana, col baricentro basso alla Romario. Sì insomma, gambe corte, un po' di pancetta e tecnica sopraffina. Persuasiva. Di quelle che all'uopo trasformano con un paio di aggettivi un pezzo di vetro in diamante dal valore inestimabile. A fine corsa mi chiedera' un parere sulle visite, oggi prettamente archeologico-religiose. Le rispondero' che il numero di ceri accesi nelle ultime ore mi garantira' il Paradiso al termine di questa vita, e quantomeno di due ulteriori, vissute al ritmo della Banda della Magliana. Sorride, non capisce ma sorride. Domani e' un altro giorno.

7 OTTOBRE (GARNI - GEGHARD)

La sveglia suona alle 07:00 e dopo un grugnito di neanderthaliana delicatezza, abbandono l'austero piumone per fare una doccia. La temperatura del bagno e' mortifera, grazie ad un abbaino difettoso che resta sempre parzialmente aperto. Il freddo, si sa, e' nemico di talune parti anatomiche maschili, sicche' mi lavo senza mai guardare in basso per evitare una cancrena dell'Ego da vasocostrizione

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Commenti
  1. Maria Bianchini
    , 23/6/2014 23:49
    Davvero divertente! L'episodio della lapidazione della turista russa mi ha fatto ridere alle lacrime!!!!

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