Non solo Patagonia

Dopo aver sognato questo viaggio per diversi anni, improvvisamente…trasformando così tutto in realtà, un giorno senza avere un preciso programma decido di partire nella terra dei gauchos, del mitico Che e dalle migliaia di mucche, che pascolano nelle verdeggianti distese ...

  • di Giuseppe Amari
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: da solo
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Dopo aver sognato questo viaggio per diversi anni, improvvisamente...Trasformando così tutto in realtà, un giorno senza avere un preciso programma decido di partire nella terra dei gauchos, del mitico Che e dalle migliaia di mucche, che pascolano nelle verdeggianti distese delle Pampas... ma anche delle rivolte popolari e della gendarmeria che pensa che l’epoca del regime militare non sia ancora finita. Durante il viaggio il paesaggio muta dalla rigogliosa selva amazzonica, ai giganteschi cactus, ad uno dei più grandi ghiacciai del mondo, finendo nella bassa vegetazione della Patagonia strappata dal forte vento, per poi approdare nella Terra del Fuoco, lasciandomi alle spalle ventimila chilometri in compagnia del mio zaino, ed in sella a decine di autobus.

4 ottobre 2005 Questo viaggio è iniziato alla stazione di Pistoia, finito di riempire il mio inseparabile compagno di viaggio ... “lo zaino”. L’emozione della partenza quasi mi fa dimenticare la macchina fotografica, senza cui non avrei potuto immortalare luoghi e momenti che alla fine del viaggio, ritornando in aeroporto a Buenos Aires, sarebbero rimasti solo nei miei pensieri. Premessa ...Ho prenotato il biglietto aereo in agenzia solo cinque giorni prima della partenza, ovvero ... prendo e parto un po’ per necessità e voglia di evadere, girovagando tra la gente e i luoghi più australi del mondo. Arrivo a Roma Fiumicino tre ore prima della coincidenza e nell’attesa mi sbrano due panini con la cotoletta per smorzare la tensione della lunga traversata. Tra due ore circa, finalmente, il mio cellulare smetterà di squillare per il prossimo mese e mezzo.

Il volo con l’Aerolineas Argentinas è stato perfetto. Lascio la tiepida Roma con una quindicina di gradi, arrivo a BS.AS dove ce ne sono solo tre ... e pensare che la primavera qui è già iniziata. Con gli occhi sgranati e l’emozione strozzata dal freddo gelido della mattina, prendo il mio primo bus che mi porta a Mar del Plata, dove vive un amico. Per la strada mi rendo subito conto di trovarmi in un paese dove tutto è immenso. Faccio la mia prima tappa alle mitiche Cataratas con Claudio e la sua Traffic...Partiamo come ogni argentino sogna ... alla “Gasoleros”: un auto, un pulmino, tanta voglia d'improvvisazione e via ... in giro per questo paese dalle incommensurabili distanze, dagli innumerevoli mutamenti paesaggistici, dalle sconfinate Pampas con i gauchos a cavallo, dirigendoci verso nord dopo aver attraversato le province di Entre Rios e Corrientes. Qui il colore della terra inizia a diventare rossa quasi bordeaux, e le distese di piantagioni di yerba si moltiplicano percorrendo la regione di Missiones, che confina con il Paraguay ed il Brasile. Merita certamente un appunto la storia della yerba. È una pianta di origine paraguaiana che è coltivata soprattutto in questo luogo per il clima mite, sfruttando la vicinanza della selva amazzonica. Ogni argentino la beve, ed è un momento di socializzazione. Una piccola zucca aperta nella parte superiore foderata di cuoio, il mate, contiene la yerba lavorata e macinata. All’interno, una volta shakerata a secco, si versa dell’acqua bollente...La trovi dappertutto, anche presso i distributori di servizio, l’“agua caliente” è anche nel silos a gettoni..., ed infine con un tipo particolare di cannuccia in acciaio con filtro finale, la bombilla, si beve il succo, un vero e proprio status symbol ...E sei uno di loro... A parte questa doverosa parentesi, sul nostro cammino ormai scendeva la notte, così, stanchissimi decidiamo di riposarci ad Eldorado, un paesino dallo sfondo rosso. Chiediamo alla gente del luogo la sistemazione più economica per la notte. L’hospedaje alemania, gestito da una non più giovane donna di origine tedesca, ci ospita per pochi pesos. La mattina seguente arriviamo a Puerto Iguazù verso il Parco Nazionale delle cascate. Sbalorditivo, una meraviglia della natura, uno spettacolo a cui non si può rinunciare. Nascono dal Rio Paranà. In quei giorni c’era davvero una portata d’acqua così alta come non si verificava da diversi anni, tanto che non potemmo neanche vedere la rinomata “Garganta del Diablo”, poiché le passerelle erano letteralmente affondate. Una sensazione unica. Il rumore forte ed irregolare dell’acqua che salta, il gioco delle bollicine che con i raggi solari formano miriadi di arcobaleni, i tucani simbolo delle cascate, lagarti e i tacu popolano il parco. Le cascate dalla sponda argentina si ha proprio la sensazione di viverle! Tanto che al salto Bozzetti siamo riusciti a stento a rimanere in piedi sotto la spaventosa forza dell’acqua che colpendoci con un’energia immensa provocava una emozione irripetibile

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