L'Argentina che non ti aspetti: il NOA

Viaggio zaino in spalla nel nord-ovest argentino

  • di Nahui
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Due anni fa, il mio compagno Luciano ed io abbiamo fatto un viaggio di esattamente cento giorni in Argentina: approfittando dell’ospitalità della sua famiglia materna, che vive nella graziosa città di La Plata, vicino Buenos Aires, abbiamo potuto esplorare il Nord-ovest del Paese, meglio conosciuto come NOA. Il NOA è la zona andina del Paese, tra le province di Salta, Jujuy, Tucumán, Catamarca, La Rioja e Santiago del Estero.

Prima di partire, ci siamo informati su vari blog argentini circa le maggiori attrattive della zona e abbiamo tracciato un itinerario abbastanza approssimativo delle nostre tappe. Noi infatti viaggiamo “de mochileros”, vale a dire zaino in spalla (da cui il nome del nostro blog, “Mochilando por ahí”), quindi siamo sempre aperti di fronte a qualunque cambio di programma. Avevamo con noi tenda e sacchi a pelo, che però abbiamo usato solo una volta, perché per il resto del viaggio quando non trovavamo ospitalità presso amici o tramite Couchsurfing, ci siamo fermati in ostelli o hospedajes (stanze presso famiglie).

Ci siamo spostati prevalentemente in autobus, il mezzo di trasporto più usato in Sudamerica, ma talvolta siamo anche stati caricati in auto da persone molto gentili, abituati agli autostoppisti da quelle parti. Eravamo infatti in piena estate e per i giovani argentini, soprattutto della zona di Buenos Aires, è consuetudine fare il nostro stesso viaggio, un po’ come noi europei facciamo con l’interrail.

Il primo impatto con il NOA ci lascia a bocca aperta: dopo ben 18 ore di autobus da La Plata, arriviamo a Tafí del Valle, deliziosa cittadina che ricorda le Alpi, tra verdi pascoli e laghi adagiati tra le valli… finché non abbiamo il primo incontro ravvicinato con una famiglia di lama e realizziamo di essere sulle Ande!

La tappa successiva è Amaicha del Valle, la cui piazza principale mostra orgogliosa un cartello secondo cui lì splende il sole tutto l’anno… e ovviamente noi becchiamo l’unico giorno di pioggia (per di più l’unica volta che useremo la tenda in tutto il viaggio!). Tra le attrattive della zona, merita senza dubbio una visita il Museo della Pachamama ma soprattutto è d’obbligo andare a vedere le Rovine di Quilmes, l’omonimo popolo precolombiano che provò coraggiosamente a resistere prima agli Incas e poi agli spagnoli.

Proseguiamo il nostro itinerario facendo tappa nella deliziosa cittadina di Cafayate, famosa per il vino e per l’omonima Quebrada, una delle principali attrazioni della zona (che letteralmente significa “fiume tra due montagne”): un luogo di una bellezza indescrivibile a cui nessuna foto potrà mai rendere giustizia. Per sei ore, insieme alla nostra simpaticissima guida e a nuovi compagni d’avventura, camminiamo e ci arrampichiamo su montagne dalle forme bizzarre e dai mille colori.

Salta, città dall’architettura coloniale detta “la linda” per la bellezza dei paesaggi di cui è il capoluogo, vanta diversi musei tra cui il più famoso è il MAAM, il Museo Archeologico di Alta Montagna, in cui sono conservate tre mummie di bambini Incas che vengono esposte a rotazione. Imperdibile inoltre la vista della città dal Cerro San Bernardo

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