Argentina, da Buenos Aires a Ushuaia in due settimane

Dalla capitale a El Chalten, passando per El Calafate, lungo tutta la Patagonia, fino alla Terra del Fuoco

  • di jessiejane32
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Oltre 3000 euro
 

Dalla capitale a El Chalten, passando per El Calafate, lungo tutta la Patagonia (in auto e bus), fino alla Terra del Fuoco (in aereo)

Programma

• 11 novembre: partenza dall'aeroporto Marco Polo di Venezia (scalo allo Charles De Gaulle di Parigi)

• 12-13 novembre: Buenos Aires

• 13-16 novembre: da Buenos Aires in bus fino a Puerto Madryn, da lì in auto fino a Puerto Piramides, per un safari nella penisola Valdes

• 16 novembre: in auto fino alla pinguinera di Punta Tombo

• 16-17 novembre: da Trelew a El Calafate in bus, passando per Rio Gallegos

• 18 novembre: passeggiata a cavallo a El Calafate

• 19 novembre: escursione al ghiacciaio Perito Moreno (Big Ice)

• 20 novembre: trasferimento in bus a El Chalten + trekking

• 21 novembre: trekking

• 22 novembre: trasferimento in bus all'aeroporto di El Calafate; aereo per Ushuaia

• 23 novembre: escursione al parco nazionale della Terra del Fuoco + canoeing nella Lapataia Bay

• 24 novembre: navigazione in catamarano del Canale di Beagle fino al faro del fin del mundo + aereo per Buenos Aires

• 25 novembre: breve visita nel centro di Buenos Aires + volo di rientro in Italia (Verona) con scalo a Parigi

11 novembre 2013

Siamo partiti dall’aeroporto di Venezia con scalo a Parigi. I biglietti li avevamo acquistati on line quattro mesi prima al costo di circa 850 euro a testa andata/ritorno - Air France - e senza alcuna assicurazione.

Ci siamo invece affidati ad un’agenzia di Buenos Aires – trovata su internet con buoni commenti - gestita da un italiano per le prenotazioni dei pernottamenti, gli spostamenti interni e la maggior parte delle escursioni.

13 novembre 2013

Stamattina ci siam fatti a piedi un bel giro per Buenos Aires, ma selezionando alcuni fra i tanti quartieri della città (La Boca, Telmo, Puerto Madero…), che è davvero immensa. Ieri, per dire, durante il city tour personalizzato in auto, di cui ci ha omaggiato l'agenzia, pur in quattro ore, abbiam visto la città solo in parte.

Ad accompagnarci, oltre ad un gentilissimo autista, Rodolfo, c'era la guida, Marta, una signora anziana di origini marchigiane, ma nata in Argentina e mai stata in Italia. Ciononostante parla un ottimo italiano, e pure dotto: da giovane infatti ha studiato lingua e cultura italiana per diversi anni alla scuola Dante Alighieri di BA. Peccato che noi fossimo così stanchi che facevamo davvero fatica a seguirla in tutte le sue spiegazioni.

Il fatto è che, dopo non aver mai dormito durante la traversata oceanica in notturna (oltre 13 ore, ed eravamo in piedi dalle 7 del mattino), abbiam perso oltre due ore per raggiungere la città dall'aeroporto, nonostante distino tra loro appena una ventina di chilometri: imbottigliati in autostrada tra bisonti su ruote, avanzavamo di qualche metro al minuto, finchè il nostro autista non ha deciso di imboccare delle laterali (sì, delle laterali in autostrada!) per evitare la colonna. Peccato che guidasse, lui come tutti gli altri al volante, peggio che se fossimo stati a Napoli: ogni 10 secondi mi stupivo di come non avessimo ancora incidentato o perchè ancora non avessimo incrociato decine di incidenti. Le brusche frenate, le accelerate per infilarsi tra un camion e un autocarro, le attraversate delle strade per raggiungere la colonna di volta in volta meno lunga, non si contavano, ma soprattutto se allungavo il braccio fuori dal finestrino, potevo toccare i veicoli al nostro fianco da quanto si viaggiava vicini. Un incubo.

Aggiungiamo che al di là del finestrino, non c'era affatto un gran spettacolo: oltre alle strade messe male, con rigagnoli continui ai bordi per la mancanza di caditoie, e quindi delle fognature, marciapiedi disastrati e case fatiscenti, simili agli innumerevoli abusi edilizi del sud Italia (peraltro anche qui per lo più lasciati a metà, ma qui sempre abitati), incrociavamo cani a briglia sciolta e soprattutto tanta sporcizia e spazzatura abbandonata per strada. L'autista, poi, sembrava improvvisare l'itinerario in continuazione, con direzioni decise anche in mezzo alla strada e strombazzamenti continui da dietro

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