Argentina... dalla capitale alla Terra del Fuoco

Un viaggio, partendo da Buenes Aires, carico di emozioni

  • di Vivi
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 4
    Spesa: Oltre 3000 euro
 
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Asado uguale ad Argentina. Se dici che vai in Argentina ti dicono “allora mangerai l’Asado”, il tipico piatto argentino fatto con carne di manzo alla quale aggiungono le interiora (entrañas o achuras), le salsicce chiamate chorizos e le salsicce di sangue dette morcillas cotti alla griglia. Bè, io non l’ho mangiato ma devo dire che i mie compagni di viaggio l’hanno apprezzato parecchio. Ma l’Argentina non è solo l’Asado è colore e calore, è natura, è gente solare pronta a sorriderti e che ti abbraccia quando dici loro che sei italiano. Ma c’è un argentino che non ha radici italiane? Noi non l’abbiamo incontrato.

Ottobre - Andiamo o non andiamo…

Sono anni che si parlava dell’Argentina senza però mai decidersi, e pensare che ho dei cugini che abitano là. Poi una mattina di ottobre incontro mia cugina Graziella (abbiamo i parenti in comune), butto là la cosa, facciamo due conti, una telefonata a Buenos Aires e 7 gg. dopo prenotiamo l’aereo. Nikos, mio marito è felicissimo, lui più di tutti voleva fare questo viaggio. La partenza è per il 25 gennaio e vista la poca differenza di prezzo delle varie compagnie, la scelta cade su Alitalia. Ho avuto troppo poco tempo per preparare il viaggio così ci affidiamo ad un’agenzia di Buenos Aires e prenotiamo un pacchetto comprendente 3 gg. B&B a El Calafate con due escursioni al Perito Moreno, 3 gg. B&B a Ushuaia con l’escursione al parco della Terra del Fuoco, 3 gg. a Iguazù HB con due escursioni alle cascate, tutto il giorno dalla parte Argentina e mezza giornata da quella Brasiliana. Il costo è € 1850,00 a persona, al quale aggiungeremo volta per volta le varie entrate ai parchi e le visite mancanti. Il cambio è basato sul dollaro che non ci ha favorito per niente…al momento di pagare era addirittura sceso al di sotto del 1,30. Ovviamente facendo da soli si risparmia, però devo dire che alla fine siamo rimasti soddisfatti. Ma procediamo per gradi.

Itinerario: Buenos Aires – El Calafate; El Calafate – Ushuaia; Ushuaia - Buenos Aires; Buenos Aires – Iguazù; Iguazù - Buenos Aires; Buenos Aires – Mar del Plata; Mar del Plata - Buenos Aires; Buenos Aires – Roma – Milano.

Volo Alitalia: Milano-Roma Roma-Buenos Aires e ritorno costo € 985,00

Voli interni: Aerolíneas Argentinas

Tassi di cambio: 1 euro da 5,60 a 5,62 AR$. Variato nei 21 gg. di permanenza.

Assicurazioni: Europ Assistance, assicurazione che abbiamo da anni. Ma forse non tutti sanno che per i pensionati e familiari a carico (lo so bisogna essere “grandicelli”) il nostro servizio sanitario da la copertura ospedaliera per le nazioni Argentina e Brasile. Basta recarsi alla Asl con la tessera sanitaria e loro ti rilasciano un foglio (tipo quello che rilasciavano una volta per l’Europa quando non c’era la tessera regionale) con il quale in caso di necessità puoi accedere ai loro servizi medici esattamente come se si fosse in Italia.

Telefono: Abbiamo preso la tessera Columbus della Telecom che però non funziona in Patagonia. Lì ci sono delle postazioni che chiamano Locutorio che permettono telefonate molto economiche. Se non ricordo male 1,50 AR$ al minuto. Ovviamente i cellulari prendono dappertutto.

Gennaio: si parte!

Nel pomeriggio del 25 gennaio carichiamo la macchina con tanto di portapacchi sul tetto (siamo in quattro con una normalissima utilitaria) e come l’allegra famiglia Brambilla in vacanza, partiamo alla volta di Linate. Alle 17,30 ci imbarchiamo per Fiumicino da dove alle 22.10 partirà il nostro volo per Buenos Aires. Con i voli siamo stati fortunati, compresi i voli intercontinentali abbiamo preso 9 aerei e tutti in perfetto orario. Dopo 14 ore eccoci a Buenos Aires, che bello siamo in estate! Nostro cugino Gianni ci viene a prendere all’aeroporto e ci mette a disposizione un appartamento che sarà la nostra base a Buenos Aires. Le distanze come si sa sono enormi così ci vuole più di un’ora dall’aeroporto a casa. Sistemi due cose ti rinfreschi ed è già pomeriggio. Un giretto per prendere un po’ confidenza con la città e cena al ristorante con l’immancabile carne. Io non amo la carne quindi, svantaggiata rispetto agli altri, ripiegavo sul pollo. Alla fine della vacanza ancora un po’ mi crescevano le ali…forse avrei potuto tornare a casa volando!

Giro turistico

Il giorno dopo decidiamo per il bus turistico in modo di riuscire a vedere anche se sommariamente la città. Costo 70 AR$. La Casa Rosada che si trova in Plaza de Mayo è uno dei più importanti edifici storici di Buenos Aires, oltre a essere la sede della Presidenza della Repubblica Argentina; l’imponente edificio del Correo Central occupa un intero isolato, l’avenida 9 di Luglio è la strada più larga di Buenos Aires ed è anche una delle più larghe al mondo. Attraversarla può rivelarsi complicato soprattutto durante la settimana, quando il traffico è più intenso. All'incrocio tra l'Avenida 9 de Julio e la Calle Corrientes ecco Plaza de la República al cui centro sta il grande Obelisco alto 67 metri simbolo del viale. Il Caminito, chiamato museo a cielo aperto, è uno dei luoghi più caratteristici di Buenos Aires. Colorato, pieno di artisti di strada e ballerini di tango, e poi la Boca, i giardini di Palermo… Ogni angolo della città è pieno di elementi particolari, ci sarebbe così tanto da vedere e sebbene il giro sia abbastanza lungo abbiamo visto solo una piccola parte di Buenos Aires, questa grande metropoli di 13 milioni di abitanti. Ma fa caldo e siamo stanchi quindi ce ne torniamo a casa. Visto che abbiamo la fortuna di avere una casa vera e propria solo per noi quattro, facciamo un po’ di spesa e una bella spaghettata. I supermercati, gestiti per la maggior parte da asiatici, almeno nella zona in cui eravamo noi, sono per noi italiani un po’ più convenienti, a parte la pasta che costava 1 euro il pacchetto da 500gr, ma proporzionati allo stipendio di un argentino (circa 800,00 euro al mese anche meno) sono abbastanza cari per loro. Il giorno dopo nostro cugino decide di portarci nella sua casa di campagna a circa 90 km da Buenos Aires e lì trascorriamo una giornata di relax con lui e la sua famiglia prendendo il sole, facendo il bagno e mangiando il famoso Asado. Quando ho visto la quantità di carne messa sulla griglia, per me un pollo intero, non ho potuto fare a meno di domandare”ma chi mangia tutta questa roba?”. Bè loro calcolano mezzo chilo di carne a testa! Poi naturalmente c’è tutto il resto, dai contorni ai dolci…Dio che buono il Dulce de Leche!

29 Gennaio Buenos Aires – El Calafate

Alle 14.50 abbiamo l’aereo per El Calafate così ripresi i piumini e una valigia con le cose invernali verso le 11.30. Gianni ci accompagna all’Aeroparque da dove parte il nostro volo delle Aerolíneas Argentinas. L’aeroporto si trova sulle sponde del Rio della Plata, è quasi difficile accettare che si tratti di un fiume, data la sua grandezza. Dopo circa 3 ore eccoci arrivati. E’ una bella giornata, il sole è ancora, alto del resto siamo in estate e in Patagonia le ore di luce in questo periodo sono circa 15. Il pulmino ci sta aspettando e 20 km dopo siamo al nostro albergo, l’hotel Kapenke, 9 de Julio 112 El Calafate, Tel. +54 (0) 2902 49-1093(http://www.kapenke.com.ar/). E’ un semplice 3 stelle ma confortevole e ha l’indubbia comodità di essere in centro. Usciamo subito a fare un giretto per la cittadina piena di negozi di souvenir e ristoranti. E’ certamente pittoresca e piacevole, ma niente di speciale se non che è il punto di partenza per la visita del Parco Nazionale Los Glaciares dichiarato Patrimonio Naturale dell’Umanità dall’Unesco. Cena alla Lechuzita Av. Libertador 1301- 384,00 AR$ in quattro con le bevande. Non male ma a parità di prezzo ce ne sono di migliori.

30 gennaio

La nostra prima escursione prevede la navigazione del Lago Argentino il più grande del Parco Nazionale de Los Glaciares (Todo Glaciares 585 AR$ a persona compreso il trasporto con Aventura Andina + 100 AR$ a persona entrata al parco). La giornata è splendida, verso le 7.30 partiamo alla volta di Puerto Bandera, a 50 km da El Calafate, Già durante il tragitto il paesaggio è stupendo con l’azzurro del cielo che si riflette nelle acque del lago. Ci imbarchiamo verso le 9.00 e navigando attraverso il Braccio nord del Lago Argentino raggiungiamo il Canale Upsala, dove cominciamo a vedere la barriera degli iceberg. A colpirci sono i loro colori che vanno dal bianco azzurro fino a tonalità di blu intenso. Sembra di essere in un ambiente surreale. Continuando la navigazione nel braccio Spegazzini possiamo vedere il ghiacciaio "Seco" che rimane incastonato tra le cime delle montagne. Quando arriviamo alla parte anteriore del ghiacciaio Spegazzini, la più alta del Parco Nazionale, rimaniamo per un attimo senza parole davanti a questa parete di ghiaccio che nel centro è alta 135 metri. Il catamarano procede poi nel braccio meridionale del Lago e attraverso un muro di iceberg che qui chiamano Tempanos arriviamo al maestoso Perito Moreno scintillante sotto il sole. Ormai non sappiamo più quante foto abbiamo fatto, ma continuiamo a scattare da tutte le angolazioni. Dopo una breve fermata il catamarano riparte per riportarci al porto. La navigazione è durata circa 7.30 ore senza soste, e anche se non corrispondeva alla descrizione rilasciataci dall’agenzia, ossia non hanno fatto lo sbarco alla baia Onelli (ce ne siamo accorti solo in navigazione) ci è comunque piaciuta molto e ci ha dato modo di familiarizzare con le altre persone, italiani e argentini che abbiamo ritrovato poi nei giorni a seguire. Pranzo: panini e frutta comprati al supermercato. Cena da Rick’s Av. Libertador 1091. Abbiamo mangiato bene e non è per niente caro: bife de lomo, pollo e contorno a buffet, acqua e una bottiglia di vino 351 AR$ in quattro

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