Argentina querida, by Beatrice e Vittorio

Viaggio in Argentina e dintorni, tra sapori, colori e sensazioni. By Beatrice e Vittorio

  • di strugny
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Oltre 3000 euro
 

ARGENTINA QUERIDA - by Beatrice e Vittorio

Da anni sogno il Perito Moreno, le balene, i paesaggi andini, la calda lingua spagnola… comincio a guardare le tariffe aeree, mentre tormento Vittorio che non è molto convinto! Prezzo del volo aereo un po’ alto per agosto: si va sui 1.100 euro, ma non mi arrendo. La ricerca iniziata a novembre termina i primi di marzo quando, incredibilmente, trovo un’offerta imperdibile di Alitalia con partenza da Firenze e via Roma per Buenos Aires a soli 500 euro. Vittorio non può tirarsi indietro e blocco i voli!

L’operazione successiva è creare l’itinerario migliore che comprenda anche la città Salta nelle Ande, le cascate di Iguaçu e il sud con la Patagonia e la Terra del Fuego. Ricerco le migliori combinazioni per i voli interni, che sono numerosi e non economici, considerando anche il costo della vita in argentina. Non importa se spendiamo quasi 1.300 euro a testa: ne vale sicuramente la pena!

1 AGOSTO

Partenza da Firenze, si inizia subito male perché il volo è in ritardo di due ore; piena di angoscia sono rassicurata da una gentilissima hostess dell’Alitalia che ci assicura che 6 volte su sette il volo da Roma parte in ritardo… benedetta lei! Arriviamo al gate di Fiumicino affollato, non è iniziato ancora l’imbarco! Finalmente saliamo suul’aereo, peccato che non funzioni il mio schermo tv: non vedrò niente per tutto il viaggio ma l’importante è arrivare!

Facciamo il volo con una signora che abita qui a Firenze e che torna a casa dai familiari! Arrivati a Buenos Aires cambiamo un po’ di soldi in aeroporto - ma conviene di più farlo in banca - e poi ci dirigiamo verso il centro con la macchina di un amico della signora che per 100 pesos ci accompagna all’hotel Dazzler Libertad (102 $ a camera). E’ un tragitto di circa un’ora di macchina con poco traffico perché è domenica. L’hotel è centrale, in una piazza tranquilla a lato della maestosa Avenida Libertad! Il tempo di farsi una doccia e una dormita, anche se sono le otto di mattina!

2 AGOSTO

All’ora di pranzo, riposati e cambiati d’abito con look invernale, ci dirigiamo verso la Plaza de Mayo e il quartiere di san Telmo.

Non c’è molta gente per strada, siamo ancora intontiti dal viaggio e ci fermiamo a mangiare da un Mc Donald perché in giro gli altri locali sono chiusi. Si spende leggermente meno che da noi, ma poi scopriremo che anche i ristoranti sono molto economici!

Proseguiamo a piedi, le strade sono quasi deserte, viali enormi ed edifici moderni che si alternano a palazzi in stile coloniale. Siamo in Plaza de Mayo che presenta gli edifici più importanti: la Casa Rosada, sede del presidente, la Cattedrale ed il Cabildo. Questa piazza è legata a tristi eventi ma oggi ci sono solo dei piccoli banchetti con poche persone che ricordano i desaparecidos.

Visitiamo la Casa Rosada e siamo gli unici stranieri in mezzo agli argentini, per lo più coppie e famiglie. Le guardie si alternano alla guida e ci accompagnano nei vari saloni. Capiamo alla perfezione lo spagnolo, è molto simile all’italiano. Dopo la visita della cattedrale, che ha una facciata neoclassica, ci dirigiamo verso un altro viale dove si sta svolgendo una colorata parata della comunità boliviana, molto numerosa nella capitale argentina. Ci soffermiamo a vedere le danze e contempliamo l’entusiasmo e l’allegria di persone che hanno lasciato il loro paese per cercare una vita migliore.

Ci avviamo verso l’animatissimo quartiere di San Telmo dove la domenica si tiene il mercato e dove si trovano tutte le persone che hanno lasciato libere le strade: finalmente il tango e numerosi ballerini si esibiscono per strada! Non so descrivere l’emozione!

Resistiamo alla tentazione: per oggi nessun acquisto!

Torniamo verso l’hotel con la metro, il biglietto costa 3 pesos!

Per la prima cena in argentina decidiamo per un ristorante nei pressi dell’albergo, dove abbiamo visto un grande camino e il manzo…

Iniziamo a mugolare non appena assaggiamo il bife de lomo accompagnato da un ottimo vino rosso locale: il Malbec. Ristorante La Chacra, costo 200 pesos in due. Andiamo a dormire molto soddisfatti!

3 AGOSTO

Oggi abbiamo in programma una escursione prenotata dall’Italia, molto turistica ma divertente: la visita all’esatancia Don Silvano. Si trova a circa 30 km da Buenos Aires ed è una fattoria in cui mostrano le attività dei gauchos e poi si mangia e si beve a volontà!

Attraversiamo i quartieri più moderni e vediamo anche lo stadio del River Plate; sul nostro autobus ci sono delle girls-scout inglesi, una coppia anziana di cileni, e una coppia venezuelana. Come molti, la guida è un ragazzo che ha il nonno italiano: pensate che il 50% degli argentini è di origine italiana!

Facciamo sosta in una specie di autogrill molto simile ai nostri, ma ahimè c’è pure un negozio che vende prodotti di pelletteria: mi sa che la febbre da shopping sta per iniziare!

Arrivati all’estancia ci accolgono subito con un bicchiere di vino tinto o blanco e con una empanadas, una specie di pasta fritta ripiena di carne; poi chi vuole può fare un giro sui cavalli! Sarò montata a cavallo due volte in vita mia, ma questa esperienza non me la voglio perdere. Prima sale Vittorio mentre gli faccio un reportage fotografico, poi è il mio turno, ma come sono in alto! Il cavallo va per conto suo, chissà come sarà seccato, pure il gaucho che mi affianca non ha voglia di fare conversazione perché alle mia domande risponde con un secco “ no intendo nada”. Visitiamo anche la vecchia casa padronale, le scuderie che son diventate stanze di albergo e poi ci dirigiamo a tavola. Vassoiate di carne di tutti i tipi: dal bife, alla salsiccia, al maiale, insomma una vera bontà. Dopo segue uno spettacolino e vengono intonati i canti delle nazioni degli ospiti. A noi italiani ci tocca “o sole mio”, all’estero siamo sempre identificati con il sud: ma “la porti un bacione a Firenze” non la sa nessuno?!?

In un vecchio vagone ferroviario è allestito un negozio carinissimo dove prendiamo borse, cinture portafogli e anche un cappello! Prezzi molto economici!

Abbiamo anche la forza ed il coraggio di fare merenda con torta e il tipico mate che gli argentini succhiano in qualsiasi posto!

Torniamo molto soddisfatti in hotel, io resterei anche senza cena ma Vittorio non può perdere un pasto e così andiamo dietro l’hotel in un locale molto carino pieno di foto e con un’atmosfera retrò, ma per me solo un’insalata dopo l’abbuffata del pranzo!

4 AGOSTO

Prendiamo un taxi che ci porta all’aeroporto domestic flyes e vediamo il Rio della Plata: Vittorio non riesce ad accettare che si tratti di un fiume, data la sua immensità!

Il volo della Lan per Iguaçu è un po’ in ritardo ma alla fine atterriamo con una differenza notevole di temperatura e con un sole stupendo! Abbiamo prenotato all’interno delle cascate allo Sheraton; costa 80 euro a testa ma ne vale la pena. Il taxi ci porta all’interno del parco, paghiamo un ingresso di 60 pesos a testa e, lasciati i bagagli in camera e messi di nuovo abiti estivi, corriamo a vedere lo spettacolo delle cascate. In effetti qui in Argentina è molto più bello; anni fa ero stata sul lato brasiliano, che è bello dal punto di vista panoramico ma sul lato argentino si cammina su delle passerelle a picco sulle cascate e si ricevono anche gli schizzi ed il rumore poi è assordante!

Un panino veloce al bar e poi prendiamo il trenino che ci porta alla Garganta del Diablo: spettacolo mozzafiato!

Siamo fortunati, sono notti di plenilunio, così prenotiamo l’escursione del “Paseo della Lluna Plena“ e, con 130 pesos cadauno, ci danno anche la cena!

Ci mettiamo il pile perché la notte c’è umidità e accompagnati da guide ed insieme a tantissimi turisti ci dirigiamo di notte verso la Garganta del Diablo; siamo al buio ma rischiarati dalla luce della luna piena. Sembra di essere su un altro pianeta ed al ritorno vediamo anche un bagliore rosso nel cielo: è una stella cadente!

Poi ceniamo degnamente in un self service all’ingresso

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