Argentina: aria, ghiaccio, acqua, terra

Un punto di arrivo nella vita di un viaggiatore!

  • di 63xpot
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 3
    Spesa: Oltre 3000 euro
 

Un viaggio in argentina è un sogno che si realizza, un punto di arrivo nella vita di un viaggiatore, viaggiare in Argentina vuol dire finalmente confrontarsi con tanti miti che da sempre infiammano la fantasia, basti pensare alla Patagonia, alla Ruta 40 o Carretera Austral , la Terra del Fuoco, la Cordigliera delle Ande, le Cataratas de Iaguzù, il Tango, la Pampa e i suoi Gauchos e tutti coloro che hanno raccontato questa terra aspra,immensa e bellissima, da Chatwin a Borges, passando per Coloane, Giardnelli e Sepulveda.

I numeri

20 i giorni del viaggio (Dicembre 2010) 2 i voli interni 2 le auto noleggiate 6000 i km percorsi in auto 12 gli alberghi cambiati. 7 le regioni visitate

Capitolo 1

ARIA - BUENOS AIRES

Letteralmente tradotto è la Città delle Buone Arie, siamo in una terra di mezzo tra Europa e Sud America, ha qualcosa e nulla di entrambe, in effetti alla fine è una città unica. Il microcentro è di stampo europeo, anche se forse è meglio dire spagnolo, i viali ampli e le piazze enormi, richiamano molto Madrid, le affollatissime peatonal (pedonali) sono un microcosmo a sé, fatto di un affollamento e assembramento pazzesco, qui si trovano anche i centri commerciali più antichi, caratteristici e lussuosi, uno su tutti le Galerias Pacifico. Dal Microcentro si arriva facilmente a piedi al modernissimo quartiere di Puerto Madero tramite il nuovissimo ponte di Calatrava (….anche qui ??? sembra che ormai non si possa più fare uno straccio di ponte nel mondo se non la progetta Calatrava), il cui design dovrebbe richiamare 2 ballerini di tango……..in effetti sapendolo e sforzandosi ci può stare. A Puerto Madero si sviluppa la parte moderna, e benestante, di Buenos Aires, tra grattacieli, condomini di lusso e ristoranti eleganti sul lungofiume. Il primo posto che qualunque turista non si fà e non può mancare, è il quartiere della Boca con la passeggiata al Caminito, sicuramente il più caratteristico angolo di Baires, ma anche tremendamente turistico, con tutto quello che questo significa in termini di identità e perdita di autenticità. Al Caminito troverete tangheri, nel senso di ballerini di tango, ad ogni angolo di strada, negozi di souvenir e artigianato in sequenza e tanti, tanti turisti, appena fuori dal Caminito, però la Boca assume un aria molto diversa, tanto da essere poco consigliabile alla sera, ve lo testimoniano le botteghe del quartiere, tutte protette da grate attraverso le quali si servono i clienti che non possono entrare nel negozio. Boca a Buenos Aires vuol dire anche una sorta di religione che prevede il rito pagano dell’adorazione della squadra di calcio del Boca Juniors …..….e come si visitano le Chiese, le Moschee e i Templi, non si può non visitare la Cattedrale del Calcio argentino, la Bombonera. I tifosi del Boca si chiamano familiarmente Xeneizes, che significa Genovesi, in quanto furono i genovesi i primi ad insediarsi nel quartiere alla fine dell’ottocento, tanto che sembra che il nome Boca venga da Boccadasse che è un porticciolo di pescatori del genovese. Quando dico che per gli xeneizes, la squadra del Boca Juniors è quasi una religione, non è affatto una esagerazione se pensate che la società ha addirittura avviato un merchandising decisamente innovativo, fondando un cimitero riservato al “riposo” dei tifosi più appassionati, con l’obiettivo e la speranza, tra l’altro, di preservare il prato dello stadio che veniva rovinato dalle ceneri dei tifosi defunti, che dopo la cremazione, secondo le ultime volontà del caro estinto, vengono sparse al vento dalle gradinate tra uno sventolio di bandiere e cori, con la conseguenza che la cenere sedimentando e distrugge periodicamente il manto erboso

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Commenti
  1. scarbo
    , 6/5/2011 22:11
    Maravilloso!!!!!!!
    Gracias por haber descripto mi paìs de esa manera,tenès razòn es realmente estupendo, me has hecho divertir muchisimo!!
    Una pregunta sos escritor?
    Me alegro que te halla hecho una buena impresiòn, lo mismo digo yo , de tu bellima ITALIA!!!!!!!!!!!!!!!!
    Estupendo tu diario de viajes!!!!!!!!!!!!!
    Espero que sepas un poquito de castellano, jajajajaja!!!!!!!!
  2. Matusca
    , 2/5/2011 13:44
    Una sola notazione per un bel resoconto: Messi é piú amato di quanto appaia a prima vista, salutano come un successo nazionale ogni gol che fa col Barcellona. Non mi risulta che la quantitá di soldi da ritirare sia limitata o se lo é la soglia é alta (lo so per esperienza). L'Argentina non é piú in crisi: molti problemi rimangono ma il PIL é alto e si sta ridistribuendo la ricchezza. Che possono fare i santiagueños? E' una delle cittá piú calde che ho provato. Sono contenta che ti sia piaciuta Rosario, non é bellissima ma molto accogliente e culturalmente vivacissima. Bel diario di viaggio, mi é piaciuto molto.
  3. aindamar
    , 29/4/2011 22:44
    Ciao, ho letto il tuo diario, e mi fa piacere che tu abbia avuto un bel viaggio.Mi hai fatto sorridere tanto. Sono argentina, ma vivo in Italia da alcuni anni.
    Non sono mai stata in Santiago del Estero, ma sai, los santiaguenos hanno la fama di essere le persone che vivono facendo la "siesta", così che invece di pensare che è la città che non dorme, forse dovresti immaginare che tutti dormivano!
    E poi...coincido con la difficoltà dei bancomat. Succede pure a me ogni volta che torno. La spiegazione per le lunghe file è che le persone hanno il conto dello stipendio nelle banche con più succursali, non è come in Italia che ognuno ha il suo conto, in Argentina il datore di lavoro (privato e statale) crea il conto dove mettere il tuo stipendio. La gente deve per forza far la fila per avere i suoi sudati soldi. E poi...da fine d'anno scorso, le banche hanno limitato la quantità di soldi da prelevare per una teorica mancanza di banconote, cosa che per tutti è una retenzione dei soldi della gente....tutto ciò si traduce nella poca praticità per il turista che deve prelevare, ma soprattutto in gente che non sà come andare avanti se non possiede contanti e nemmeno può pagare col bancomat nei negozi...
    Vaaa bene...comunque è un paese bellissimo...ha le sue "cose" ma se così non fosse, non sarebbe più Argentina, no?
    Tanti saluti!
  4. AlbyUD
    , 20/4/2011 16:00
    Che dire....non avrei saputo descrivere meglio il mio viaggio in Argentina...e rileggendo queste pagine mi sono scoperto sognare ad occhi aperti...nonché a morire dal ridere in alcuni passaggi...
    Tanti complimenti al turista 63xpot!

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