Patagonia: ghiaccio, vento, cielo

Condividere un viaggio è un modo per prolungarlo e fissarne i ricordi. Forse non sono stata molto sintetica ma mi è piaciuto ripercorrerlo per voi, spero possa anche essere utile a trovare qualche spunto per quanti hanno la Patagonia tra ...

  • di sammyg79
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  • Viaggiatori: in coppia
 

Condividere un viaggio è un modo per prolungarlo e fissarne i ricordi. Forse non sono stata molto sintetica ma mi è piaciuto ripercorrerlo per voi, spero possa anche essere utile a trovare qualche spunto per quanti hanno la Patagonia tra i propri progetti futuri! Sabato 20/12/08 Un’altra avventura ha inizio... stavolta mi sento turbata ma non saprei dire da cosa, forse il viaggio lungo o forse questo viaggio l’ho studiato troppo e mi sembra di non aver più nulla da scoprire... oppure è possibile che dopo tanti mesi non mi senta ancora pronta e che qualcosa me lo sia dimenticato? Ma, tant’è, l’orario della partenza arriva e alle 10 siamo in auto direzione Linate.

Arriviamo con largo anticipo ma dopo una tranquilla colazione al bar arriva il momento del check-in. Una stranezza sulle carte d’imbarco ci insospettisce, l’orario dell’imbarco a Roma è successivo all’orario di partenza del volo, che vorrà dire? Lo scopriamo a Roma, il volo è stato ritardato di 3 ore e 35 minuti... che fortunelli! I proverbiali ritardi dell’Aerolineas che avevo letto in tanti diari di viaggio hanno colpito pure noi! Per ingannare l’attesa ci offrono un buono pasto per l’Autogrill presente nell’area transiti, e dopo aver assistito alla scenata di un passeggero scorbutico mangiamo un panino e un pezzo di pizza. Il resto del tempo lo dedichiamo ai duty free e alla lettura.

Finalmente alle 20 ci imbarcano e si parte! Ormai sono 10 ore che siamo fuori casa e siamo ancora a Roma! Sull’aereo la mia unica preoccupazione è riuscire a dormire dato che arriveremo domattina con tutta la giornata da sfruttare per la nostra prima tappa quindi aspetto la cena (lasagne ai piselli e pollo al curry) e poi ingoio il primo sonnifero della mia vita.

Sfortunatamente non ha proprio l’effetto desiderato, e riesco solo a stare in uno scomodissimo dormiveglia mentre Domenico ronfa quasi beatamente.

Quando il buio cielo stellato svanisce completamente e si riaffaccia il sole ci svegliano con ricca colazione (brioche, biscotti, caffelatte e yogurt Vipiteno) e poco a poco iniziamo la discesa su uno sterminato tappeto di case, Buenos Aires. E’ già il 21/12! Domenica 21/12/08 Il ritardo alla partenza è un po’ problematico per noi perché restringe i tempi per il cambio aeroporto e nemmeno riusciamo a capire che ora è! Il monitor dice che sono le 7.45, il comandante dandoci il benvenuto a Buenos Aires dice che sono le 8.45 Resta il fatto che noi abbiamo fretta, scendiamo e superiamo velocemente il controllo passaporti ma il destino avverso si accanisce sulle nostre valigie che compaiono per ultime! Ma è comunque un sollievo, disperavamo già di riceverle... Voliamo all’uscita ed al banco dei bus di Manuel Tienda Leon che sappiamo effettua il trasferimento ma ci avvisano che il primo bus disponibile è tra un ora. Per noi è troppo, dobbiamo per forza ripiegare sul più costoso ma immediato servizio di trasferimento con auto privata che ci costa circa 35 € In mezz’ora siamo all’Aeroparque, consegnamo i bagagli e decidiamo di cambiare un po’ di valuta perché in Italia non abbiamo trovato nessuna Banca disposta a venderci Pesos argentini, sappiamo che nella Penisola Valdes non sono accettate carte di credito e non ci sono sportelli bancomat. Ci rendiamo conto che il cambio è da truffa (4,002 contro una quotazione verificata 3 giorni fa di 4,64) ma cambiamo ugualmente almeno il minimo indispensabile per questi primi giorni.

Peccato che dopo soli 5 minuti scopriamo che anche al bar dell’aeroporto, come ovunque in Patagonia, possiamo pagare in euro e magicamente ci danno il resto in pesos ad un cambio onestissimo, 4,62! Averlo saputo prima..

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