Glaciares, cataratas y cordillera andina

La mattina del 09 Marzo 2008 sbarchiamo all’aeroporto Ministro Pistarini di Buenos Aires, é una tiepida e soleggiata giornata d’autunno. Piacevole, mica male ! Ci trasferiamo subito al nostro albergo (hotel Moreno) che si trova nel quartiere di San Telmo. ...

  • di asia1007
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  • Viaggiatori: in coppia
 

La mattina del 09 Marzo 2008 sbarchiamo all’aeroporto Ministro Pistarini di Buenos Aires, é una tiepida e soleggiata giornata d’autunno. Piacevole, mica male ! Ci trasferiamo subito al nostro albergo (hotel Moreno) che si trova nel quartiere di San Telmo. Un vecchio palazzo stile art-déco ristrutturato con gusto e stile. L’atmosfera é veramente particolare, quasi surreale, da film. Ci avevano anticipato che Buenos Aires é una città «artistica» e un po’ bohémienne e quest’hotel ne é la prova.

Doccia per riprendersi dal lungo viaggio e andiamo subito a curiosare per il quartiere, passeggiamo fino a Puerto Madero. Puerto Madero é il quartiere più esclusivo di BA, antichi docks sono stati ristrutturati in appartamenti e ristoranti alla moda. Da non perdere il ristorante Cabaña Las Lilas dove gustare la miglior parilla di Buenos Aires. I prezzi sono alti paragonati agli standard argentini, ma abbordabili per noi europei. Credetemi il bife de lomo é da leccarsi i baffi. Solo per i carnivori naturalmente! Il giorno successivo levataccia per prendere il primo volo interno.

Destinazione: EL CALAFATE, PATAGONIA El Calafate é una cittadina tranquilla e pittoresca, in passato semplice punto di sosta per i commercianti di lana, ora punto di partenza per visitare il parco nazionale Los Glaciares e il Cerro Chaltén (per gli amanti del treking).

Il paesaggio circostante la città da un assaggio della diversità di flora e fauna presente in questa parte dell’Argentina. E’ un posto dove steppa, montagne, laghi e ghiacciai coesistono con una ricca flora e fauna. Essendo molto turistica e poco locale, i prezzi sono sensibilmente più alti. Abbiamo dormito al Hostel del Glaciar Libertador dove abbiamo prenotato pure le nostre escursioni: tour “alternativo” al Glaciar Moreno e tour in barca al Glaciar Onelli e Upsala. Breve descrizione delle escursioni: Il Glaciar Moreno dista solo una sessantina di km da El Calafate, ma per l’influenza del ghiaccio e delle montagne circostanti il clima e il tempo cambiano repentinamente. Se a El Calafate risplende il sole e la temperatura é mite. In prossimità del ghiacciaio la colonnina del termometro scende di diversi gradi, il cielo é spesso coperto e uggioso. Ma in compenso l’imponenza e la bellezza del ghiacciaio ricompensa i brividi di freddo. Che dire, non c’é aggettivo per descrivere cosa si prova a trovarsi di fronte a questa enorme massa di ghiaccio. Oltre alla vista anche l’udito viene sorpreso. Infatti, il ghiaccio scricchiola. Essendo in continuo movimento pezzi di ghiaccio si frantumano e candendo in acqua provocando enormi botti. La gita in barca all’Onelli e all’Upsala é altrettanto bella, si naviga sul lago argentino fino a raggiungere i due ghiacciai. Suggestiva é la navigazione attraverso gli iceberg di forme diverse che sembrano delle opere d’arte di ghiaccio.

Non possiamo concludere che con una nota gastronomica: il cordero Patagonico (agnello cotto alla brace) ... a noi non é piaciuto ma essendo un piatto tipico un assaggio é di dovere. Ottimo invece il vino «patagonico» Dove mangiare? Don Pichòn e Casimiro Lasciamo la fredda Patagonia per volare ad IGUAZÙ: una realtà completamente diversa, ma siamo ancora in Argentina ? Clima tropicale, umidità al 70% Fauna e flora lussureggianti da foresta amazzonica.

L’attrattiva principale di questa zona sono le famose cascate designate patrimonio dell’umanità dall’Unesco e capiamo ben presto il perché. Le cascate si possono visitare sia dal lato Argentino che da quello Brasiliano. Il primo é più esteso e si gode della vista delle cascate da più punti. Andiamo al parco con un bus pubblico (lo raccomandiamo, costa pochissimo) e arriviamo di primo mattino all’entrata del parco (per evitare la calca di turisti) dove per mezzo di un trenino ci inoltriamo nel parco. La vegetazione é ricca e rigogliosa, si sentono già i canti dei diversi uccelli tropicali e pappagalli che popolano la foresta. Ci dirigiamo poi verso le cascate su delle comode passerelle, ma mano che ci avviciniamo si inizia a sentire il frastuono dell’acqua che riversandosi in gole, alte fino a 150 mt, si infrange sul letto del fiume. Ad un certo punto la foresta si apre ed eccole!!! Non ci sono parole per descriverle, un sentimento di impotenza ci pervade di fronte a tanta forza della natura. Il frastuono si trasforma in boato e il clielo viene annebbiato dagli spuzzi d’acqua. Insomma uno spettacolo!!!!! Ma il parco non é solo cascate, é anche una suggestiva passeggiata nella foresta dove, con un po’ di fortuna si ha la possibilità di vedere pappagalli, tucani e scimmie, oltre agli immancabili coati (dei simpatici mammiferi). Il giorno successivo decidiamo di rinunciare alla visita del lato brasiliano ed andiamo a visitare un piccolo parco dove vengono soccorsi e curati animali trovati feriti sulle strade o nella foresta. Il parco é anche un centro per la salvaguardia delle specie a rischio di estinzione. Il pomeriggio relax in piscina che purtroppo dura poco perché il cielo si oscura e in pochi minuti arriva un bel temporalone tropicale che non ci lascierà fino ad ora di cena. Per questa tappa, purtroppo niente note gastronomiche, optando per la mezza pensione in albergo ci siamo accontentati di cene a buffet (discreto). Eccoci di nuovo in aeroporto. Ci aspetta un altro volo che ci porterà alla nostra terza tappa: SALTA nel nord-ovest Argentino

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