Argentina: Buenos Aires e i Parchi Nazionali

19/12/2007 Abbiamo viaggiato con un airbus dell’Air Europa per tutta la giornata di mercoledì e giovedì notte arriviamo all’aeroporto di Buenos Aires. Non è molto grande nè tanto bello. Dopo il controllo dei passaporti e il ritiro dei bagagli usciamo ...

  • di ancoach
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19/12/2007 Abbiamo viaggiato con un airbus dell’Air Europa per tutta la giornata di mercoledì e giovedì notte arriviamo all’aeroporto di Buenos Aires. Non è molto grande nè tanto bello. Dopo il controllo dei passaporti e il ritiro dei bagagli usciamo e troviamo subito zia Ida con Cristina e Orazio che ci aspettano all’uscita dei passeggeri. Le sorelle ricongiunte dopo quindici anni sono più stanche che commosse, ci abbracciamo tutti e facciamo le presentazioni di rito. Sono venuti a prenderci con un furgone di un amico di Orazio. Il paese dove abita zia e la famiglia di Cristina si chiama Berazategui ed è a circa 80 km dall’aeroporto e a 25 km da BA. Siamo molto stanchi, arriviamo alla casa di zia in calle Mitre che sono circa le tre del mattino, ma per noi che arriviamo dall’Europa sono le sette. La casa è accogliente e calda nella sua frugale semplicità. Rimaniamo a parlare per un’ ora e diamo i regali a zia Ida e Cristina. Io e mio fratello stiamo nella prima stanza a destra dell’ingresso che ci dicono essere stata la camera di Danilo. Adesso invece è diventato il dormitorio di Leandro, il figlio maggiore di Cristina e Orazio nonché nipote di zia Ida. Vedo una quantità di romanzi classici sullo scaffale e penso che possano essere di Orazio o di Diego. Vengo a sapere da zia Ida che Leandro ha la passione per le letture e che sta studiando lettere moderne all’università di Buenos Aires, e che i libri sono suoi. Sulla parete di fondo della stanza c’è un poster grande come l’intero muro con una spiaggia tropicale in controluce al tramonto. Non è bellissimo ma fa effetto. Penso che Danilo doveva essere un sognatore e una persona molto pratica allo stesso tempo. Salutiamo e ringraziamo Cristina e Orazio e andiamo tutti a dormire.

20/12/2007 Abbiamo dormito praticamente solo tre ore ma siamo riposati. Mi accorgo di altri dettagli della casa di zia Ida. Fuori dalla porta della sala da pranzo, l’ultima stanza della casa, c’è un orto e una veranda coperta da un tetto ondulato di vetroresina e seduto sulla sedia a dondolo sento arrivare un bel vento fresco. Siamo in piena estate e le scuole hanno chiuso da soli tre giorni per le vacanze. Più in là dell’orto c’è un piccolo cortile privato di cemento chiuso sui quattro lati, ma i segni su una parete lasciano intuire che lì una volta c’era un ingresso che permetteva l’entrata delle auto dalla strada esterna. Zia ci dice che in questo cortile una volta Danilo aggiustava le barche dei clienti e faceva i lavori sulle capotte dei furgoni.

L’orto è profumato e colorato. Si sentono odori provenire dal mare, anche se è molto lontano. Si sentono anche gli odori dei fiori. Ci sono ortensie, un limone, un nespolo, viole, una pianta di fichi e l’uva. Zia Ida ci richiama per mangiare. Sono arrivati anche Leandro e Diego, il fratello più piccolo con la passione per i piercing. I ragazzi sono simpatici e affettuosi, come tutti in famiglia. Sono contento di vederli dopo averne sentito parlare da nonna per molti anni e mi piace molto il loro modo “fisico” e spontaneo di manifestare l’affetto per noi. Ci viene presentato un gradito e familiare piatto di pasta e tagliatelle al sugo di pomodoro che facciamo fuori in pochi minuti.

A metà pomeriggio, dopo un breve riposo, arriva Cristina con due autisti d’auto che qui chiamano remis. La differenza tra un remis e il tassista è che con il primo puoi patteggiare un prezzo per essere scarrozzato per uno o più giorni, o anche per mezza giornata a prezzi ridicoli rispetto a quelli europei. Il taxi invece, come da noi, ha un tariffario che dipende dai chilometri percorsi

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