Argentina e Cile con bambini al seguito

Da Buenos Aires a Santiago passando per Cordoba, riabbracciando la Patagonia a Bariloche, immergendosi nella magia di Chiloè… in compagnia di amici, parenti e tanti incontri interessanti

  • di ludiaman
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2+2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Questo viaggio nasce da una serie di combinazioni, il cui inizio sarebbe noioso raccontare ma il cui culmine è stato un acquisto on-line, osato sul sito di Iberia una sera di gennaio. Andata: da Milano a Buenos Aires. Ritorno: da Santiago del Cile a Milano. Partenza l’ultimo giorno di febbraio, rientro quasi quattro settimane dopo. Quattro biglietti, tre posti (vale a dire, due adulti con una bimba di tre anni e una di cinque mesi), ottimo prezzo.

Possibilità di assentarsi dal lavoro, confermata. Ospitalità dai cugini che vivono in Cile, confermata. Appuntamento con gli amici che vivono in Argentina, confermato.

Che si fa? Ultime mail, qualche conto, e infine pronti, via: biglietti comprati, si parte.

Buenos Aires per noi significa tornare sui luoghi del viaggio di nozze, otto anni dopo. Significa rifare una passeggiata per le vie acciottolate di San Telmo, bere una birra all’aperto davanti ai ballerini di tango, percorrere i moli ristrutturati di Puerto Madero, godersi la luce del tramonto che colora gli edifici belle epoque di plaza Lavalle, rivedere l’obelisco e l’enorme Avenida 9 de Julio… E soprattutto tornare al Rio Alba, mitico ristorante che nella nostra vecchia guida era considerato il top cittadino per l’asado. Non più citato nella nuova edizione, in realtà il posto è rimasto sempre uguale: carne ottima e prezzi ragionevoli, con lo stesso simpatico cameriere che ci dice “No, la porzione grande è troppo, prendete quella piccola” (e ha sempre ragione!). Meravigliosi i chinchulines (trippine grigliate), l’entraña (il diaframma, muscolo saporitissimo e molto succoso), e per digerire un bel “don Pedro”, tipico dolce a base di gelato alla crema, noci e whisky. Ora sì che ci sentiamo in Argentina! E se un giorno dovessimo tornare ancora una volta a Buenos Aires, sicuramente il pellegrinaggio al Rio Alba non mancherà.

L’ultimo giorno in città, con la scusa di distrarre le bimbe andiamo allo zoo (tanto i luoghi più famosi li avevamo già visitati tutti la volta scorsa), e la scelta si rivela azzeccata: è una buona scusa per girare il quartiere residenziale di Palermo, poi il parco in cui sorge lo zoo è bello, le piante fiorite molto piacevoli dopo aver lasciato il freddo milanese, e ci sono un po’ di animali interessanti da vedere. Notizie di questi giorni dicono che lo zoo verrà presto chiuso, ma a quanto pare il parco rimarrà, e c’è da aspettarsi che sarà sempre una bella meta.

Quanto al resto della città, notiamo con preoccupazione una cosa: in otto anni sembra che la situazione da un punto di vista sociale ed economico non sia affatto migliorata, anzi. Tanti edifici e quartieri mal tenuti, i cartoneros che appena fa notte percorrono tutto il centro coi loro carretti, in cerca di rifiuti da riciclare e rivendere, tanti negozi di scommesse e gratta e vinci (deja vu)… D’altra parte, otto anni fa quattro pesos facevano un euro, in febbraio eravamo a diciassette, e quando siamo ripartiti a quindici… certe oscillazioni non sono certo un buon segno. L’impressione non è banalmente quella di una città “povera”, che di per sé potrebbe non essere nulla di male. L’impressione è quella di una città che ha vissuto ben altri fasti, e ora è condannata a tirare avanti. In un continuo peggioramento.

***

Un comodo viaggio in pullman notturno ci porta a Cordoba, dove ci attendono due amici che abitano in un paese vicino. Cordoba dà l’impressione di una città vivace, giovane, con una bella architettura coloniale, e uno spirito molto argentino. Addentrarsi in autobus nei paesi intorno offre uno spaccato delle campagne argentine che ancora non avevamo avuto modo di vedere. Unquillo, la nostra destinazione finale, non è un paese turistico, almeno per il turista straniero, ma in realtà scopriamo che è meta di villeggiatura estiva e turismo interno. Il nostro albergo, l’hotel Eva Peron, è una bellissima villa che domina la campagna, immersa nella quiete e nel verde. Fiori, orti, strade sterrate percorse da ragazzini a cavallo, asado serali, pomeriggi trascorsi sorseggiando mate mentre ci spiegano i fondamenti di questo rituale, diffuso ovunque e per certi aspetti anche molto codificato…

Un giorno andiamo in visita ad Alta Gracia, dove si trova una famosa Estancia gesuitica patrimonio dell’Unesco, e dove scopriamo fra l’altro che trascorse l’infanzia Ernesto Guevara. Ci rendiamo conto che, senza averlo programmato, il nostro itinerario seguirà le orme del Che praticamente per tutto il tempo: dalla città dell’infanzia alle tappe del famoso viaggio in motocicletta: Bariloche, lago Todos Los Santos, Valparaiso… Ma questa è un’altra storia

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