St. Martin e anguilla: spiagge da sogno

St. MATIN E ANGUILLA: SPIAGGE DA SOGNO Domenica 21 Aprile 2002: Era il 21 di aprile del 2001 quando ci apprestavamo a partire per Mauritius e, 365 giorni dopo, eccoci di nuovo pronti a spiccare il volo per seguire la ...

  • di LucaGiramondo
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St. MATIN E ANGUILLA: SPIAGGE DA SOGNO

Domenica 21 Aprile 2002:

Era il 21 di aprile del 2001 quando ci apprestavamo a partire per Mauritius e, 365 giorni dopo, eccoci di nuovo pronti a spiccare il volo per seguire la rotta dei tropici. Raggiungeremo l’isolotto caraibico di Saint Martin e, ironia della sorte, saremo di ritorno il 6 di maggio, esattamente un anno dopo la conclusione del nostro viaggio nell’Oceano Indiano.

La sveglia, impietosa, suona presto, anzi prestissimo e alle 3:50 del mattino siamo già in piedi. L’aereo partirà alle 7:30 e dovremmo essere a Bologna per le 5:00, ma credo vi arriveremo più tardi.

Sabrina ed io ci prepariamo, poi svegliamo Federico, che non fa storie, considerata l’ora, e subito si fa prendere dall’entusiasmo e dalla smania di partire, anche se il suo viso, sul quale spiccano le gote insolitamente rosse, ha uno strano aspetto.

Facciamo una veloce colazione, mentre fuori dalla finestra è ancora buio, e poco dopo arrivano i nonni che, come al solito, ci accompagneranno all’aeroporto. Tutto è pronto, ma la faccia del piccolo non convince Sabrina e la sua fronte sembra piuttosto calda: gli misuriamo la febbre e, purtroppo, ne ha qualche linea. Lui si mette subito a piangere forse per il timore di non poter partire, inconsapevole del fatto che, in realtà, non abbiamo altra scelta che quella di somministrargli un antibiotico, salire sul camper e dare ufficialmente il via al viaggio, seppure contrariati per la situazione non certo rosea.

Lasciamo casa alle 5:13 e lungo il tragitto cerchiamo di convincerci che presto passerà tutto, che in fondo sarà solo un malanno passeggero, e a fatica riusciamo a mantenere reclusi tutti i dubbi e i timori che nel frattempo ci assalgono la mente.

Poco dopo le 6:00, sotto ad una fitta pioggia, arriviamo all’aeroporto Marconi di Bologna, salutiamo i nonni e subito ci mettiamo in fila al banco per l’imbarco dei bagagli (una lunga fila a quanto pare), poi, quando sono passate anche le 7:00, affrontiamo il check-in: mi devo togliere orologio, giubbotto e cintura dei pantaloni ma alla fine riusciamo ad oltrepassarlo. L’attesa è brevissima e immediatamente ci imbarchiamo sul volo Az 360, un velivolo del tipo Md-80, sul quale mai prima d’ora eravamo saliti, il quale alle 7:43, in leggero ritardo, stacca da terra volando in direzione di Parigi.

Saliamo sopra alle nuvole, che mezz’ora più tardi si diradano lasciando intravedere l’arco alpino innevato, poi affrontiamo la sterminata campagna francese, tutta uguale, fino alle porte della capitale e dell’aeroporto internazionale Charles De Gaulle, dove atterriamo alle 9:13.

Scendiamo e ci mettiamo alla ricerca del terminal da cui partirà l’aereo per Saint Martin . Lo individuiamo: è il terminal “A” (porta numero 49). Ci avviamo seguendo le indicazioni, con Federico che prima accusa forti dolori di pancia, rendendo necessaria una sosta in bagno, poi, subito dopo, lungo un corridoio dell’aeroporto, comincia a tossire associando gli sforzi del vomito e l’inevitabile, successivo, rigetto, mentre una signora giapponese, accortasi della difficile situazione, gentilmente ci dà una mano. La nostra piccola odissea si conclude, poco dopo, quando, finalmente, raggiungiamo la porta dalla quale ci imbarcheremo sul volo Af 3668.

Le condizioni del piccolo, purtroppo, non sono incoraggianti: è stanchissimo e, probabilmente, gli è anche tornata la febbre (accidenti!!). Per fortuna l’attesa è breve e ben presto saliamo sull’Airbus A300 dell’Air France che alle 11:17 prende quota con destinazione Saint Martin

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