Annecy ai tempi della finale di Champions

In giro per l'Alta Savoia sui laghi di Annecy e Bourget e visita all'Abbazia di Hautecombe

  • di us01234
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro
 

...Nei giorni in cui la Juventus veniva bastonata in finale di Champions

Con forte anticipo e senza consultare le “stelle” suggerisco a Laura, moglie resistente da un sacco di tempo, di passare il ponte del 2 giugno in Alta Savoia, Annecy e dintorni.

Le “stelle” di cui parlo sono quella della mia squadra del cuore e han deciso che questo era l’anno buono per andare in finale di Champions League, che quando si gioca? Nel ponte del 2 giugno… Metto su la mia faccia di palta e provo: “Che dici, rimandiamo?”. Lei è incredula ma, a muso imbronciato, accetta.

Roso dai sensi di colpa, questo viaggetto faceva parte del regalo per il suo prossimo importante compleanno, corro ai ripari di nascosto. Prenoto su Airbnb un appartamento e comincio ad informarmi su come seguire ugualmente la finale.

Giunti a due giorni dalla partenza, dopo essere stato insultato da Laura e consegnato alla gogne delle sue amiche donne (ma ho incassato tantissima solidarietà maschile) comunico che saremmo andati. La mia posizione nella scala dei mariti ha quasi raggiunto il livello “perfetto”!

2 giugno: Savigliano (CN) – Moncenisio – Annecy

Evitiamo il Frejus ed emuliamo Annibale facendo il Moncenisio. Sul colle c’è un bellissimo panorama e fa pure bello. Scendendo vedo un forte su una montagna e Laura dice di fermarci. Il forte è chiuso, ma vediamo una gola profondissima su cui è sospeso un ponte, il Pont du Diable. Non possiamo non andare! Foto di rito e si riparte. Ah il forte è il Fort de l’Esseillon. Ripartiamo alla volta del Chateau de Miolans che sappiamo essere chiuso, ma speriamo si possa vedere qualcosa da fuori. Niente, non si può fare il giro attorno. Altre foto dalla pianura al castello che la domina e ci affidiamo al navigatore per raggiungere il Lac d’Annecy. Errore madornale! Abbiamo fatto due colli e diecimila curve. Ma siamo arrivati. Un po’ di difficoltà nel concordare l’arrivo con Danielle la nostra “host” e superiamo anche questo ostacolo. Bell’appartamento all’ottavo (!!!) piano un po’ lontano dal centro, ma abbiamo buoni piedi, noi. Il senso dell’orientamento un po’ meno. I venti minuti per raggiungere il centro sono diventati quaranta… Raggiunta la meta scopriamo che il Palais de l’Ile, il monumento simbolo di Annecy, è tutto impacchettato. Fotografiamo il resto ed andiamo a cena. Tra i ristoranti turistici scegliamo “Le Pichet”. Pesciolini fritti molto buoni. Al ritorno non ci perdiamo ma i minuti veri per arrivare non sono venti ma trenta, mai fidarsi dei proprietari degli appartamenti.

3 giugno: Col de Forclaz – Talloires – Menthon

Ci dirigiamo, su consiglio di un amico, al Col de Forclaz. Una bella salita da ciclisti medi (ma anche meno se credo che ce la potrei fare anch’io, ciclista da divano) e si arriva ai mille mt. del colle dove c’è un terrazzo con una vista sul lago spettacolare. Venite fin qui che la vista è appagante. Poco più su, sul monte Montmin, c’è un una rampa per il parapendio. Guardiamo questi temerari partire verso il nulla. Le foto con i paracadute colorati con il lago da sfondo vengono belle da sole. Scendiamo per cercare un posto per mangiare: andiamo a Taillores. Due panini e bivacchiamo nel bel parco sul lago. Abbiamo sbagliato i bagagli: niente costume, né telo da spiaggia. Vabbè: io stramazzo all’ombra di un albero e Laura “lucertola” al sole in biancheria (niente pizzi, biancheria confondibile con un costume). Che russata, ragazzi! Adesso puntiamo al castello di Menthon Saint Bernard, l’inventore dei cani con la grappa! San Bernardo, non il castello. È su uno sperone di roccia sul lago ed è stato rimaneggiato in tre periodi: Medioevo, Rinascimento e 19° secolo. La visita è in francese ed è guidata da ragazzi/e in costumi d’epoca. Non ho capito una parola… però era suggestivo. Sentiamo tuonare: usciti corriamo alla macchina in tempo per non bagnarci. Arrivati a casa mi preparo all’evento che ha quasi fatto saltare vacanza e matrimonio. Ora sto scrivendo ad evento finito. Abbiamo perso. Di nuovo

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