La mia piccola odissea tra Benguela e Luanda

Questo mio racconto di viaggio non vi da spunti pratici, idee o vi consiglia luoghi da visitare... Ha come intenzione quella di farvi vivere delle emozioni, le mie, di un viaggio organizzato al volo in un luogo impervio come e' ...

  • di lostman
    pubblicato il
  • Partenza il
  • Viaggiatori: da solo
 

Questo mio racconto di viaggio non vi da spunti pratici, idee o vi consiglia luoghi da visitare... Ha come intenzione quella di farvi vivere delle emozioni, le mie, di un viaggio organizzato al volo in un luogo impervio come e' l'Angola. Buona lettura.

Dopo aver passato un bellissimo Natale con la “direttora”, le due mie compagne di viaggio e qualche studente rimasto per le festivita' all’EPF Benguela, ho cominciato ad avere un mal di denti insopportabile, infatti la notte tra il 25 ed il 26 sono riuscito a chiudere occhio per non piu' di un paio d’ore e soltanto perche’ mi sono imbottito di antidolorifici. Ormai erano alcune settimane che soffrivo di questo mal di denti leggero, ma quella notte il dolore si e' moltiplicato facendomi patere le pene dell'inferno.

La mattina del 26 sono andato dalla Nancy per dirgli che avevo bisogno di un dentista, ed in Africa, trovare un buon dentista, e’ come trovare un oasi in un deserto, ce ne sono, ma non dietro l’angolo. La prima idea fu di andare da un dentista Egiziano in Lobito, paesino a pochi chilometri da Benguela, perche' senti che una sua amica tedesca ci ando' qualche tempo prima, telefono' alla Beatrice e capi' che era meglio cambiare dentista, Beatrice disse cose disgustose su quel dentista. Praticamente l'unico posto dove si potava trovare un dentista degno di questo nome e con qualche idea di igiene stava in Luanda.

La Nancy e’ stata al telefono dalle 10 di mattina fino alle 4 di pomeriggio per arrangiare bene il tutto. Il piano era: lei mi avrebbe dato i soldi, io sarei andato in bicicletta a dormire in citta’, alle 9.30 della mattina successiva avrei preso l’aereo per Luanda, una macchina dell’ADPP mi sarebbe venuta a prendere all’aeroporto, mi avrebbe portato in clinica, una volta curato il dente, avrei ripreso il primo aereo per Benguela, e verso sera sarei tornato all’EPF... Suonava molto bene, ma di questo piano non e’ andato in porto neanche la meta’ della meta’ (regolare... Sono in Africa!).

Allora, dopo aver preso i soldi, circa 300 euro, ma in kwanza(!!!) (avevo queste 300-350 banconote da 100 kwanza sparse per tutto il corpo, nel portafoglio ne ho messe appena 50, le altre erano o in borsa, o in tasca, o in un angolo delle mutande, le avevo messe in tutti i posti possibili, mi sembrava di essere un miliardario, ma erano solo 300 euro), ho preso la mia bicicletta per andare in citta’; non faccio neanche 300 metri, che si rompe qualcosa nella ruota di dietro, pedalavo, pedalavo, ma la ruota non girava; erano ormai le 18 ed il “meccanico” di Asseque aveva chiuso, bisognava andare in citta’ con la macchina. Telefoniamo ad Edgard, il contadino amico della scuola, ma la sua macchina si era rotta proprio quel pomeriggio... Unica soluzione e’ la macchina del progetto “vestuario”, telefoniamo e, stranamente, Agenes, tipa un po’ particolare, era di buon umore, ed ha accettato di venirmi a prendere senza problema.

Alle 21 viene a prendermi ed alle 22 siamo in citta’. Tutto sembrava volgere al meglio, quando arriva una telefonata, era l’ADPP di Ramiro (Luanda) che diceva che per l’indomani mattina non c’erano auto disponibili per me prima delle 16, percio' avrei dovuto prendere un taxi, andare in questa clinica (Clinica Mutamba dell'omonimo bairro), e poi da questa clinica telefonare a Karen, project leader dell'EPF di Ramiro in Luanda, e mettermi d'accordo con lei. Io dissi OK, non mi sembrava un gran problema. Faccio 2 chiacchiere con le persone presenti, vedo un po' la TV, gioco con il piccolo David, mi rilasso... Quando, ad un tratto, mi viene in mente il passaporto... IL PASSAPORTO!!!!! NOOOOO...Il passaporto era rimasto tra le quattro lamiere della mia camera da letto in Covaco

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Commenti
  1. Floriana Zennaro
    , 22/11/2010 21:05
    ciao, sono appena rientrata dall'Angola e ho gustato molto il tuo racconto, anzi direi che ti sono stata vicina. Data la mia paura del dentista non posso nenache immaginare a come avrei sopportato quello che ti è successo; un nostro volontario ci ha raccontato che il dentista ha fatto l'anestesia a 6 persone vicine in fila con la stessa siringa (ed ago)...e poi di seguito.

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