Da Benguela a Huambo

L'Angola e' un paese non facile da girare... Vi voglio raccontare un un viaggio in mini bus da Benguela a Huambo fatto ormai 3 anni fa ma sempre fresco nella mia memoria... Definirlo viaggio e' riduttivo... Avventura, esperianza... O anche ...

  • di lostman
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  • Viaggiatori: in coppia
 

L'Angola e' un paese non facile da girare... Vi voglio raccontare un un viaggio in mini bus da Benguela a Huambo fatto ormai 3 anni fa ma sempre fresco nella mia memoria... Definirlo viaggio e' riduttivo... Avventura, esperianza... O anche prova di forza... Sarebbero le espressioni giuste...

Questo viaggio e' stato il viaggio piu' assurdo e faticoso che abbia mai affrontato: 26 ore per fare meno di 400 Km in condizioni ai limiti della sopportazione umana... Ma andiamo per ordine.

Mercoledi' 24 Marzo, alla 6 di mattina, Tuire, Nunda ed io abbiamo lasciato la scuola e con il classico “carro” di Asseque pieno di signore che andavano al mercato a vendere chi una cesta di pomodori, chi un sacco di peperoni, ci siamo diretti al mercato di Caponte per prendere un “taxi” verso Lobito, luogo dove partono i “taxy” per Huambo. Finalmente dopo mesi in Benguela avevo la possibilita' di viaggiare un po' per l'Angola. Nell'ultimo periodo della nostra avventura africana c'e' il periodo chiamato di investigazione, il che significa andare in una qualsiasi citta' dove l'ADPP ha dei progetti, aiutare con qualche concreta azione progetti in atto (per esempio in Huambo ci dovrebbe essere una forte campagna antimalaria con la distribuzione di 1000 “mosquettero” nei “bairros” rurali della zona da parte dell'UNICEF e noi andiamo ad aiutare in questa operazione) e fare una investigazione a piacere: il titolo della nostra investigazione e' “lo sviluppo post guerra in Angola da un punto di vista igienico, sanitario, nutrizionale e della sicurezza”. Abbiamo scelto Huambo perche' e' una delle zone piu' colpite dalla guerra. Per questa investigazione gireremo ad intervistare i rappresentanti di altre Organizzazioni Umanitarie (UNICEF, OXFAM, CCF, Medicos do Mundo..) ed in fine scriveremo una relazione dei dati raccolti sperando sia utile all'ADPP per migliorare il proprio lavoro... Ma il mio sogno in Huambo e’ poter intervistare il responsabile o un qualsiasi lavoratore dell'associazione “THE HALO TRUST”, associazione che si occupa dello sminamento umanitario di tutta l'area...E perche' no, andare un giorno con loro e vedere sul campo e dal vivo come lavorano, so soltanto che e' un lavoro molto difficile e meticoloso.

Arrivati al mercato troviamo subito 3 posti in un “taxy” che va a Lobito, carichiamo i bagagli ed andiamo. Dopo neanche mezz'ora siamo al mercato di Lobito, qui compriamo qualche banana e qualche panino per il viaggio, troviamo un “taxi” che va per Huambo, concordiamo sul prezzo, 2000 Kwanza cada persona (20 euro) piu' 1000 Kwanza per i nostri bagagli, mi incazzo un po', ma questo e', e se vogliamo andare, questo bisogna pagare.

Questi “taxi” hanno 11 posti a sedere, piu' il conduttore, ed io pensavo che per un viaggio cosi' lungo ci saremmo attenuti alle norme, il conduttore infatti mi disse che in 9-10 ore saremmo arrivati a destinazione... MACCHE', siamo salito in quel cazzo di “taxy” in 16 persone, piu' una bambina molto graziosa che non ha fatto altro che pisciare sui pantaloni della madre dando all'arie un odore vomitevole e stantio, piu' tutti i nostri bagagli, alcuni dietro, alcuni avanti, alcuni sotto il sedile, alcuni ammucchiati in ordine sparso in qualche buchetto libero qua e la per il “taxy”, alla fine avevo un po' di spazio per allungare i piedi di qualche centimetro e girare la testa verso il finestrino alla mia destra per godermi il panorama, girarmi a sinistra era piu' complicato causa una canna da zucchero che percorreva il “taxy” in tutta la sua lunghezza. Alle 8 in punto partiamo. Finalmente, dopo giorni e giorni di problemi, il passaporto ci e' arrivato alle 20 della sera prima, i soldi per il viaggio alle 21 della sera prima e l'accompagnatore (noi non possiamo viaggiare da soli per motivi di sicurezza) lo abbiamo trovate alle 23 della sera prima, eccoci sulla strada verso Huambo. Il primo tratto di strada che collega Lobito a Bocoio e' brutto, ma conoscendo piu' o meno le condizioni delle strade angolane, accettabile. L'autista guidava in modo aggressivo e spesso pericoloso, cercando di schivare all'ultimo momento le buche facendo prendere in questo modo al furgoncino delle grandi imbarcate. Dopo 2-3 ore di viaggio, poco prima di arrivare a Bocoio, sento che l'autista parla col suo accompagnatore dicendogli che il furgoncino ha qualche problema: l'impianto dell'acqua di raffreddamento del radiatore non lavora bene e quindi il motore si surriscalda (questo e' quello che ho capito!). Ci fermiamo a Bocoio e l'autista, il suo assistente ed una specie di meccanico sull'ubriaco andante, cominciano a riparare il danno: strumenti di lavoro, 3 chiavi inglesi, qualche vite, un fil di ferro ed uno straccio. Nell'attesa faccio un giretto per il paese e scopro che qui hanno un mezzo di trasporto originalissimo: una specie di bicicletta fatta di legno, senza pedali, con addirittura le ruote fatte di legno, e spesso neanche perfettamente circolari!! quando trasportano materiale in discesa salgono sopra, quando lo trasportano in salita spingono. Questo mezzo sostituisce il “carro de mão” (carriola), sicuramente qui tutta questa tecnologia non e' ancora arrivata

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