La via delle Ande

Tour di gruppo tra i colori e i sapori di Perù e Bolivia

  • di antocimani
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Oltre 3000 euro
 

La via delle ande

Il viaggio in Perù è stato uno di quei viaggi tante volte pensati ma sempre rimandati vuoi per il tempo, vuoi per il costo, vuoi anche perché il problema dell’altitudine e il soroche ci spaventavano. E’ arrivato però un momento in cui la voglia di fare ‘il viaggio della vita’ ha preso il sopravvento, e cosi siamo partiti. Ci siamo rivolti ad un tour operator on line specializzato in America Latina, dopo aver fatto svariate ricerche in internet, consultato cataloghi e agenzie di viaggio. Il giro proposto era molto simile a quelli classici ma si aggiungeva la chicca della puntatina in Bolivia. Abbiamo preso accordi via mail, completato l’iter burocratico di passaporti ed assicurazioni, fatto i bonifici e ricevuto puntualmente a casa voucher, tickets elettronici ed una guida turistica. Nonostante il costo elevato n’è valsa veramente la pena e il viaggio, questa volta più che mai, ci ha cambiati e ci ha arricchiti di racconti, parole, persone, odori, sapori, colori.

Siamo partiti da Bari con voli di linea Alitalia per Roma e da qui abbiamo proseguito per Caracas. Sapevamo che Roma sarebbe stato il punto di partenza anche degli altri partecipanti al viaggio ma non sapevamo chi fossero. Li abbiamo conosciuti via via, i primi in aereo, gli altri al ritiro bagagli, altri ancora all’uscita. Eravamo in 9, e per noi si trattava del primo viaggio di gruppo.

Il volo è stato molto confortevole, ci hanno servito i pasti e lasciato coperte, calzettoni monouso, tappini per le orecchie e mascherine. A Caracas, benché siamo in transito ci obbligano a uscire e rientrare dal gate per pagare le tasse di ingresso al paese. La mia valigia, intanto, non c’è. Ripartiamo per Lima con la Lan che ci sorprende per puntualità e comfort. Come da programma, nel parcheggio dell’aeroporto Jorge Chavez, ci aspetta il furgoncino del corrispondente locale con a bordo la guida che ci accompagna in hotel, zona Miraflores. Andiamo a letto distrutti dalle ore di percorrenza e dal fuso orario ( -7 ore). Stranamente però svegliarsi non è affatto difficile. Per colazione, le prime specialità peruviane come la yucca fritta e il primo scambio di informazioni con il gruppo. Si parte, dunque, in direzione della riserva naturale di Paracas.

A metà strada circa visitiamo il sito archeologico di Tambo Colorado, nella valle di Pisco. Si tratta di un complesso inca molto ben conservato che deve il suo nome ai colori sgargianti dei suoi muri ancora quasi perfettamente visibili grazie al clima caldo e asciutto. Si pensa che sia stato usato dagli Inca come quartiere amministrativo e posto di controllo lungo la strada principale che univa la costa alle alture interne. Dopo l’ingresso al piccolo museo proseguiamo per Ica e per l’oasi di Huacachina, che purtroppo noi non ci godiamo perche veniamo accompagnati in uno pseudo centro commerciale per rifornirci di biancheria e di qualche felpa. Gli altri si divertono con il sandyboarding e con i tubolares, lanciandosi a gran velocità giù dalle dune. Arriviamo in hotel e siamo accoltidalle zanzare ma la cena è discreta. Paracas è una città costiera ma noi vediamo solo il lungomare dal quale, la mattina seguente ci imbarchiamo alla volta delle Islas Ballestas, paradiso di leoni marini e pinguini di Humboldt edi circa 200 altre specie di fauna marina, volatile e acquatica. Nonostante il tempo non fosse dei migliori, dalla lancia si vede molto bene anche la grande ed enigmatica figura del candelabro incisa sul versante della montagna. Pranzo a base di ceviche e poi proseguimento per Nasca. Questa è una tappa molto attesa da tutti perche include il sorvolo delle linee. Già strada facendo, appena giunti nei pressi del deserto il minivan fa una sosta e la nostra guida ci invita a salire sulla torre mirador per scorgere i primi disegni: le mani e l’albero. Ci fermiamo anche ad ammirare i pozzi di Cantalloc, costruiti dalla civiltà preincaica dei Nazca circa 1500 anni fa.

Dopo la cena in hotel, un'antica hacienda ristrutturata ma che ha mantenuto tutto il suo fascino (Hotel Majoro), raggiungiamo il centro. Facciamo un giro e qualche acquisto e poi rientriamo preparando, con cartine e mappe, la nostra avventura dell’indomani. Arriviamo al Marie Reiche, un’unica pista per una decina di monoplani ad elica, abbastanza presto, prenotiamo il nostro velivolo e ci mettiamo in coda. Il tempo passa e noi iniziamo a spazientirci per l’attesa, anche perche abbiamo l’autobus di linea per Arequipa prenotato per le 14.00

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Commenti
  1. davovad
    , 16/10/2014 16:39
    Il Lago Titicaca non è il lago più grande del mondo, nemmeno il più alto. È il lago navigabile più alto del mondo.
    L'etnia uro è diversa dall'etnia aymara. Gli uros si sono estinti, e quelli che adesso chiamano così sono in realtà aymara che si spacciano per tali, vivono sulle rive del Lago e vanno alle isole galleggianti per "lavorare".
    La Piazza principale di La Paz non si chiama Plaza de Armas, come in Perú, bensì Plaza Murillo

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