Partenza il 28/8/2017 · Ritorno il 7/9/2017
Viaggiatori: 2 · Spesa: Da 1000 a 2000 euro

Andalusia zaino in spalla

di Pikalandi - pubblicato il

Una settimana e mezzo di tour zaino in spalla tutto attorno all'Andalusia: dall'eleganza di Siviglia e Cordova, ai panorami di Granada e Malaga, scendendo poi dove Africa ed Europa arrivano a sfiorarsi tra onde, caldo, pesce fritto e tanta allegria

Come ogni anno, i preparativi delle vacanze estive mie e della mia ragazza iniziato già sul finire dell’inverno, quando dopo aver scelto la meta (Andalusia) ed aver prenotato i voli a/r su Siviglia, l’organizzazione è partita. Undici giorni per attraversare zaino in spalla città, montagne, mari e oceani; presi i biglietti di bus e treni, riservata un’auto a noleggio da prendere a Malaga e prenotati tutti i pernottamenti perché, soprattutto sulla costa oceanica i posti letto non sono moltissimi e meglio andare sul sicuro… e poi finalmente si parte!

SIVIGLIA E CORDOVA

Arriviamo a Siviglia in serata presso il consigliatissimo e centrale Hotel Patio de las Cruces (40€ la doppia), giusto in tempo per vedere la Giralda illuminata per la notte e per provare le prime tapas alla celebre Bodega Santa Cruz, sorseggiando tinto de verano, la bevanda più famosa della regione a base di vino rosso e gazzosa al limone. Il mattino dopo la visita della capitale andalusa inizia dalla grande Plaza de Espana dove ammiriamo i tanti disegni di piastrelle colorate, e proseguendo verso il fiume Guadalquivir risaliamo poi verso la Torre de Oro che si staglia chiara sul cielo blu limpidissimo. I biglietti acquistati online ci permettono poi di saltare la coda di accesso al Real Alcazar, dove incontriamo per la prima volta le coloratissime azulejos andaluse: diversamente dal Portogallo dove in esse dominano le tonalità del blu, in Andalusia le tipiche piastrelle venivano realizzate praticamente di tutti i colori. La visita dell’intricato palazzo e annessi giardini richiede circa un paio d’ore, trascorse a guardare i bei soffitti decorati delle grandi stanze, e passeggiare nei lussureggianti giardini; un appunto: non dimenticatevi di visitare gli antichi bagni sotto il palazzo, anche se poco indicati nella mappa del complesso. Usciti dall’Alcazar ci si trova proprio di fronte alla Cattedrale su cui svetta la Giralda; anche qui coi biglietti acquistati online entriamo da un accesso dedicato accedendo all’imponente chiesa, tra le più grandi al mondo, in cui tra le altre cose si trova anche la tomba di Cristoforo Colombo. Visitato l’edificio, saliamo sul grande campanile, da cui si gode un’ottima vista su tutto il centro storico di Siviglia.

Nel tardo pomeriggio prendiamo il nostro treno per Cordova, nuovo e puntuale, e dopo poco più di un’ora ci ritroviamo in una città molto differente da Siviglia, con meno traffico e più silenzi. Pernottiamo all’NH Cordoba Califa, interessante soluzione low-cost per chi arriva in città in treno/bus, in quanto si trova a metà strada tra stazione e centro storico della città, alle porte della Juderia, il quartiere ebraico. Raggiungiamo quindi il bellissimo ponte romano sul Guadalquivir, e ci fermiamo nei dintorni per ammirarlo e passeggiarci sopra prima con le luci del tramonto e poi col primo buio, osservando sullo sfondo la grande sagoma illuminata della Mezquita. L’atmosfera serale di Cordova è molto rilassante, ceniamo su un tavolino per strada presso il ristorante La Tata che ci riserva una cena buona ed abbondante a base di empanadas al tonno, jamon con paprika dolce, patate e polipo a 15€ in due, con bottiglia di vino inclusa.

La mattina successiva sveglia presto perché dalle 8.30 alle 9.30 la visita alla Mezquita è sempre gratuita, e soprattutto non c’è ancora la ressa di visitatori in arrivo da Siviglia durante la giornata. La Mezquita è bellissima, enorme ed affascinante e senza accorgercene trascorriamo un’oretta al suo interno, sotto ai celebri archi con le strisce rosse. Usciti dalla Cattedrale ci dirigiamo all’Alcazar de los Reies Cristianos, dimora principesca vicino al Guadalquivir di cui apprezziamo molto il panorama dalla torre di guardia ed il bellissimo giardino monumentale. Dedichiamo infine le ore che ci separano dal nostro bus (compagnia ALSA, biglietti comprati online in anticipo e servizio impeccabile) alla visita delle piazze centrali della città, partendo dalla colorata Plaza de la Corredera e dal mercato adiacente, passando vicino ai resti del Tempio Romano fino all’elegante Plaza de las Tendillas, attorno alla quale si sviluppa la parte più moderna del centro. Lasciamo Cordova un po’ malinconici, in quanto la città ci è piaciuto davvero molto ed ha superato le nostre seppur alte aspettative.

GRANADA E L’ALHAMBRA

Arriviamo nel centro di Granada su bus urbano scendendo alla fermata dietro l’enorme Cattedrale per raggiungere il centralissimo Hotel Inglaterra (consigliato per prezzo e posizione) e subito dopo camminiamo per il centro della città, muovendoci poi da Plaza Nueva lungo la Carrera del Darro, la via che separa l’Albacin dalla rupe dell’Alhambra e da un fiumiciattolo attraversato da qualche ponte di pietra. Ormai verso l’ora del tramonto saliamo verso Mirador San Nicolas, il punto panoramico più celebre della città e da cui si gode la migliore vista sull’Alhambra, che vediamo prima tutta colorata di rosso dalle luci di fine giornata e poi, dopo aver aspettato il calare della notte in mezzo alla tanta gente presente, con le luci artificiali nel buio, ancora più suggestiva. In serata mangiamo un ottimo fritto di pesce presso il caratteristico Bar Casa Julio e camminiamo un po’ nella movida della zona tra Calle Elvira e l’Albacin, dove tutti i giovani di Granada passano la serata tra vino tinto e nerghilè, ma non possiamo fare troppo tardi: domani l’Alhambra ci attende, e per questo ritiriamo il biglietto comprato online presso la banca CaixaBank come indicato sul sito.

Sveglia di buon mattino e camminiamo verso la fortezza, iniziando dall’accesso prenotato per le 8.30 ai Palazzi Nasridi; questi ultimi sono la parte più celebre, bella e meravigliosa dell’Alhambra, ed al mattino presto si può godere del non eccessivo afflusso turistico in questo splendido susseguirsi di sale e soffitti decorati. Una volta visitato tutto il primo complesso si può accedere all’Alcazaba, l’imponente castello militare sulla rupe che domina la città e godere di un panorama perfetto sulle bianche case dell’Albacin e su tutta la città, di cui solo da lassù si può capire la grande estensione. Ultima parte della visita sono i giardini e la residenza di Generalife, immersi in viali verdi, fiori e giochi d’acqua; la mattinata è passata veloce, la visita all’Alhambra ci ha richiesto più di 4 ore e probabilmente ci si sarebbe potuti intrattenere ancora oltre, ma decidiamo che è stato sufficiente. Scendiamo così dalla rocca, giriamo ancora in centro fermandoci a pranzo in un ristorante di specialità arabe, e prendiamo nuovamente un bus ALSA, questa volta verso Malaga, finalmente verso il mare.

MALAGA E IL CAMINITO DEL REY

Neanche il tempo di posare i bagagli all’Ibis Centro Ciudad hotel (buona sistemazione per chi gira in auto) che abbiamo già indosso costume e infradito e prendiamo il bus urbano per la Malagueta, la lunga spiaggia di Malaga, in cui facciamo qualche tuffo, ci rilassiamo finalmente un po’ aspettiamo il tramonto; il mare e la sabbia non sono assolutamente nulla di speciale, ma la comodità di avere una spiaggia così praticamente in centro città è molto apprezzata dagli abitanti e si vede da quanti la frequentano. Malaga è decisamente affollata come città ed il centro è pieno di locali un po’ troppo acchiappa-turisti, così scegliamo invece di cenare presso La Peregrina Centro, tapas bar di pesce affollatissimo da locali in vena di far festa, mangiando una buonissima freidura malaguena di neonata ed alici accompagnata da caraffa di tinto de verano, con conto irrisorio.

Il mattino dopo ritiriamo l’auto a noleggio e viaggiamo per un’oretta in direzione Ardales/El Chorro, verso l’accesso nord del Caminito del Rey; il Caminito è un percorso pedonale in un canyon naturale, diventato celebre a causa della pericolosità e degli incidenti che spesso si verificavano tra gli escursionisti “clandestini” che lo percorrevano, in quanto il Caminito era chiuso fino a pochi anni fa, prima che un’imponente opera di messa in sicurezza lo riaprisse per tutti. Biglietti acquistati online un mese prima perché i posti sono limitati e finalmente ci incamminiamo per 7 chilometri bellissimi e mozzafiato, letteralmente a strapiombo su cascate, gole e rupi. Scattiamo tantissime foto, attraversiamo un ponte sospeso e mangiamo un panino in mezzo agli alberi affacciati ad un lago azzurrissimo; sembra così strano che soltanto il giorno prima fossimo a visitare l’Alhambra ed il pomeriggio prima ci stessimo tuffando al mare, ma questa è l’Andalusia ed è proprio il bello di questo viaggio.

Rientrati a Malaga ci dirigiamo in auto al Castillo Gibralfario, la fortezza che sorveglia Malaga da una collina e dalle cui mura è possibile vedere tutta la città: dalla lussuosa zona dei porti privati di barche a vela, alla plaza de toros, fino alla grande cattedrale. Ultima mattina a Malaga e solo un salto veloce in centro per dare un’occhiata “a scrocco” all’interno della Cattedrale tra una funzione e l’altra, e un paio di foto all’Alzacaba e al teatro romano; ultima tappa imperdibile il vivace Mercado Atarazanas, autenticissimo mercato dai banchi stracolmi di pesce, frutta e verdura, crostacei e jamon.

GIBILTERRA, TARIFA E TANGERI

Facciamo scorta di acqua, pane e jamon e partiamo in direzione Sud, percorrendo la Costa del Sol in direzione Linea de la Concepcion, cioè la frontiera per Gibilterra; l’ideale è lasciare la macchina nei grandi parcheggi a pagamento sul lato spagnolo e varcare la dogana a piedi, evitando così le lunghe code dei transfrontalieri. Avendo già acquistato online il biglietto per la funivia sulla rocca della piccola nazione, usufruiamo della navetta gratuita fino alla base di partenza e saliamo sull’impianto, che in pochi minuti ci porta alla quota di 600 metri da cui si dovrebbe vedere un panorama molto bello, a patto di godere dei pochi momenti in cui sulla rupe di Gibilterra non sosta nessuna nuvola in stile Fantozzi. La rocca non è affatto tenuta bene e poco valorizzata, più trasandata che decadente, ma qui si sale principalmente per osservare le vere padrone di casa: le uniche scimmie in libertà nel continente Europeo; dalle più grandi è meglio girare al largo e limitarsi all’osservazione ed alle foto, mentre le più piccoline si possono accarezzare ma senza mai mostrare cibo… se no scatta l’assalto!

Dopo un’oretta molto divertente scendiamo con la funivia e ci incamminiamo per Main street, in un’atmosfera che sembra più Liverpool che Penisola iberica, con le signore che prendono il tè delle cinque e le cabine telefoniche rosse. Torniamo a piedi in Spagna, e dopo un’ora di auto arriviamo a Tarifa (punto più meridionale dell’Europa continentale), la città del vento affacciata da un lato sul Mediterraneo e dall’altro sull’Oceano, verso cui andiamo a goderci uno dei tramonti più belli mai visti nella nostra vita, sull’infinita spiaggia di sabbia finissima smossa dal forte Levante tanto amato da chi pratica kite-surf. Alla sera una passeggiata veloce nel piccolo centro storico e per cena abbondantissimo ed economico risotto ai frutti di mare servito direttamente nella pentola, segnale inequivocabile che ancora una volta l’atmosfera della nostra vacanza è già cambiata totalmente.

Il mattino seguente ci dirigiamo alla spiaggia di Bolonia, una delle più celebri del litorale grazie alla presenza di una grande duna di sabbia; alle 10 del mattino non c’è ancora nessuno, l’acqua è ancora decisamente fredda e per gli orari spagnoli è prestissimo, quindi ci godiamo vuota questa lunghissima spiaggia sferzata dal vento. Prima di lasciare la spiaggia ci incamminiamo per salire la duna la cui cima sembra molto vicina e facile da raggiungere, ma in realtà richiede almeno venti minuti di faticosa salita sotto il sole cocente; la vista da lassù e le belle foto scattate però ripagano il sudore. Torniamo a Tarifa e prendiamo il motoscafo veloce FRS per Tangeri, che in un’oretta collega la Spagna a Tangeri in Marocco; il mezzo è moderno e rapido, il biglietto a/r infatti è abbastanza costoso (60€) ma comodo ed in un attimo sbarchiamo. Nella nostra visita a Tangeri siamo stati sfortunati perché di domenica molti negozi sono chiusi, soprattutto quelli nella Medina, mentre noi immaginavamo la chiusura fosse di venerdì. Nel complesso la città è portuale più che turistica, ha alcune parti carine mentre altre meno, sicuramente è autentica: caotica e non certo pulita, abbiamo preferito la parte nuova nei dintorni di Grand Socco rispetto alla parte vecchia di Petit Socco, la tanto rinomata Kasbah non ci ha detto alcunchè mentre la parte della città a strapiombo sul mare è carina, nella zona del caffè Hafa; proviamo il famoso tè alla menta, compriamo datteri e spezie e quando scende il buio torniamo con la nave in Spagna. In definitiva e visto il costo non certo ridotto, la gita di mezza giornata a Tangeri la consiglio solo a chi è fortemente attratto di “fare un salto” in Marocco, ma quello autentico e non certo turistico, sicuramente però non di domenica.

CONIL DE LA FRONTERA E CADICE

L’ultima parte della vacanza è quella dedicata al relax sole e mare. Dopo un’altra notte a Tarifa, passiamo una bellissima giornata a Zahara de Los Atunes presso la località Altlanterra, dove troviamo il mare più tiepido, la sabbia più chiara e bella e non troppo vento: sicuramente la spiaggia che abbiamo preferito. Sulla strada deserta tra campi secchi e pale eoliche è obbligatoria una sosta a Vejer de la Frontera, uno dei pueblos blancos più famosi di Spagna perfettamente visibile dal belvedere di fronte, dove è possibile scattare bellissime fotografie. Proseguiamo per Conil de la Frontera, paesino di mare e abbastanza turistico ma molto carino e pieno di vita; soggiorniamo presso l’hotel Oasis Atalaya (comodissimo per l’auto e vicino al centro), ammiriamo dalla spiaggia un tramonto infinito ed infuocato ed a cena evitiamo i tanti ristoranti con menù turistico dirigendoci invece alla freidura (friggitoria) Zapola, per quella che sarà la miglior cena della vacanza: qui padre, madre e figlio friggono in tempo reale freschissimi pesci appena pescati sull’Atlantico, offrendo gratis bibite e birra in quantità; con 16€ in due mangiamo in gran quantità calamari fritti, gamberoni e egli eccezionali bocconcini di tonno fritto, sicuramente la pietanza più buona assaggiata in questo viaggio.

Il giorno successivo ci dirigiamo prima a Cabo Trafalgar, luogo della famosa battaglia navale tra gli inglesi dell’ammiraglio Nelson e la flotta franco-spagnola di Napoleone, oggi bellissima scogliera sorvegliata da un grande faro, da cui è possibile fotografare le lunghissime spiagge oceaniche attorno. Trascorriamo la giornata di mare nell’adiacente spiaggia di Los Canos de Meca, rimettendoci in marcia nel tardo pomeriggio in direzione Cadice, capoluogo della provincia atlantica dell’Andalusia.

La Pension Cadiz è buonissima soluzione per qualità/prezzo e posizione nel centro storico ma comunque vicino ai grandi parcheggi a pagamento della città, poiché la parte centrale di Cadice è un labirinto di viuzze pedonali off-limits alle auto. Andiamo a vedere un bellissimo tramonto alla spiaggia cittadina della Caleta, set di diversi film passati tra cui un 007, e muovendoci tra la tanta gente in giro e dopo aver incrociato una pittoresca processione mariana, raggiungiamo il bar El Laurel per una buonissima cena a base di tapas di pesce e salmorejo. Ma è al mattino seguente che Cadice ci rivela quanto a queste latitudini la vita sia diversa da quella a cui siamo abituati anche nelle grandi città: i ritmi lenti, il caldo ed il mare, il rinnovato mercato centrale con tanta gente a comprare verdure e pesce fresco, frullati di frutta e churros fritti al momento; Cadic e ci ha conquistati. Concludiamo la visita turistica visitando i resti fenici sotterranei di Gadir (entrata gratuita su prenotazione, consigliato essere lì all’apertura delle 10), la facciata e la cupola della Cattedrale e Plaza de San Juan de Dios. Passiamo qualche ora presso Playa Cortadura, ai confini sud della città e la macchina riparte in direzione Siviglia, dove l’indomani ci attende a malincuore il volo di ritorno.

Nell’ultima sera nella capitale andalusa saliamo a vedere il tramonto dalla moderna scultura gigante del Metropol Parasol, da cui si vede ogni cosa della città. Il mattino seguente torniamo a fare qualche altra foto in Plaza de Espana, ci rilassiamo girando nel grande parco de Maria Luisa e poi ci indirizziamo verso l’aeroporto.

CONSIDERAZIONI FINALI

La vacanza ci è piaciuta moltissimo ed abbiamo apprezzato come in distanze molto ridotte continuassimo a scoprire atmosfere diverse da un giorno all’altro. Siviglia attrae per i grandi monumenti e per la sua fama, Cordova è un gioiellino che si scopre soprattutto passeggiando di notte lungo il ponte romano, oltre ovviamente all’interno della Mezquita che è bellissimo; Granada alla sera è divertente, mentre di giorno la visita all’Alhambra stupefacente ad ogni nuova stanza e nuovo scorcio, mentre invece Malaga è grande e più turistica. Abbiamo incluso il Caminito del Rey nel tour, a discapito di tappe come Ronda e Marbella, e siamo stati totalmente soddisfatti dalla scelta fatta, così come di bypassare l’affollata e cementificata Costa del Sol dirigendoci direttamente a Gibilterra, e poi Tarifa. Delle considerazioni su Tangeri ho già detto, mentre trascorrere qualche giorno di relax tra Tarifa, Conil, Zahara e Cadice fa scoprire l’oceano della Costa da Luz, le vaste spiagge ed il pesce fresco in quantità.

Prenotando tra aprile e maggio tutto (voli, auto, bus, hotel), abbiamo visitato praticamente tutti i monumenti principali, acquistando sempre online in anticipo per risparmiare tempo ed assicurarci posto nelle attrazioni sempre piene, come l’Alhambra ed il Caminito; si è anche rivelata azzeccata di girare con bus e treni le città dove l’auto è inutile, cioè Siviglia, Cordova e Granada, mentre da Malaga l’auto diventa fondamentale.

Abbiamo mangiato sempre in posti tipici, nelle città principalmente tapas mentre sul mare soltanto pesce, con spese a persona sempre tra gli 8 ed i 15€, per un totale costo della vacanza di poco più di 1.000€ tutto compreso; e ripensando a tutto quello che abbiamo visto, è stata davvero un’ottima vacanza che consiglio a tutti.

di Pikalandi - pubblicato il