Alla scoperta delle splendide città andaluse

Malaga, Granada e Cordova: città ricche di storia, di tradizioni e di allegria... e che la presenza araba ha reso imperdibili

  • di battirena
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 500 a 1000 euro

Noterelle Dall’aeroporto il centro di Malaga (Paseo del Parco) si raggiunge con il bus A, ma c’è anche il treno C1. Per la stazione dei bus, sempre dal Paseo, si può prendere il 19 o altri. Si dorme presso Hotel Casa de la Mercedes vicino al teatro Cervantes. Piccolo e tranquillo : può andare. Si cena alla taberna El Piyayo (ottimo fritto di pesce) e a Casa Lola (buonissime tapas) entrambi in Calle Granada con meno di 20 € (in due!).

Purtroppo dobbiamo lasciare Malaga e lo facciamo con un po’ di dispiacere come ci capita quasi sempre quando partiamo. Ma ci aspetta Granada… La raggiungiamo viaggiando su un comodissimo bus ALSA e percorrendo veloci autostrade gratuite. La moderna stazione autobus di Malaga è a un passo dalla modernissima e polifunzionale stazione Renfe: da vedere!

GRANADA

Il viaggio dura meno di due ore ed è piacevole: prima si attraversa una porzione del parco naturale Montes de Malaga poi dolci colline dove gli olivi sono a perdita d’occhio. Con il bus 3 appena fuori dalla stazione bus si raggiunge facilmente il centro. Noi ci siamo fermati alla fermata Catedral sulla Gran Via de Colon. A due passi, in una stradetta parallela (calle Elvira), lasciamo i bagagli alla Posada del Toro. Granada è una città che offre molto ai visitatori in particolare perché fu l’ultimo baluardo arabo in Spagna e cadde in mano dei Re Cattolici (quelli di Cristoforo Colombo) solo nel 1492. Qui si trova la più conosciuta e importante testimonianza della civiltà araba in Europa: l’Alhambra, il palazzo rosso ! Infatti Granada, dove vivevano abbastanza tranquillamente anche Ebrei e Cristiani era una delle città più popolose e prospere d’Europa raggiungendo nel XIV secolo i 350.000 abitanti. L’Alhambra sovrasta la città: la collina scende verdeggiante verso il Realejo, il quartiere ebreo. Dall’altra parte a picco sotto le mura, si trova il Rio Darro scavalcato il quale si sale la collina del quartiere arabo: l’intrigante Albayzin. Più in alto il Generalife. Già l’ambientazione non è male. I minibus C 3, da p.za de Isabel con il monumento di Colombo che spiega alla regina la sua idea, vi condurrà alla biglietteria e all’ingresso dell’Alhambra. L’ingresso è aperto, ma la visita ai palazzi Nazaries dovrà essere eseguita in orario assegnato. Il biglietto si può acquistare via internet (come abbiamo fatto) scegliendo la fascia oraria preferito, ma si dovrà passare dalla biglietteria per la conversione. Andate presto la mattina onde evitare notevoli file (penso che in alta stagione sia un problema)! Molto utile e ben fatta l’audioguida. Sconti per i “vecchietti”! Noi abbiamo cominciato la visita dal Generalife (palazzo e giardini) che sarebbe poi la residenza estiva degli emiri e che si trova fuori delle mura. Come si faceva al tempo degli arabi anche adesso, tra il Generalife e le mura si coltivano ortaggi di tutti i tipi in perfetti filari. Nell’ Alhambra poi c’è un po’ di tutto: la fortezza dell’Alcazaba con la torre della Vela e i quartieri d’abitazine, un villaggio, la chiesa costruita sulla moschea, i bagni arabi, il convento di S.Francesco e il grandioso palazzo quadrato fatto costruire da Carlo V con un bellissimo cortile rotondo e un bel museo. Ma il gioiello è naturalmente il palazzo Nazaries con il suo cuore che è il Patio dei Leoni. Bisogna visitarlo con calma, soffermarsi ad ascoltare il fruscio delle acque, osservare i particolari ed immaginare come doveva svolgersi la vita entro queste splendide sale. Non c’è descrizione che non occupi diverse pagine, quindi… visitatelo! Per tornare in città siamo scesi per la stradetta acciottolata che scorre sotto le mura e si precipita sulla Carrera del Darro. A proposito del Darro: è un piccolo rio di che s’incunea tra l’Alhambra e l’Albayzin, il quartiere arabo. Una passeggiata lungo il suo corso partendo da piazza Nueva è indispensabile

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