Amsterdam, la voce dell'Olanda

Pasqua sulle tracce di Anna Frank, passeggiando tra i canali e poi... un salto fuori città

  • di Stefano85
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro
 

La lettura del “Diario di Anne Frank” pochi mesi prima, unita alla mia voglia di girare l’Europa ogni anno, hanno alzato a dismisura il desiderio di visitare Amsterdam, da amante delle città che sono, per così dire, “grandi classiche” europee. Non ero mai stato in Olanda e preferendo in particolare visitare spesso il Nord Europa, non poteva esserci destinazione migliore.

Partiamo, io e la mia ragazza, la mattina di venerdì 25 marzo (peraltro il giorno del mio compleanno!) per restare nei Paesi Bassi fino a lunedì 28, per tutta la durata della tre giorni pasquale. Decidiamo di partire da Milano, volo easyjet, alle 11.35 del mattino, trascorrendo lì la notte precedente e usufruendo del Malpensa Shuttle (prenotato in anticipo sull’apposito sito al costo di 16 euro a persona a/r) che in cinquanta minuti porta dalla stazione centrale direttamente a Malpensa, fermandosi prima all’entrata del terminal numero due e poi al numero uno. Atterriamo puntuali alle 13.15 e subito in aeroporto facciamo la Travel Card valida per tre giorni al costo di 25 euro. In alternativa si può fare la “I amsterdam” ma mi sembrava avesse un costo eccessivo per ciò che dovevamo fare. Il mio consiglio è comunque di informarsi bene, va detto in ogni caso che queste travel card fatte sul posto (10, 15, 25 euro a seconda di uno, due o tre giorni) sono molto comode e pratiche, valgono sia sulla metropolitana che sui tram.

Da Schiphol partono diversi Intercity per la città, noi dobbiamo scendere ad Amsterdam Zuid, un’altra stazione cittadina, per salire sulla metro 51 che ci porterà al nostro albergo, prenotato su Booking: un Holiday Inn Express a Zwaansvliet, numero 20. Il capitolo albergo ci ha soddisfatto pienamente: pulizia, eleganza, variegata colazione, più che discreto per una coppia che vuole comodità ma senza strafare. Inoltre la zona è assolutamente tranquilla, essendo l’albergo circondato da viuzze strette e diversi parcheggi. Il tram inoltre ci scarica proprio nel viale che interseca la nostra via; possiamo vedere l’hotel direttamente da dentro il vagone, per cui ottimo anche per la vicinanza con la pensilina dei mezzi pubblici.

Intorno alle 15.30 usciamo e finalmente andiamo alla scoperta della città di Gullit, Rembrandt e Anne Frank. Il tempo è discreto, nuvoloso ma non freddissimo; ci dirigiamo subito in centro scendendo a Nieuwmarkt col suo mini-castello al centro, sede di un ristorante orientale, portandoci subito in piazza Dam dopo aver attraversato i bellissimi vicoli circostanti. In Piazza Dam troviamo il palazzo reale, il museo Madame Tussauds e un grande obelisco che la caratterizza. Nel frattempo le nuvole lasciano piano piano spazio a un radioso sole fino a quando si arriva addirittura ad un cielo azzurro terso… la primavera è arrivata anche nel cupo nord! Proviamo subito a buttare un occhio in Prinsengracht, ma per entrare nell’alloggio segreto della famiglia Frank e dei loro co-inquilini la fila è decisamente troppo lunga. Avevamo comunque già pianificato di alzarci presto l’indomani per poterla visitare, non avendo potuto prenotare i biglietti on-line (scelta fortemente consigliata dato il pienone costante). Giriamo intorno alla Westerkerk, la chiesa che lei cita spesso nel diario, dove si può trovare la statua di Anna proprio ai suoi piedi. Dopo un veloce hot-dog è il momento di puntare alla “Museumplein” ossia il luogo che racchiude il Rijksmuseum e il museo di Van Gogh, entrambi vicini. Attraversiamo il primo arrivando nel grande piazzale dove è stata poggiata la scritta “I amsterdam”, su cui si fa a gara a farsi fotografare. Davanti, un piccolo bacino d’acqua e un grande prato verde. Dopo una sosta, qualche scatto e la visita allo shop dello Stadjik Museum, altro componente del quartiere dei musei, è il momento di visitare il Van Gogh museum, biglietti alla mano. Stavolta la prenotazione è andata a buon fine e data l’apertura del venerdì fino alle 22, decidiamo di visitare il museo alle ore 20. Il costo è di 17 euro e si può agevolmente prenotare direttamente sul sito del museo. Questo luogo mi ha sorpreso molto, non tanto per le opere, non essendo un esperto d’arte non mi dilungo, nonostante ami sempre vedere quadri in una città europea, ma per la vivibilità del luogo: nell’atrio d’ingresso c’è un grande bancone da cui consumare alcolici e analcolici, una scalinata utilizzata a un certo punto della serata per una mini-sfilata di abiti, e un’altra sala riservata alla musica, con l’esibizione prima di un pianista e poi di un gruppo di cantanti. Si poteva girare tra i quadri dello sfortunato poeta olandese e intanto apprezzare l’acustica del luogo, al contrario di molti musei più “ingessati”. Il museo è molto grande ed oltre alle opere dell’artista troviamo diversi cimeli e anche quadri di artisti sia da cui lui ha preso spunto, sia di artisti che a lui si sono ispirati dopo la sua morte. E’ consentito fare fotografie. Al termine della visita su Amsterdam è scesa la sera; dopo un veloce spuntino ci rechiamo in camera per un buon sonno, dato che l’indomani ci aspetta una sveglia precoce: c’è da mettersi in fila per entrare alla casa di Anne Frank

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