In giro per Amsterdam

Weekend lungo in città tra musei, quartieri e campeggio

  • di CTI75
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 4
    Spesa: Fino a 500 euro
 
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1°GIORNO

Arriviamo al Camping Zeeburg a tarda sera ma per fortuna riceve fino alle 22 (costo eur 39 x notte). Il campeggio è grande e molto bello, almeno a me piace, pieno zeppo di tende e di ragazzi di tutte le nazionalità… Sono troppo contenta: finalmente sono ad Amsterdam!

2° GIORNO

Tiriamo fuori le bici pronti a partire ma cosa accade: piove. Quindi a malincuore decidiamo di muoverci con i mezzi pubblici. Il ticket giornaliero (euro 7) è davvero comodo e lo si acquista anche alla reception del campeggio. Facciamo colazione al market con delle brioches buonissime e scopriamo che hanno davvero un po’ di tutto. Usciamo dal campeggio e attraversiamo tutto il ponte per arrivare alla fermata del tram (il 26), sembra lunga anzi no, lo è veramente, ma poco m’importa perché sono ad Amsterdam ed bello anche passeggiare sul ponte e ammirare da basso le case mobili davvero fatiscenti, ma ci vivono per davvero! Il tram fa capolinea davanti alla stazione Centrale. E’ bella anche con la pioggia! Perdiamo un sacco di tempo all’ufficio informazioni, c’è tantissima gente e dopo un po’ andiamo via scoraggiati (cerchiamo un parking giornaliero per la sosta del nostro camper per l’indomani). Piove non accenna a smettere e fa anche freddo, decidiamo cosi di andare al museo di Van Gogh, prendendo il tram 2.

Prima tappa agli stabilimenti Gassan Diamond, una grande perdita di tempo. Innanzitutto non fanno la guida in lingua italiana, sanno benissimo che nessuno comprerebbe e che saremmo solo curiosi di vedere la lavorazione di una pietra grezza che diventa una gemma sfolgorante. In compenso ne fanno a rotazione in lingua giapponese e russa (chissà poi perché?).

Al Van Gogh Museum entriamo solo io e Mariella, Gianni e Roberto l’hanno già visto, in realtà anche Mariella ma dice di volermi fare compagnia (secondo me è perché le piace troppo per rinunciare anche se il costo del biglietto è assai alto (euro 14 + euro 5 di audio guida).

Il palazzo è di una semplicità che salta subito all’occhio ma dentro conserva veri capolavori. La coda per entrare non è poi cosi eccessiva ed entriamo in poco tempo.

Il museo si divide in piani: quello intermedio è 'riservato' esclusivamente a Van Gogh e sono esposti tutte le sue opere in sequenza ai suoi periodi. L’audio guida racconta molto bene la sua vita tormentata. Al terzo piano invece ci sono opere che l’ispirarono o di amici che hanno lavorato con lui, qui abbiamo ammirato anche Renoir, Gaugin, Cezanne e Monet.

Usciti c’è la piazza con la grande I Amsterdam, piena di ragazzi che fanno foto e come farsela mancare?

Dal museo abbiamo preso il tram 5 fino al mercato galleggiante dei fiori. Abbiamo visto tanti negozietti strani, da pareti ricoperte di zoccoli colorati a giocattoli di latta, ai bigliettini di auguri. Prima di arrivare al Bloemenmarkt, passiamo sotto la torre della zecca, cosi chiamata ovviamente perché in passato ospitava la zecca ora la parte alta è un grazioso carillon che suona una melodia ogni quarto d’ora (pensate ai residenti)!

Il mercato dei fiori ti fa restare a bocca aperta. Innanzitutto manco vi accorgerete che i negozi dei fiorai si trovano su chiatte galleggianti. La vista di una tale cornucopia multicolore di fiori, piante è veramente incantevole.

Pranziamo poco prima del Museo Storico, in una steak house uruguayana (abbiamo preso il menu turistico e la carne era davvero molto buona).

Proseguiamo fino al Dam, davanti al palazzo reale e alla Chiesa Nuova, da lì torniamo su zig zagando tra Niuwendijk e il DamRak (l’arteria principale della città)

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