Alsazia, terra con due anime e due cuori

Viaggio alla scoperta di una terra di confine, splendidi paesaggi, buon vino e cultura

  • di hummin
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro

Il nome attuale della casa, "Pfister", si deve alla famiglia che l'abitò fra il 1841 e il 1892 e che ne provvide al suo restauro.

Terminato il pranzo andiamo a visitare la casa – museo di Auguste Bartholdi, niente meno che l'uomo che realizzò la Statua della Libertà, simbolo degli Stati Uniti, di New York e più in generale di speranza e libertà.

Si tratta della casa dove nacque e trascorse la sua vita lo scultore, si sviluppa su due piani, a quello superiore si trova l'appartamento perfettamente conservato, mentre a quello inferiore ospita una serie di sculture di vario tipo, dai busti commemorativi in onore dei grandi personaggi storici dell'epoca agli studi che portarono alla realizzazione del suo lavoro più importante.

Questo soprattutto è interessante, infatti attraverso i vari modelli in scala realizzati nel tempo si può vedere come si arrivò alla versione definitiva della famosa signora con la fiaccola. Continuiamo nella nostra passeggiata per il centro senza una meta precisa, non c'è confusione visto che è lunedì e questo non è un dato da sottovalutare.

Altra tappa importante durante la visita del centro è la Collegiata di San Martino chiamata anche Cattedrale di San Martino, uno dei più importanti edifici gotici della regione. Fu costruita a partire dal 1237 e terminata più di un secolo dopo su un progetto dell'architetto Guglielmo di Marburgo.

L'Alsazia è anche e soprattutto terra di grandi vini e tutto fa in modo di ricordarlo al fortunato turista, ci sono praticamente ovunque piccole cantine e fornitissimi negozi, diciamo che non assaggiare sarebbe un delitto. Troviamo una deliziosa bancarella che offre un'ampia scelta di vini al bicchiere proprio accanto alla Petite Venise, forse il vero simbolo di Colmar, il pittoresco quartiere dove la magia della case a graticcio si fonde con i canali sapientemente decorati con fiori multicolori.

In posti come questo si può facilmente perdere il senso del tempo, tra foto, colori e profumi la giornata scivola via rapidamente e in men che non si dica si fa l'ora di tornare in hotel per un meritato riposo.

Tornando indietro ci imbattiamo in un altro simbolo di Colmar, la Statua della Libertà di 12 metri che è stata piazzata in una rotonda all'ingresso nord della città, giusto per far capire quanto Bartholdi venga tenuto in considerazione tutt'ora.

La vera sorpresa ce l'abbiamo quando cerchiamo di tornare in centro per la cena, è praticamente impossibile arrivarci, siamo a non più di 3 o 4 km di distanza e c'è una coda unica di auto proprio nella direzione che ci interessa, attendiamo un po' ma quando vediamo che nulla si muove immaginiamo sia accaduto qualcosa, in realtà ci spiegheranno che si tratta del traffico normale a quell'ora.

Detto questo siamo costretti a cambiare meta e, come succede spesso in casi simili, l'imprevisto si trasforma in una piacevole sorpresa, facciamo rotta verso Kaisersberg che si trova ad una decina di km circa da Colmar.

Il nome significa letteralmente “Collina dell'Imperatore”, nel XIII secolo infatti Federico II di Svevia acquistò questo piccolo borgo, l'atmosfera medievale è assicurata dalle architetture maestose e dall'intreccio di strade pittoresche. E' un piccolo gioiello incastonato tra i vigneti a circa 800 metri di altitudine, ed è incredibile pensare come un centro così piccolo di neppure tremila abitanti possa vantare tanti riconoscimenti, è infatti conosciuta come la Città Fiorita nonché come il borgo preferito dei francesi, cosa che peraltro viene ricordata in quasi tutte le vetrine dei negozi. Sulla collina che sovrasta il paese c'è l'antica fortezza che, seppur abbandonata, mantiene l'antica maestosità e l'antica bellezza che i segni del tempo non hanno scalfito

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