Ad Almaty tra parchi, laghi e montagne

In Kazakistan per visitare una città immersa in una splendida natura

  • di Enrico 9
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Un viaggio tra buon cibo, cortesia e partite a scacchi

Abbiamo viaggiato parecchio e siamo sempre alla ricerca di mete nuove spesso strane, quindi quando ci sentivamo chiedere “andate in Kazakistan? A far che?” Non ci meravigliavamo più di tanto, in fondo era una novità anche per noi.

Decidiamo quindi di partire da Bologna via Istanbul: tutto regolare. Fine Agosto, ad Almaty (luogo delle mele), città a bassa criminalità, ci sono ancora 33° ma se ne percepiscono meno causa la bassa percentuale di umidità. Da qualche anno non è necessario il visto e questo evita complicazioni e spese. Ex sovietica, Almaty è anche l’ex capitale, ora è Astana, in zona più centrale e meno sismica, anche se Almaty resta la città più popolosa con un milione e mezzo di abitanti e la più commerciale a 500 metri sul livello del mare ed abitata da varie etnie: kazaki, russi, uiguri, ucraini, coreani, tartari, in maggioranza musulmani ma molto aperti. Contornata da bellissime montagne e splendidi laghi, abbiamo letto di una bellezza naturale notevole, quindi anziché far parte di un tour organizzato preferiamo restare ad Almaty per viverla una settimana circa e fare alcune escursioni nella natura. Intoppo all’arrivo del piccolo aeroporto, non c’è l’autista a prelevarci: è domenica e capiamo quanto abbiano ancora da “correre” per soddisfare il turismo che è per lo più asiatico. Non ricordiamo di aver sentito dialoghi in lingue europee, nonostante questo ci siamo trovati a nostro agio; fortunatamente qualcuno parla inglese soprattutto in hotel e ristoranti, il cirillico non lo sappiamo ancora tradurre, sono gentili, diversi dalla classica gente dell’est, ma pochi accettano euro o dollari, quindi appena arrivati in aeroporto cambio un po’ di euro in tenghè (si cambia ovunque), non tanti, la vita costa poco, l’ottimo hotel Renion Park (centrale e ad un prezzo davvero ottimo) è già pagato, mangeremo spesso nel ristorante interno ma anche per esterni, chiamato Shurpa, e quando mangiamo tanto spendiamo 5 euro; assaggiamo il Besbarmark (piatto tipico, pasta con carne di cavallo o montone) chiamato Plov in Uzbekistan (variante col riso) che è cibo di tutta l’Asia centrale, i shashlik, spiedini di pollo anatra o montone, manty (tortelloni con vari ripieni), varie zuppe ed altre cibarie a cui ci adattiamo presto; i locali bevono il kompot, nettare di mele.

I taxi, pochi, non costano nulla, giri 20 minuti per 2 euro, ma basta alzare la mano e qualcuno si ferma e vi porta dove volete, pare un’attività fiorente. Incontriamo la nostra guida, Elena, già contattata prima di partire e che ha studiato in Italia, whatsapp +7 771 468 2757, ed il primo giorno giriamo nella parte ovest della città, visitando la chiesa di San Nicola, deliziosa con varie cupole a cipolla, il first president park e la sua bella entrata quindi Medeu il “fuori porta” per molti abitanti, incastonata tra le colline vi è una pista per pattinare molto grande. La sera è illuminata, d’inverno penso sia ancora meglio, ma d’estate è un refrigerio. Se invece avete nostalgia dello shopping consiglio Esentai Mall, il più spettacolare dell’Asia centrale, firme importanti, ristoranti e cinema, a 10 minuti dal centro città. Altro ristorante consigliato per la cucina kazaka è il Tubeteika. Cercate anche ristoranti georgiani, la cui cucina è molto rinomata, ve n’è uno presso il parco Panfilov, si chiama Daredzhani.

Il giorno dopo vediamo la grande piazza della Repubblica con l’alta colonna in bronzo, monumento all’indipendenza che consiste nel guerriero Saka su di un leopardo, nei pressi il palazzo presidenziale, e il museo centrale di stato. Da lì raggiungiamo il palazzo della Repubblica con davanti la statua di un grande poeta, Abai Qunanbaiuli, che tradusse in kazako sia Pushkin che altri poeti russi ed europei. La sera solita passeggiata ad Arbat, via pedonale presso l’hotel, strada con ristorantini ed artisti e giochi per bambini. Non è viale Ceccarini, ma si può fare. A letto presto, domattina si affronta una bella gita al Charyn Canyon

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