Trekking nel Tassili N'Ajjer

26 Dicembre 2005 - 04 Gennaio 2006 La nostalgia per i deserti africani, che da qualche tempo si e' impadronita di noi, ci ha aiutato a scegliere la meta del viaggio di questo Natale: sara' il sud dell'Algeria ad accoglierci ...

 

26 Dicembre 2005 - 04 Gennaio 2006

La nostalgia per i deserti africani, che da qualche tempo si e' impadronita di noi, ci ha aiutato a scegliere la meta del viaggio di questo Natale: sara' il sud dell'Algeria ad accoglierci con le sue calde giornate e le sue gelide notti !

Affacciata sul Mar Mediterraneo, l'Algeria presenta, come del resto tutti gli stati al nord del continente africano, una zona costiera verde e fertile ed una zona interna desertica dove sabbia e siccita' sono le padrone incontrastate. Quest' ultima zona e' molto scarsamente popolata ed i pochi gruppi etnici che la abitano sono concentrati in due oasi principali: Tamanrasset, piu' a sud, e Djanet.

La zona che vogliamo visitare e' quella del Tassili N'Ajjer, appena a nord dell'oasi di Djanet.

Amanti come siamo dell'andare a piedi a conoscere il mondo, abbiamo deciso di viaggiare una volta ancora con KEL 12, certi di godere della serieta' e della preparazione dello staff locale che l'agenzia stessa sceglie di volta in volta per accompagnare i vari gruppi.

Normalmente, i trekking su questo Tassili durano pochi giorni mentre noi preferiamo che il numero di giorni impegnati nel camminare sia il piu' lungo possibile. E' per questo motivo che abbiamo colto al volo la proposta di KEL 12 di quest'anno di effettuare un viaggio sul Tassili N'Ajjer di ben 10 giorni, tutti di trekking! L'idea e' venuta a Sara, una delle organizzatrici di KEL 12 che ci seguira' proprio in questa avventura: grazie Sara !

Lunedi' 26 Dicembre 2005

Ci imbarchiamo sul volo dell'Air Algerie diretto ad Algeri: abbiamo con noi due bagagli a mano ed uno zaino in stiva contenente i sacchi a pelo. Abbiamo fatto la conoscenza con Sara in aeroporto a Roma, mentre ancora non sappiamo nulla degli altri partecipanti al trekking.

Mentre siamo in fila per il controllo dei passaporti, udiamo alle nostre spalle una voce nota che ci chiama: e' Giuseppe, un "vecchio" compagno di viaggi col quale siamo rimasti in contatto in questi anni ! Con la moglie Rosella, ques'anno ha deciso di partecipare ad un trekking con Avventure Nel Mondo nell' Adrar, piu' a sud di Djanet ma sempre in Algeria. Insieme a loro ci avviamo all'imbarco.

Appena messo piede sul velivolo, inizia un gran pasticcio perche', sebbene ognuno di noi abbia la carta d'imbarco con tanto di numero della poltrona, pare che i posti siano liberi ... Cosi' la gente, confusa, inizia ad andare avanti e indietro, ostacolando chi ancora deve salire, sparpagliandosi in un intrico di zaini e braccia che tentano di farsi largo, sedendosi dove capita. Dopo vari spostamenti, scavalcamenti, battibecchi finalmente ogni posto bene o male e' occupato e l'aereo puo' decollare: abbiamo 30 minuti di ritardo e sono le 18 e 40.

Dopo appena un'ora di volo atterriamo in terra africana: nell'affollato aeroporto di Algeri facciamo la conoscenza con le altre coppie che vivranno con noi questa avventura. Insieme a Sara usciamo dall'aeroporto internazionale e, una volta all'aperto, percorriamo spediti circa 1 km passando sotto al naso di una decina di sonnolenti algerini. Ridiamo sotto i baffi immaginando che, se nonfossimo parte di questo gruppo, questi uomini in gonnellone si sveglierebbero all'improvviso ed inizierebbero a farci domande e proposte di ogni tipo.

In breve giungiamo all'ingresso di un edificio su cui troneggia l'insegna luminosa "domestic flights" e qui ci mettiamo pazientemente in fila: i turisti oggi sono veramente numerosi ! Superato un primo controllo, formiamo un'altra fila per il check-in e subito inizia un caos di turisti che non capiscono nulla, di bagagli passati di mano in mano, di accompagnatori che cercano di raccogliere i componenti del loro gruppo. La nostra Sara ci dimostra tutta la sua bravura affrontando le pratiche per tutto il gruppo sempre col sorriso sulle labbra; parla un francese perfetto e si intuisce la grande esperienza che ha per situazioni di questo tipo ... Per noi ci sarebbe di che andare giu' di testa !

Finalmente ci raduniamo tutti quanti nella piccola sala d'imbarco e parliamo fra noi per conoscerci un po'. Poi saliamo sul Boeing della flotta algerinadiretto a Djanet. Decolliamo alle 23 e 30 con un'ora e dieci minuti di ritardo. Siamo stanchi. All' arrivo ci raduniamo nuovamente e conosciamo Christian Le Tily, il nostro accompagnatore di lingua italiana. Ritiriamo i bagagli poi usciamo e ci ritroviamo avvolti da una fredda notte stellata. Saliamo su tre fuoristrada che coprono spediti i circa 30 chilometri che ci separano dall'hotel Zeriba, proprio nel centro di Djanet. Qui, ogni coppia prende possesso della propria stanza, pulita ma gelata. Sono le quattro passate

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