Algeria, Admer Tadrart

CONSIDERAZIONI GENERALI Bellissimo viaggio nel deserto !!! non ha nulla da invidiare all’Acacus libico (che si trova giusto al di la del confine) per varietà e bellezza di ambienti. Il viaggio si compone in un anello di 6 giorni nel ...

  • di guido1968
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: fino a 6
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

CONSIDERAZIONI GENERALI Bellissimo viaggio nel deserto !!! non ha nulla da invidiare all’Acacus libico (che si trova giusto al di la del confine) per varietà e bellezza di ambienti.

Il viaggio si compone in un anello di 6 giorni nel Tadrart (a est di Djanet, tra Djanet e il confine libico) e, dopo essere ritornati in pratica a Djanet, in 2 giorni passati nelle dune del Erg Admer.

Il Tadrart è in pratica la continuazione dell’Acacus in territorio algerino, geologicamente è esattamente la stessa cosa: venendo da Djanet dopo alcune ore passate in un paesaggio brullo, sassoso e tutto sommato bruttino, si arriva ad una catena di montagne, catena che divide la zona di Djanet dal Tadrart sabbioso (Tim Merozougà e la continuazione dell’Erg Ouan Kassa libico): si attraversa la catena utilizzando l’unico vallone che taglia tortuosamente le montagne partendo dalla porta del Tadrart, passaggio obbligato.

Man mano che andando verso est ci si avvicina alla fine delle montagne, il paesaggio si ampia, inizia a essere misto rocce/sabbia, compaiono torrioni, archi, blocchi rocciosi isolati, le dune prime frammiste a roccia poi sempre più ampie e imponenti, fino ad arrivare a Moul N’Aga (anfiteatro grandioso di si dune e rocce), e poi avere il culmine nel mare di sabbia di Tin Merzouga.

Si gira curiosando qua e là, ci sono incisioni rupestri e pitture da guardare, passeggiatine sulle dune, ci si incunea a scoprire guelte (pozze rocciose dove si accumula l’acqua vecchia anche di 3 o 4 anni), strettissimi canyon parte finale delle vallette laterali che sbucano sul vallone principale. Si raccoglie legna x il fuoco serale, si seguono le tracce dei mufloni sui fondi sabbiosi dei valloni nella speranza di scoprirne uno e farlo arrosto alla sera sul fuoco.

Poi si ritorna indietro per lo stesso vallone, uscendo dalla stessa porta del Tadrart di ingresso e ci si dirige un po’ + verso sud verso il Niger per puntare ad Alidemma, bella zona misto sabbia/roccia con torrioni che formano un intricato intreccio labirintico dove si perde l’orientamento quasi subito !!! Si ritorna quindi verso nord puntando il piramidale ed inconfondibile picco Tiska, quindi in pratica si ritorna a Djanet e da partire dalla vacca che piange (incisione rupestre bellissima) si punta verso l’Erg Admer, altro mare di sabbia, questa volta a ovest di Djanet. Si gira per dune, si superano cordoni, anche qui si perde l’orientamento e si cerca un posto x passare la notte. Il tour quindi termina rientrando con il rientro a Djanet.

ITINERARIO A POSTERIORI (E CONSIGLI) Alcune considerazioni a posteriori sull’itinerario: · ottimo e completo itinerario !!! · 6 notti nel deserto sono sufficienti per poter vedere il deserto, per stare scomodi (ci si lava con la minima quantità d’acqua, si dorme in tenda, polvere e sabbia poi entrano dappertutto) senza che pesi: dopo comincia a stancare e a pesare, si comincia sognare una doccia ! · il giro è composto da due parti ben distinte, il Tadrart (5 giorni) e l’Admer (2 giorni) ritornando quasi a Djanet. Inoltre per andare nel Tadrart c’è un solo passaggio, la porta dell’Tadrart da cui bisogna passare sia in ingresso che in uscita. Sarebbe + bello poter fare un anello senza doverci ripassare · un’alternativa potrebbe essere quella di proseguire verso sud, rimanendo a est delle montagne passarle dalle parti di In Ezzane. Compiando un programma di una agenzia locale trovato su internet la sequenza potrebbe essere Moul N’Aga – Tissitika – El Beridj – Aman Samednen – El Barkhat – e quindi risalire verso nord ovest ad Alidemma

CARTINE Inutile cercarne una dettagliata ! Forse non esistono e comunque solo l’esperienza e la conoscenza della guida vi permette di girare. L’unica è quel della Michelin del Nord Africa intero, utile per avere una idea grossolana del giro

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