Albania: una terra da scoprire

Magnifica vacanza sulle coste albanesi tra baie e mare azzurro

  • di Lisa Chiefa
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro

Il mattino seguente dopo colazione abbiamo potuto usufruire dell'ombrellone e dei lettini compresi nel costo della camera (42,00 euro camera, colazione ed ombrellone) e dopo 3 ore di mare abbiamo lasciato Orikum in direzione Drymadres. Abbiamo attraversato il passo di Llogara, un valico circondato da boschi di abeti, di pini e di felci, ambiente magnifico. Vista l'ora abbiamo deciso di pranzare in uno dei ristoranti che si trovano lungo la strada e sotto gli alberi al fresco abbiamo mangiato una insalatona greca e della buona carne alla griglia.

Con molta calma ci siamo incamminati verso la nostra meta e di colpo si è aperto un bellissimo scenario: abbiamo rivisto dall'alto una parte di costa che si affaccia sul Mar Ionio. Da qui la lunga discesa verso Drymadres. Raggiunto l'albergo Summer dream, posto sulla spiaggia, ci siamo immersi nelle acque limpide e cristalline. Come ad Orikum ombrelloni e lettini compresi nel prezzo e tramonto visto attraverso un foro tondo della roccia, uno spettacolo! La cena l'abbiamo consumata in uno dei tanti ristoranti lungo la spiaggia, rigorosamente a base di pesce.

La mattina dopo ci siamo diretti a Gijpe, il posto più bello e naturalistico visto sinora. È una spiaggia in una baia con mare caraibico con alle spalle un canyon profondo percorribile a piedi. Per raggiungere la baia abbiamo dovuto camminare circa 30 minuti sotto il sole cocente, costeggiando numerosi bunker, ma ne è valsa la pena. Posto consigliatissimo se si ama il silenzio, la calma e la natura. È consigliabile parcheggiare l'auto alla fine della strada asfaltata vicino a un monastero dove una signora, al costo di 2 euro, custodisce le auto. Al costo di 4 euro abbiamo affittato un ombrellone con lettini indispensabili per affrontare il sole della baia e per pochi euro abbiamo pranzato al bar-ristorante lì presente. Dopo aver fatto bagni di sole e di mare verso le 17,00 ci siamo rimessi in cammino direzione Ksamil. Viaggiando lungo la costa abbiamo visto Porto Palermo con la sua fortezza e la baia con il bunker profondo 650 metri dove si riparavano i sottomarini.

Alle 20.00 siamo arrivati a Ksamil dove abbiamo trovato una penisola effervescente. Un lungomare pieno di ristoranti, musica e gente a passeggio. Onestamente troppa confusione per le nostre orecchie considerando il precedente silenzio di Gijpe. Ci fermiamo a cena in un locale fronte mare e lì conosciamo due coppie di italiani a cui consigliamo cosa non mangiare. Avremo il piacere di reincontrarli il giorno dopo sull'isola che c'e' di fronte Ksamil, trasportati da una piccola imbarcazione al costo di 15 euro. La scelta di andare lì non è delle più felici. Troppa gente in un fazzoletto di spiaggia 'pavimentata' di lettini e nessuna possibilità di spostarsi. Decidiamo di farci venire a prendere prima del tempo fissato e torniamo a casa per un riposino. Verso le 18,00 decidiamo di andare a visitare Saranda, città tanto decantata dagli amici albanesi per la sua bellezza. A parte il traffico intenso e difficoltà di parcheggio, abbiamo percorso a piedi tutto il lungomare, sicuramente ben curato, verdeggiante e pieno di turisti e gente del posto, ma per noi non all'altezza della descrizione ricevuta. Decidiamo di cenare e di ritornare a Ksamil dove ci riappropriamo del silenzio della nostra terrazza e dell'unico suono che e' il canto dei grilli.

La mattina seguente dopo aver salutato la signora che ci ospitava e che per gentilezza ci aveva offerto susine, pere del suo orto e cozze sgusciate(!) partiamo alla volta di Butrinto a circa 3 km da Ksamil, ricco parco archeologico e museo che custodisce i resti di una fiorente colonia greca, poi romana, bizantina e ottomana. Consigliamo vivamente di visitarlo con la dovuta calma, almeno 3 ore. Merita

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