Valona, Apollonia, Berat, Durazzo e Petrela

Verso Valona

Prima di pernottare a Valona facciamo altre due tappe: la prima per un altro bel bagno a Dhermi, situata sul massiccio della Sika, è chiamata la perla del litorale ed è la meta prediletta per la luna di miele delle coppie albanesi, almeno fino a qualche anno fa. Offre diversi alberghi confortevoli (a luglio e soprattutto ad agosto se non si prenota con largo anticipo scordatevi di dormire qui) e una lunga spiaggia, è una popolare meta di vacanza per turisti, ma anche per gli stessi albanesi. Ottimi i ristorantini sul mare. L’altra, purtroppo più breve, a Llogara: non siamo riusciti a dedicare qualche ora a questo splendido parco ed è forse l’unico rammarico che abbiamo avuto in questa esperienza di viaggio in Albania. Con una superficie di 1000 ettari è uno dei parchi più belli del Paese. È a 1000 metri sul valico omonimo che collega Vlora con il litorale ionico. La strada che lo attraversa, senza ombra di dubbio, è la più panoramica del Paese. Cresce in quest’area il «pino bandiera», denominato così per la sua chioma forgiata dal vento che soffiando senza sosta nella stessa direzione ha creato questo monumento naturale. Da qui si possono ammirare le cime dei monti avvolte dalle nubi, i ripidi fianchi delle alture tuffarsi nel mare sottostante, i pastori che guidano le loro greggi sulle pianure e fitte foreste popolate da cervi, cinghiali e lupi. La mattina successiva vediamo velocemente Valona che è situata su una bella baia le cui acque azzurro turchesi bagnano la penisola di Karaburun che sembra guardare l’Italia. Infatti, a soli 70 km c’è Otranto. È una città dai ritmi frenetici, dove regna una atmosfera da ‘lavori in corso’ per capirci e ci sono cantieri dappertutto. Negli anni ’90 fu una delle città più turbolente del paese: è qui che prese il via la rivoluzione del 1997 seguita al collasso delle società finanziarie piramidali, di cui per anni approfittò la malavita locale. Dirigendosi verso il porto troviamo la Moschea Muradi e ancora il Museo dell’Indipendenza. La collina che domina la città è sormontata dal santuario bektashi di Kuzum Baba, dal quale si gode una fantastica vista sulla baia di Valona e sulla laguna di Narta.

Apollonia e Berat

Ci dirigiamo verso Apollonia; ovviamente il nome testimonia che si trattava di una città dedita al culto del dio Apollo. I lavori iniziarono per opera di un gruppo di archeologi austriaci nel 1916 e proseguirono tra il 1924 ed il 1938 da parte di alcuni francesi. La scoperta dei diversi strati ha portato alla ricostruzione della città antica. Le rovine sorgono a 12 km da Fier e 89 da Durazzo, fra dolci colline e contornata da uliveti, si affaccia sulle sottostanti pianure che si estendono per chilometri. In serata siamo a Berat dove alloggiamo in uno splendido e caratteristico albergo. Dedichiamo una intera giornata alla visita di una tra le più antiche e soprattutto tra le più belle città dell’Albania, grazie al fatto di essere la seconda ‘città museo’ del paese, le sue chiese e moschee sono sfuggite alle distruzioni della campagna antireligiosa comunista. È stata proclamata città museo nel 1961. I vecchi quartieri offrono un incantevole insieme di case imbiancate, tetti ricoperti di tegole e muri di pietra che racchiudono cortili ombreggiati da pergolati. Da non perdere l’imponente Kalasa (cittadella costruita sul crinale di una gola). Il punto più alto della cittadella è occupato dalla Fortezza Interna. In una posizione davvero suggestiva è situata la cappelletta di S. Michele. Da vedere il Museo Etnografico situato all’interno di un’elegante villa a due piani risalente al Settecento. Nel quartiere di Mangalem ci sono tre grandi moschee: del Sultano, di Piombo e degli Scapoli. Se avete tempo (e qui vale la pena ricavarselo) fate un salto al Canyon e alle cascate (direzione Bugova). Proseguiamo il nostro tragitto verso lo splendido Monastero bizantino di Ardenica, importante meta turistica che si trova a poca distanza, verso nord, dall’antichissima città di Apollonia. Per costruirla sono state usate pietre recuperate da siti più antichi. L’ingresso della chiesa è posto accanto al più recente campanile (ricostruito nel 1935) in cima a una scalinata. Di fronte si trova un’iconostasi di legno dorato. Proseguiamo per la laguna di Karavasta, che confina con il fiume Shkumbin a nord e con l’isola Sazan a sud. Si estende su una superficie di 42 km. Comunica col mare per mezzo di canali attraverso i quali viene effettuato lo scambio delle acque a seguito del processo dell’alta e bassa marea che si alterna ogni sei ore. Questo scambio di acque ed anche le altre condizioni climatiche favoriscono la pesca del cefalo, del salmone, dell’anguilla e di altri pesci. Durante i mesi più freddi vi trovano condizioni adatte per lo svernamento le anitre, le oche selvatiche ed altri uccelli. In primavera, nelle strisce sabbiose delle lagune, coperte di erbe, trovano condizioni favorevoli per covare i pellicani, i gabbiani, i galli cedroni e le rondini marine. Visitarla d’estate è un po’ come perdere tempo (anche per la scomodità della strada).

Durazzo e Petrela

Infine prima di concludere il giro del Paese visitiamo Durazzo, che è una delle più antiche città d’Europa. Il periodo romano ha rappresentato un’epoca di grande prosperità sia sul piano economico che intellettuale. Inoltre Durazzo era uno dei punti di partenza, nei Balcani, dell’importante Via Aegnatia che finiva a Bisanzio. Capitale dell’Albania dal 1913 al 1920, è una città molto antica. La felice posizione della città – una delle più antiche dell’Albania e il maggiore centro dopo Tirana – ne ha fatto una gradevole località balneare, ma nonostante gli sforzi delle autorità, le spiagge cittadine sono un triste esempio di sviluppo urbano incontrollato. Più ci si allontana dal mare, più la città si fa tranquilla e graziosa, con eleganti palazzi d’inizio Novecento, suggestive rovine, un interessante museo e una serie di ottimi bar e ristoranti. Nei dintorni di Tirana, sulla strada verso Elbasan (monti di Krraba), si arriva alla cittadella di Petrela; si tratta di una costruzione dell’XI secolo e dalla sua bella posizione domina la vallata sull’Erzen. La struttura portante di forma triangolare è realizzata in mattoni e pietra. È l’ennesima presenza delle opere di difesa che coprivano il territorio albanese ed è un capolavoro che mette in risalto, come prima cosa, il disegno del gigantesco complesso, dotato di una doppia cerchia di mura con una sola entrata. Al termine della visita alla fortezza è piacevole passeggiare nelle stradine del borgo antico. Anch’esse parlano di storia.

Buon viaggio.

Il sito di Stefano è http://www.stefanodesiderioscioli.it/

Fonti da dove sono state tratte alcune informazioni esposte in questo reportage:

  • Albania” – Angela Messina - Ed. Frontiere 1992
  • Albania– guida turistica” – Cynthia Cutuli – Guide turistiche Calderoni 1993
  • Albania"– Gillian Gloyer – Ed. Bradt 2008
  • Balcani occidentali” – AA.VV. – EDT Lonely Planet 2006
  • Storia dell’Albania” – Antonello Biagini – Bompiani 1998

Annunci Google
Parole chiave
, ,
  • 7322 Visualizzazioni
  • Stampa
  • Invia ad un amico

Commenti
  1. Silvia
    , 18/3/2010 11:06
    Ciao Elianto, ora dovresti riuscire a sfogliare le pagine correttamente! Facci sapere se funziona tutto, grazie

  2. Elianto
    , 17/3/2010 17:35
    Scusate ma io le pagine successive dell'articolo non riesco a vederle, mi da Internal Server Error" Che devo fare?

Per scrivere su Turisti Per Caso devi prima registrarti!


Entra con il tuo account social