Ohird, Korca e Voskopoja

Ohrid

Arriviamo nel tardo pomeriggio in Macedonia, dopo le formalità doganali, e visitiamo Ohrid che è il vero gioiello di questo Paese. Adagiata sulle sponde del lago omonimo, vanta splendide chiese bizantine, viuzze acciottolate, gallerie d’arte, alberghi economici di buon livello e amene spiagge pietrose in cui rilassarsi. Qui abbondano ristoranti, fast food, caffè e bar. Il lago di Ohrid (chiamato di Pogradec nella parte Albanese) è uno dei più antichi del mondo e tra i più profondi dei Balcani. La città vecchia si può tranquillamente visitare a piedi. Da vedere Sveti Nikola Bolnicki., il Museo Nazionale, Sveti Soffia, Sveti Jovan Kaneo, Sveti Alimenti e da non perdere lo splendido panorama dal Castello di Car Samoil. Dormiamo a Bitola, che si trova su un altopiano alto 660 m e circondato dai monti, 16 km a nord del confine greco.

La sua passata prosperità le ha regalato una notevole collezione di edifici ottocenteschi, inframmezzati da monoliti d’epoca comunista che non potrebbero essere in contrasto più stridente. Interessanti i minareti delle moschee di Yeni, Isak e Yahdar-Kadi (tutte del XVI secolo), poi Sveti Dimitri una ampia chiesa abbellita da affreschi di pregiata fattura, e lampade decorate. Alle 9 del giorno dopo puntuali siamo alle rovine di Heraclea Lyncestis che si estendono un chilometro a sud delle stazioni degli autobus e dei treni. Fondata nel IV secolo a.C. Da Filippo II di Macedonia, Heraclea fu conquistata dai romani due secoli più tardi e divenne un’importante stazione sulla Via Egnatia. Il sito non è molto esteso e può essere visitato in un’ora e mezza. Gli scavi continuano e finora hanno portato alla luce le terme romane, il portico e il teatro. Altrettanto interessanti sono le due basiliche paleocristiane e il palazzo episcopale che conserva alcuni pregevoli mosaici, molti dei quali però non possono essere ammirati perché coperti. Prima di tornare in Albania dall’altro confine ci fermiamo a Svet Naum: siamo a 30 km a sud di Ohrid e la zona è incantevole. Affacciata sopra il lago, ne custodisce la sorgente ed è popolata da pavoni; la chiesa risalente al Seicento, si erge su una collina sopra il lago, circondata dagli edifici dell’hotel Sveti Naum che ha rilevato il complesso ministeriale. Gli splendidi affreschi raffiguranti gli arcangeli visibili all’interno della chiesa risalgono quasi tutti al XIX secolo, ma vi è qualche frammento del XVI e XVII secolo. Rientriamo a Pogradec dove ne approfittiamo per deliziarci con il Koran, una specie di trota salmonata tipica del posto (in Albania si mangia così bene che non ve lo dimenticherete facilmente). La cittadina ha un aspetto moderno e tranquillo: è una piacevole località di villeggiatura, circondata da una natura dolce, valorizzata dal clima mite, temperato dalla presenza del lago. Anche qui non mancano i resti della fortezza; i reperti archeologici rinvenuti all’interno delle mura sono raccolti nel Museo locale. Oltre alla visita al parco (ex residenza di Enver Hohxa), una rilassante passeggiata lungo il lago, potrebbe valere la pena una visita al museo storico.

Korca e Voskopoja

In serata siamo a Korca, città è importante per il ruolo culturale che ha svolto nella storia del Paese. La prima tappa di questo cammino fu l’apertura nel 1887 della prima scuola laica in cui veniva insegnato l’albanese. La seconda tappa, l’istituzione, nel 1891, della prima scuola femminile. Durante il periodo del governo del re Zog, nacquero a Korca i primi fermenti antigovernativi. Fu creata, nel 1928, la prima cellula comunista. Nel giugno 1929 vi si tenne la riunione dei rappresentanti delle cellule comuniste che diede poi il via al movimento comunista organizzato in Albania. Si fregia di essere uno dei luoghi più ‘civili’ dell’Albania e pur essendo una cittadina ospitale e tranquilla non riserva molte attrazioni ai turisti: il Museo d’Arte Medievale Albanese e la nuova cattedrale ortodossa. Dedichiamo la mattinata successiva alla visita di Voskopoja che è situata a circa 25 km da Korca, a un’altitudine di 1100 metri. Ha un illustre passato di cui rimangono le vestigia nella pavimentazione delle strade e nella pietra con cui sono costruite le case. Devastata dalle guerre feudali e da due conflitti mondiali conserva alcune chiese a testimonianza del glorioso passato: San Nicola con un bel porticato sormontato da sette cupole e l’interno con eleganti affreschi, Santa Maria, San Michele, San Anastasio e San Giovanni Battista. Intorno al 1750 era la città più grande dei Balcani, con una popolazione di 35.000 abitanti e 24 chiese! Ora dopo i ripetuti saccheggi è abitato da 200 persone (metà albanesi musulmani e metà valacchi ortodossi). Sono rimaste solo 8 chiese. Nei pressi del villaggio (che si trova a quota 1160 metri) è in progetto la costruzione di una stazione sciistica, ma per il momento sono soprattutto l’incantevole posizione e la ricchezza dei monumenti a rendere famosa Voskopoja. Siamo stati sfortunati: giornata di pioggia e lavori stradali in corso, ma tra qualche mese la strada che porta qui da Korca sarà ultimata e in mezz’ora si potrà tranquillamente raggiungere questo splendido posto.

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Commenti
  1. Silvia
    , 18/3/2010 11:06
    Ciao Elianto, ora dovresti riuscire a sfogliare le pagine correttamente! Facci sapere se funziona tutto, grazie

  2. Elianto
    , 17/3/2010 17:35
    Scusate ma io le pagine successive dell'articolo non riesco a vederle, mi da Internal Server Error" Che devo fare?

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